Supermercati più convenienti 2026, la classifica di Altroconsumo: dove fare la spesa per risparmiare fino a 3.790 euro

Fare la spesa può costare migliaia di euro in più o in meno nell’arco di un anno, a seconda di dove si decide di riempire il carrello. A confermarlo è la nuova indagine di Altroconsumo sui supermercati più convenienti del 2026, che mette a confronto prezzi e insegne in tutta Italia.

Il risultato più sorprendente riguarda il possibile risparmio: per una famiglia di quattro persone, secondo le stime dell’associazione dei consumatori, la differenza può arrivare fino a 3.790 euro all’anno, pari a circa il 40% della spesa media considerata. Ma non tutti i supermercati sono uguali e, soprattutto, non esiste un’unica insegna vincente per ogni tipo di carrello.

La classifica 2026: Eurospin è il supermercato più conveniente

La prima posizione nella categoria dei prodotti più economici va ancora una volta a Eurospin, che ottiene un indice pari a 100, il valore attribuito all’insegna più conveniente della graduatoria.

Alle sue spalle si trovano altri discount, a conferma del vantaggio competitivo di questo canale quando l’obiettivo principale è spendere il meno possibile. Nella stessa classifica figurano infatti In’s Discount, Lidl, Prix Discount e Aldi tra le prime posizioni.

Il confronto diventa particolarmente interessante quando si guarda alla grande distribuzione tradizionale. La prima insegna non discount è Ipercoop, con un indice di 117: significa che, nel paniere analizzato, i prezzi risultano mediamente superiori del 17% rispetto a quelli dell’insegna al vertice. All’estremo opposto della graduatoria dei prodotti più economici si trova Carrefour Market, con un indice di 135.

Il dato suggerisce quindi una cosa molto semplice: se si cercano soprattutto i prezzi più bassi, il discount continua a essere difficile da battere.

Non sempre il discount è la scelta più conveniente

corsie di supermercato
Non sempre il discount è la scelta più conveniente (blitzquotidiano.it)

La fotografia cambia però quando si modifica il tipo di spesa.

Altroconsumo ha infatti analizzato diversi panieri, distinguendo tra prodotti più economici, prodotti a marchio del supermercato, prodotti di marca e una spesa mista, cioè composta da diverse tipologie di articoli.

Per i prodotti a marchio dell’insegna, il primo posto va a Spazio Conad. In questo caso il divario rispetto all’insegna meno conveniente arriva al 19%. È interessante anche il risultato di Esselunga, che rispetto alla precedente rilevazione migliora sensibilmente la propria posizione.

Chi invece non vuole rinunciare ai prodotti di marca trova in cima alla classifica Ipercoop e Spazio Conad, seguiti da Famila ed Esselunga. In questo segmento, tuttavia, le differenze di prezzo tra le insegne sono molto più contenute: il vantaggio massimo rispetto alla catena più cara si ferma al 7%.

Questo significa che scegliere il supermercato giusto diventa ancora più importante quando si acquistano grandi quantità di prodotti di marca, mentre il margine di risparmio può essere molto più elevato spostandosi verso prodotti a marchio del distributore o discount.

Spesa mista, quali sono i discount migliori

Per chi non segue una strategia rigida e mette nel carrello un po’ di tutto, Altroconsumo ha creato anche una classifica dedicata alla spesa mista.

Tra i discount, sul gradino più alto del podio troviamo ancora Eurospin, a pari merito nella fascia di vertice con In’s Discount. Rispetto all’insegna meno conveniente della categoria, Todis, il risparmio può arrivare al 16%.

Tra supermercati e ipermercati tradizionali, invece, la prima posizione è una novità: è Dok a risultare l’insegna più conveniente per questo tipo di carrello, con un vantaggio del 10% rispetto a Carrefour Market, che chiude la classifica.

Fino a 3.790 euro in meno sulla spesa: come è possibile

È proprio questo il dato destinato a far discutere maggiormente.

Secondo Altroconsumo, una famiglia di quattro persone considera una spesa media annua di circa 9.450 euro. Nell’ipotesi in cui scelga i prodotti più economici della catena risultata più conveniente, il risparmio massimo può arrivare a 3.790 euro, pari al 40% della spesa.

