Tanti auguri, Queen Bey! Beyoncè compie 45 anni
Diva planetaria con oltre 200 milioni di dischi venduti, 35 Grammy vinti e quasi 12 milioni di biglietti acquistati per i suoi live. Dai concorsi di bellezza ai suoi soprannomi, tutte le curiosità su questa star

Beyonce compie 45 anni (Ansa)

Ricevi le notizie di Quotidiano Nazionale su Google
Il 4 settembre Beyoncé Giselle Knowles-Carter festeggia il suo quarantacinquesimo compleanno, saldamente ancorata al suo status di diva planetaria. Anche se Taylor Swift frantuma tutti i record e nuove star si affacciano alla ribalta mondiale, Beyoncé rimane nell’Olimpo del pop, forte di vendite discografiche stimate oltre i 200 milioni di copie, 35 Grammy Awards vinti, otto album che hanno tutti conquistato la vetta delle classifiche americane nella settimana di uscita e 11.830.000 biglietti venduti per le sue esibizioni dal vivo. La sua storia e la sua carriera sono state raccontate e passate al microscopio. Ma c’è sempre qualcosa che resta in ombra…
Questione di privacy
Fin da bambina, Beyoncé ha imparato a distinguere tra mondo dello spettacolo e vita reale, tanto da non aver mai raccontato ai compagni di scuola dei suoi successi nei concorsi di bellezza. Il motivo? Fra i ragazzini neri, la tonalità chiara della pelle era il pretesto per prenderla di mira. Beyoncé si sentiva bullizzata e temeva che la sua partecipazione a quel tipo di manifestazioni avrebbe causato altre prese in giro. Per inciso, lei odiava sfilare in passerella, ma le piacevano i momenti in cui poteva dimostrare il suo talento canoro
Non era pazza d’amore per ‘Crazy in Love’
La prima reazione di Beyoncé allo spunto da cui è nata ‘Crazy in Love’ è stata tutt’altro che entusiasta. Il punto di partenza era una frase di fiati campionata da ‘Are You My Woman’ dei Chi-Lites, un pezzo del 1970 non particolarmente noto. Il produttore e autore Rich Harrison la teneva da parte per un progetto importante e l’album di Beyoncé sicuramente lo era. Ascoltando il pezzo, ancora embrionale, Beyoncé ha storto il naso: i fiati non erano di moda nel pop del 2002. Era disposta però a concedere ad Harrison un paio d’ore per dare forma al brano.
Incuriosita dal risultato, ha cominciato a scambiarsi idee col produttore e, vedendo accidentalmente la sua immagine riflessa, con abiti casual e la pettinatura un po’ scombinata, ha commentato che aveva un aspetto folle (‘I’m looking so crazy right now’). Harrison ha subito proposto di usare la frase per il ritornello e la canzone è decollata.

Beyonce con il marito Jay-Z e la figlia Blue Ivy sul red carpet del Met Gala 2026 (Ansa)
Beyoncé è un cognome
Tina Knowles è il nome con cui la madre di Beyoncé è nota pubblicamente. Quello di nascita però era Celestina Beyoncé, poi cambiato per adottare il cognome del marito Mathew Knowles. Per mantenere il cognome nella generazione successiva, ha deciso di usarlo come nome della sua primogenita.
I soprannomi Queen Bey, Bee e Queen Bee, spesso utilizzati dai fans, giocano ovviamente con l’abbreviazione del nome. È noto che Beyoncé abbia altri due nomignoli, Moth e Juju, ma la loro origine è nota solo alla ristretta cerchia degli amici.
Album dell’anno? Solo uno
Nonostante la pioggia di riconoscimenti ricevuti ai Grammy Awards, Beyoncé ha vinto solo una volta nell’ambitissima categoria di album dell’anno, nel 2025 con ‘Cowboy Carter’ (premiato anche come miglior album country). La vittoria mancata nel 2015, quando il suo ‘Beyoncé’ era stato battuto da ‘Morning Phase’ di Beck, aveva scatenato l’indignazione di Kanye West. Il rapper aveva protestato pubblicamente, dichiarando che Beck avrebbe dovuto consegnare il suo premio a Beyoncé.

Nonostante i tanti premi, Beyonce ha vinto il Grammy per il miglior album dell'anno solo nel 2025 con ‘Cowboy Carter’ (Afp)
Una penna strappata al giornalismo (o quasi)
Nel corso della sua carriera, Beyoncé si è cimentata anche col ruolo di intervistatrice, sul red carpet degli MTV Movie Awards nel 2000 e nel 2001, cavandosela discretamente nonostante una difficoltà: non conosceva gran parte delle celebrità che sfilavano. Il suo tempo era in gran parte assorbito dagli impegni con le Destiny’s Child e tenersi al corrente sulle ultime mode della cultura pop non era in cima alle sue priorità. Ad aiutarla c’era il suo truccatore, che le suggeriva all’orecchio il nome della celebrità che stava per intervistare.
Ha dato prova migliore di sé con la scrittura. Nel 2011, la New York Association of Black Journalists ha premiato il suo articolo ‘Eat, Play, Love’, scritto per la rivista ESSENCE e incentrato sulla sua vita durante una pausa di nove mesi dal suo lavoro di cantante.
© Riproduzione riservata