Taranto, brutale aggressione ai dipendenti Kyma Ambiente: operatore grave dopo sprangate

Gli investigatori esaminano le riprese di videosorveglianza per ricostruire i fatti. La donna medicata in ospedale, preoccupa la situazione del compagno.

Taranto, brutale aggressione ai dipendenti Kyma Ambiente: operatore grave dopo sprangate

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mercoledì 9 settembre 2026, 10:06 - Ultimo aggiornamento: 11:35

Violenta aggressione all’alba a Taranto ai danni di due dipendenti di Kyma Ambiente. Intorno alle 5, all’ingresso del deposito di via Cesare Battisti, un commando composto da persone incappucciate avrebbe preso di mira un lavoratore e una lavoratrice della società partecipata del Comune che si occupa della raccolta e della gestione dei rifiuti.

I due, che sono compagni, sono stati colpiti con delle spranghe e hanno dovuto fare ricorso alle cure dei sanitari.

Particolarmente serie le condizioni dell’uomo, che avrebbe riportato un trauma cranico-facciale e diverse fratture. Anche la donna è stata accompagnata in ospedale per gli accertamenti e le cure del caso.

Sull’episodio sono in corso le indagini per ricostruire l’esatta dinamica dell’aggressione e soprattutto per identificare gli autori. Gli investigatori stanno cercando di acquisire eventuali immagini delle telecamere presenti nella zona che potrebbero fornire elementi utili per risalire al commando.

La vicinanza del Comune

L’amministrazione comunale, esprime «la propria vicinanza ai due dipendenti di Kyma Ambiente, vittime di una vile aggressione al di fuori di una delle sedi operative dell’azienda. Entrambi sono ora in gravissime condizioni, ma sarebbe potuto andar peggio senza il pronto intervento di alcuni cittadini.
Non sono ancora note le ragioni di una tale violenza, le forze dell’ordine stanno indagando per individuare gli aggressori e consegnarli alla giustizia.

Qualunque sia la matrice dell’aggressione, in ogni caso, l’amministrazione comunale condanna fermamente episodi di questo genere, lodando il coraggio e l’altruismo di quei tarantini che di fronte a questa scena non si sono voltati dall’altra parte».

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