Attenzione però a interpretare correttamente il dato. Non si tratta di uno sconto generalizzato applicato alla spesa di una famiglia, né significa che chiunque possa automaticamente mettere da parte quasi 4.000 euro all’anno semplicemente cambiando supermercato.

La cifra rappresenta lo scenario massimo dell’indagine, ottenuto modificando in modo significativo il tipo di prodotti acquistati e scegliendo l’insegna più conveniente per quel determinato paniere.

Il vantaggio può comunque essere consistente anche in situazioni più realistiche. L’indagine mostra infatti che, scegliendo con attenzione tra discount, prodotti a marchio e supermercati tradizionali, il risparmio può diventare una voce importante del bilancio familiare.

Anche scegliere il punto vendita può fare la differenza

Non conta soltanto il nome scritto sull’insegna. A incidere sul conto finale è anche il singolo supermercato.

Altroconsumo ha rilevato i prezzi in 1.158 punti vendita distribuiti in 67 città italiane, prendendo in considerazione circa 1,5 milioni di prezzi e 124 categorie di prodotti. La rilevazione è stata effettuata tra il 16 febbraio e il 13 marzo 2026, includendo anche le promozioni presenti sugli scaffali al momento della visita.

Il punto vendita risultato più conveniente per i prodotti di marca è stato il Mega di Treviso. Al secondo posto si trovano due punti vendita Coop di Lucca e l’Iperal di Cinisello Balsamo, nell’area di Milano.

Tra i negozi più convenienti compaiono inoltre diversi punti vendita del Veneto, della Lombardia e della Toscana. Al Sud il primo punto vendita della graduatoria è lo Spazio Conad di Cavallino, vicino Lecce.

Milano è la città dove scegliere bene fa risparmiare di più

C’è poi un altro risultato interessante della ricerca: non sempre la città mediamente più cara è quella dove è impossibile risparmiare.

A Milano, per esempio, la differenza tra il supermercato più conveniente e quello più caro rilevato dall’indagine può arrivare a 1.390 euro all’anno, pari al 18%. Seguono Bologna, Treviso, Reggio Emilia e Venezia, tutte con possibilità di risparmio superiori ai 1.100 euro.

Per quanto riguarda invece la spesa media, tra le città più convenienti emergono Pistoia, Lucca, Firenze e Prato, con una spesa annua familiare stimata intorno ai 6.900 euro. Tra le città più costose figurano invece Genova, Sassari, Aosta e Teramo, dove la spesa si avvicina ai 7.700 euro annui.

Dove si spende meno in Italia

Anche osservando le regioni emergono differenze significative. Veneto e Trentino-Alto Adige risultano le aree con la spesa media più bassa, intorno ai 7.000 euro annui per famiglia secondo la stima elaborata da Altroconsumo. All’estremo opposto si trovano Valle d’Aosta e Lazio, con una spesa media che arriva a circa 7.900 euro.

Ma il costo della spesa deve essere valutato anche in rapporto al reddito. In Calabria e Campania, per esempio, la spesa alimentare arriva ad assorbire circa il 19% del bilancio familiare. In Trentino-Alto Adige, invece, l’incidenza scende intorno al 10%.

Come risparmiare davvero al supermercato nel 2026

La classifica di Altroconsumo suggerisce che la strategia migliore non sia necessariamente quella di scegliere un solo supermercato e acquistare tutto lì.

Una soluzione più efficace può essere combinare diversi canali. I discount possono essere utilizzati per i prodotti di base, quelli a lunga conservazione e alcuni articoli per la casa. I prodotti a marchio del supermercato possono rappresentare una seconda leva di risparmio, mentre per i prodotti di marca conviene confrontare i prezzi tra più insegne e approfittare delle promozioni quando il prezzo è realmente vantaggioso.

Anche la distanza da casa va considerata: spostarsi appositamente per acquistare pochi prodotti potrebbe annullare il risparmio ottenuto. Può invece avere senso scegliere un punto vendita particolarmente conveniente per la spesa più consistente, soprattutto quando si acquistano prodotti non deperibili.

L’indagine mostra inoltre quanto possano essere importanti le differenze tra negozi: lo stesso prodotto di marca può arrivare a costare molto di più a seconda del punto vendita.