Suzuki e le "Cose che capitano..." a questa Juve: appesi al Psg, ecco qual è il problema

9 agosto 2026, 08:17 

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Ci si domanda perché, al 9 di agosto, la Juventus non abbia ancora il portiere titolare. Eppure non serviva aspettare la sfida di Perth con l’Inter per rendersi conto dell’urgenza: l’erroraccio di Di Gregorio sul raddoppio interista serve soltanto a rimarcare ciò che era già noto a tutti. Dirigenza in testa, rimasta in Italia proprio per portare a termine la missione: a meno di clamorose - ma sempre possibili - sorprese, Carnevali, Massara e Ottolini non riusciranno a concludere entro questa settimana, che finisce oggi, ma cercheranno di non andare oltre la prossima. Anche se la situazione rischia di complicarsi: l’obiettivo numero uno per la porta resta Zion Suzuki.

Uno che Spalletti aveva descritto così, post vittoria con il Nizza prima di partire per la tournée: «Suzuki è uno che mi garba molto, però ha costi proibitivi». Ecco, la questione costi a questo punto potrebbe essere aggirata dalla manovra che ormai il Psg sta perfezionando per acquisire il numero uno giapponese dal Parma a titolo definitivo: un’operazione non da poco, che si dovrebbe addirittura aggirare su cifre attorno ai 35 milioni.

Da Vicario a Trubin: le alternative 

La Juventus si è da tempo messa in prima fila per avere la priorità sul prestito, sfruttando un dialogo già costante imbastito per concludere l’affare Kolo Muani, poi andato a buon fine. Pare però che Luis Enrique voglia valutare Suzuki prima, eventualmente, di dare il via libera per la partenza in prestito: se così fosse, questo vorrebbe dire allungare i tempi. In questo caso ci sarebbe il rischio concreto di non avere il nuovo portiere in tempo per l’inizio del campionato: certo, non una buona notizia per Spalletti, a maggior ragione considerando che la “priorità numero uno” c’è almeno da quando è terminata la scorsa stagione.

Tuttavia la dirigenza bianconera sembra intenzionata ad aspettare ancora il Psg, però non in eterno: Vicario rimane un piano B comunque credibile, anche se – probabilmente – se la Juventus fosse stata dall’inizio convinta, l’affare l’avrebbe già chiuso da un pezzo con il Tottenham. Sono i due principali candidati, ma non sarebbe saggio escludere una terza soluzione, magari a sorpresa. Massara e Ottolini valutano le varie piste: Trubin piace, ma è caro, Atobolu ha qualche controindicazione, poi di nomi ne sono usciti pure altri, ma adesso è il momento di restringere il campo. 

Spalletti Di Gregorio

E tutte le strade convergono in una direzione: emergenza Suzuki, nella speranza – per i bianconeri – che il Psg non ci metta una vita, come già con Kolo Muani... E Di Gregorio? Deluso, come è normale che sia, e prontamente consolato dai compagni. E anche da Spalletti, nelle dichiarazioni ai media: «A me sembra che in questa partita Di Gregorio sia stato anche bravo. Ha fatto due, tre interventi su tiri da fuori, quelli difficilissimi. E poi, forse sì, forse quel gol si poteva parare, ma sono cose che possono capitare, perché poi era abbastanza ravvicinato come tiro, non era così facile. Tuttavia noi stiamo valutando di completare la squadra per quelle che sono le nostre idee».

Insomma, ciò che Spalletti vuole mettere in evidenza è piuttosto chiaro: non è un singolo errore a modificare le strategie di mercato della Juventus, perché le esigenze erano già chiare chiare prima e una parata mancata non determina le scelte. E viceversa. Non serve dunque accelerare, anzi meglio: si sapeva già da tempo che bisognava intervenire in quel settore, possibilmente anche prima. Perché poter lavorare con il portiere titolare, a maggior ragione nel calcio attuale che non può fare a meno della costruzione dal basso, diventa fondamentale anche nel quotidiano.

Ci si domanda perché, al 9 di agosto, la Juventus non abbia ancora il portiere titolare. Eppure non serviva aspettare la sfida di Perth con l’Inter per rendersi conto dell’urgenza: l’erroraccio di Di Gregorio sul raddoppio interista serve soltanto a rimarcare ciò che era già noto a tutti. Dirigenza in testa, rimasta in Italia proprio per portare a termine la missione: a meno di clamorose - ma sempre possibili - sorprese, Carnevali, Massara e Ottolini non riusciranno a concludere entro questa settimana, che finisce oggi, ma cercheranno di non andare oltre la prossima. Anche se la situazione rischia di complicarsi: l’obiettivo numero uno per la porta resta Zion Suzuki.

Uno che Spalletti aveva descritto così, post vittoria con il Nizza prima di partire per la tournée: «Suzuki è uno che mi garba molto, però ha costi proibitivi». Ecco, la questione costi a questo punto potrebbe essere aggirata dalla manovra che ormai il Psg sta perfezionando per acquisire il numero uno giapponese dal Parma a titolo definitivo: un’operazione non da poco, che si dovrebbe addirittura aggirare su cifre attorno ai 35 milioni.