Tajani a Stazzema, lo storico De Luna. “Un gesto simbolico. Come Silvio a Onna”

Il ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani alla cerimonia di commemorazione dell'82esimo anniversario della strage di Sant'Anna di Stazzema, accanto al sindaco Maurizio Verona (Ansa)

Il ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani alla cerimonia di commemorazione dell'82esimo anniversario della strage di Sant'Anna di Stazzema, accanto al sindaco Maurizio Verona (Ansa)

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Roma, 13 agosto 2026 – Giovanni De Luna (foto sotto), storico e saggista: che significato dà alla presenza di Tajani alle commemorazioni dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema? È il primo esponente di un partito di destra a partecipare.

“Il punto non è che la destra riconosca la Resistenza, poiché ci sono già stati altri elementi simbolici in passato, come Berlusconi a Onna con il fazzoletto della brigata partigiana o come quando la Lega sfilò a Milano il 25 aprile del 1994. La vera novità è che Tajani è intervenuto come rappresentante del governo e non solo di Forza Italia”.

Quindi era lì anche in nome dei membri del governo post Msi…

“Figure come La Russa o Meloni non parteciperanno mai a certe commemorazioni perché si riconoscono in una memoria “altra” e separata, fondata sulla Repubblica di Salò. Per loro, ammettere pienamente le responsabilità dei collaborazionisti in stragi come quella di Sant’Anna di Stazzema o nel rastrellamento del Ghetto di Roma significherebbe smentire la propria storia. Oggi è difficile trovare un valore unificante nel compianto delle vittime, perché le memorie dei vinti e dei vincitori restano geneticamente separate”.

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Però questo gesto di Tajani potrebbe essere l’inizio di un percorso più ampio verso una memoria condivisa.

“Un percorso più ampio richiederebbe di rinnovare il patto tra istituzioni e cittadini sui valori fondanti di questo Paese. Così che istituzioni e cittadini sappiano cosa trasmettere del passato. La nostra Costituzione, ad esempio, valorizza l’eccidio di Sant’Anna di Stazzema, simbolo della Resistenza, ma non la strage della scuola di Gorla in cui ci furono molte vittime dei bombardamenti alleati, perché la memoria ufficiale deve fondarsi su valori condivisi. Questo governo non potrà mai rinnovare il patto perché comporterebbe il rinnegamento della componente fondamentale della propria storia. L’atto di Tajani rischia quindi di rimanere un gesto puramente simbolico, simile al fazzoletto di Berlusconi”.

Tajani a Sant'Anna Stazzema, governo lavora perché pace sia ispirazione ogni politica

Il ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani alla cerimonia di commemorazione dell'82esimo anniversario della strage di Sant'Anna di Stazzema (Ansa)

La scelta di Tajani è un modo per segnare una distanza del centrodestra dal partito di Vannacci?

“Vedremo cosa succederà alle elezioni, ma Meloni deve scegliere. I presidenti della Repubblica, da Pertini a Mattarella, hanno cercato di costruire un perimetro sacro basato sui valori della Resistenza, mentre questo governo non ha fatto lo stesso. Vannacci, dal canto suo, sta già incalzando la premier su questo terreno”.

Tajani ha tracciato un parallelismo tra “le spinte che delegittimarono le istituzioni” nella prima metà del ’900 e la situazione attuale. Condivide questa analisi?

“La situazione odierna è più grave rispetto agli anni ‘30. Manca un sistema internazionale stabile. All’epoca esisteva comunque un concerto di potenze che decideva i destini del mondo. Oggi, dopo la fine del bipolarismo, quelle gerarchie sono svanite. Sono molto preoccupato perché al primato della politica è subentrato quello del mercato. E, storicamente, quando quest’ultimo ha preso il sopravvento sulla politica, come prima della Grande Guerra, ha portato al conflitto. Il mercato, purtroppo, chiama guerra”.

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Giovanni De Luna, storico e saggista

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