Sub esperti e tubi aspiranti: così gomme e plastiche saranno rimosse dai fondali. L’intervento nel lago d’Iseo dopo mezzo secolo
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Si avvicina la risoluzione di uno dei maggiori problemi che da anni affligge la zona: la gomma sommersa ai piedi del Corno fin dagli anni Settanta

Esperti in azione

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Tavernola Bergamasca (Bergamo) – Si avvicina la risoluzione di uno dei maggiori problemi che da anni affligge Tavernola Bergamasca e il lago d’Iseo: la gomma sommersa ai piedi del Corno fin dagli anni Settanta. La conferenza dei servizi ha dato il via libera al progetto di fattibilità tecnico economica relativo all’intervento di rimozione di quelle montagne di rifiuti che, da mezzo secolo, giacciono sul fondale nei pressi della galleria e dal 2021 sono al centro di indagini ambientali e campionamenti, a fronte delle microplastiche e dei metalli che rilasciano. L’obiettivo è approvare il progetto definitivo entro fine anno e appaltare i lavori da oltre 3,1 milioni di euro nel 2027. “L’Autorità di bacino lacuale dei Laghi d’Iseo, Endine e Moro ha siglato un accordo con l’assessorato all’Ambiente e clima della Regione, che prevede uno stanziamento di 300mila euro per arrivare fino al progetto esecutivo – spiega Alessio Rinaldi, presidente dell’ente che ha sede a Sarnico –. Andremo ad approvarlo entro fine novembre”.
Il progetto
Il progetto, passato al vaglio degli enti invitati alla conferenza dei servizi - Regione, Soprintendenza, Arpa, Provincia, Comune di Tavernola, Anas e Navigazione Lago d’Iseo, oltre all’Autorità di bacino - prevede due fasi: un intervento manuale da parte di operatori tecnici subacquei specializzati, che preleveranno il grosso del materiale direttamente dal fondale, da una profondità di meno dieci a una di meno 50 metri, e poi la sorbonatura (con un apposito tubo aspirante) dei sedimenti rimasti, per recuperare anche i materiali più fini, che saranno separati tramite un processo di centrifuga. L’acqua, una volta analizzata, verrà poi reimmessa in profondità nel lago. La parte solida, invece, verrebbe inviata a un sito di smaltimento autorizzato in gomma, scarti di lavorazione di guarnizioni e materie plastiche classificati come materiali isolanti contenenti amianto. Il cronoprogramma prevede 150 giorni (5 mesi) di operazioni subacquee. L’intervento ha pochi eguali in termini logistici e tecnologici nel panorama delle acque dolci italiane.
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