Superiori, iscrizioni in picchiata - L'Unione Sarda.it
Istruzione.
21 agosto 2026 alle 00:35
Quest’anno studenti sotto quota 6mila, meno 400 rispetto al 2025I dati delle iscrizioni per il prossimo anno, confrontati con quelli del 2020/’21, mostrano un sistema scolastico provinciale in contrazione strutturale: dopo Infanzia (-14,2%), Primaria (-12,3%) e Secondaria di primo grado (-14%), il calo demografico si abbatte sulle Superiori. Qui si passa dai 6.276 studenti del 2025/’26, ai 5.809 che si presenteranno a settembre.
Nuovi iscritti
Un calo che, per quanto riguarda i nuovi iscritti, non colpisce in egual misura tutti gli istituti. Il “Mariano IV” è quello più scelto (258 iscritti alle prime), seguono “Othoca” e “Mossa” (entrambi a quota 184) e “Croce” (183); più staccati “Meloni” (125) e “De Castro” (108). Per quanto riguarda gli indirizzi, crescono lo Scientifico sportivo, l’Informatica e il Turistico in generale; calano invece Enogastronomia (-42%) e Liceo artistico (-33%).
Il peso dei percorsi
Alla base di andamenti così divergenti c’è anche il tema delle “curvature scolastiche”, i percorsi di approfondimento inseriti all’interno di un indirizzo tradizionale. «L’autonomia scolastica introdotta dalla riforma Bassanini affida alle scuole il compito di adattare l’offerta formativa alle esigenze del territorio, bilanciando le richieste locali con le risorse disponibili», spiega Fabrizio Floris, dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale. Un equilibrio delicato, che va studiato con attenzione perché, «se questo lavoro non viene fatto con serietà, la “curvatura” resta solo un’etichetta sulla carta e si corre il rischio che possa diventare un boomerang: quando una famiglia si accorge che l’indirizzo scelto non mantiene le promesse, la delusione si trasforma in un senso di tradimento, che mina la fiducia nell’intero sistema scolastico».
Il caso “De Castro”
A registrare il calo più consistente di iscrizioni è il liceo classico “De Castro”. «È un trend nazionale consolidato, acuitosi con l’entrata in vigore della riforma Gelmini del 2010 – spiega Floris – Il Classico ha un percorso da sempre impegnativo, che fornisce solide competenze, ma che viene erroneamente percepito come non adeguato alle esigenze della società attuale». L’introduzione del numero chiuso a Medicina, poi, secondo Floris, non avrebbe aiutato perché «nei quesiti di matematica, fisica e chimica, venivano avvantaggiati gli studenti provenienti dallo scientifico».
Le scelte “facili”
C’è poi da tenere in considerazione la possibilità che la scelta dell’indirizzo ricada su percorsi percepiti come meno impegnativi. «È un rischio, certo - spiega Floris – per questo è necessario rafforzare le competenze di base già dalla scuola primaria, a partire da italiano e matematica. Solo con fondamenta solide gli studenti scelgono per interesse e non per il timore di non farcela. Serve poi garantire pari opportunità su tutto il territorio, colmando i divari che penalizzano i contesti più svantaggiati e costruire un’alleanza reale tra scuola e famiglie».
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