“Sua figlia non ce la farà”. Il miracolo di Ludovica, la bambina che pesava un chilo è diventata maggiorenne: “Devo tutto a mia madre”
Pesaro, 15 settembre 2026 – Il 12 settembre scorso Ludovica Delbaldo ha spento 18 candeline. Un compleanno come tanti, almeno in apparenza. Una torta spenta con amici e famiglia, la festa e i progetti per il futuro. Ma per sua mamma Manuela Canestrari quel numero ha un peso diverso: perché quando Ludovica venne al mondo, arrivare a festeggiare la maggiore età sembrava un traguardo impossibile da immaginare. Oggi però quella bambina nata prematura pensa all’università, vuole studiare ingegneria gestionale e guarda avanti.
“Il 18° anno è solo un punto di partenza”, racconta sua mamma, che con la voce rotta dall’emozione, ripercorrendo nel dettaglio tutti quei terribili istanti di una notte d’estate del 2008.
Una storia di incredibili emozioni
“Ludo avrebbe dovuto nascere il 19 dicembre, invece arrivò molto prima”. Manuela era sola in casa, il marito Simone lavorava fuori. Dopo aver sentito dolori strani, è corsa subito in ospedale al quinto mese e mezzo di gravidanza. Così, alle 3.30 di mattina “i medici capirono che la situazione era gravissima — racconta — avevo una lacerazione dell’utero, c’era rischio che la bambina uscisse e che entrambe morissimo”.
"Proviamo a salvare lei, alla bambina non ci pensi neanche”
L’eliambulanza non poteva volare di notte per Ancona e il trasferimento era dunque impossibile: “I medici mi dissero “Saluti suo marito, proveremo a salvare lei, alla bambina non ci pensi neanche". Io urlai di salvarla, per me era lei la priorità, non io”.
Alle 5.37 la pesarese è così entrata in sala operatoria. Prima di separarsi da Simone, però, ha pensato anche a lui: “La mia paura era quella di far affrontare a lui questa attesa da solo. Gli ho fatto promettere di chiamare la sorella e di non rimanere senza qualcuno accanto”. Al risveglio, poi, Manuela ha ricevuto la notizia che ha cambiato tutto. “Il dottor Cristiano Flumini, che mi ha seguita nella rianimazione pediatrica, mi ha dato una bellissima notizia: “La tua bambina ha respirato da sola e sta partendo per Ancona, al Salesi, dove proseguirà le cure”.
Pesava un chilo e 100 grammi
Nata con il peso di un chilo e 100, sceso poi a circa 700 grammi, Ludovica è stata presa in carico dalla dottoressa Francesca Staffolani, un angelo custode “che mi ha accolto in ospedale, in reparto, quando io arrivai per la prima volta”, racconta ancora la mamma. Sua figlia “ha respirato con un dispositivo Cpap e ha avuto problemi di apnea”.
Sul naso le è rimasta una cicatrice, diventata per la madre il segno di quella battaglia: “È la cosa più bella che possa avere, perché grazie a quella mascherina, quella cicatrice, ha cominciato a respirare da sola”.
La permanenza in ospedale è durata due mesi e mezzo. Prima, il 21 settembre, il dottor Flumini le ha però dato un motivo concreto per sperare: “Mi disse con gli occhi lucidi che mia figlia aveva fatto quel miglioramento che si aspettava. È stato come se la mia Ludo avesse scavalcato un muro”.
Il Natale più bello
Il 24 dicembre poi ecco la notizia più bella: sua figlia è finalmente stata portata a casa.
“Come un regalo di Natale è arrivata sotto l’albero — ricorda —. E pensare che lo ha fatto con la tutina bianca dell’ospedale perché fino a quel momento, per la paura che qualcosa andasse male, non mi ero azzardata a comprare delle cose per lei, come un cappellino o dei calzetti”.
E ora è maggiorenne

Ludovica DelBaldo tra le campionesse di ginnastica Milena Baldassarri (a sinistra) e Sofia Raffaeli (a destra)
Diciotto anni dopo la sua Ludovica è una studentessa modello, frequenta la quinta al Liceo Scientifico “Marconi“ ed è arrivata in top-5 al premio giornalistico alla memoria dell’ex caporedattore del Carlino, Paolo Nonni, l’anno scorso. L’opera, dal titolo “Il peso della perfezione“, mette al centro “Il mondo delle ginnaste, che devono osservare determinate metodologie di nutrizione rigide perché devono sempre dimostrare di essere perfette”.
Sabato scorso, al Garden del Piccolo Mondo di Mombaroccio, ha festeggiato la maturità con “31 amici e i miei genitori, è stato un giorno indimenticabile”, racconta la giovane, prendendo la parola. Nel futuro “sceglierò ingegneria gestionale a Bologna o a Cesena, voglio studiare la matematica ma abbinata ad altre materie”. Da 12 anni sta praticando ginnastica ritmica, anche a livello agonistico, nella Solaria 90: “Ma prossimamente passerò a danza moderna — racconta — questa disciplina l’ho fatta ispirandomi ai miei miti, Sofia Raffaeli e Milena Baldassarri, che ho avuto il piacere di incontrare. Ora l’agonismo lo lascio però da parte per concentrarmi di più sugli studi”.
Il racconto di quei giorni
Mamma Manuela le racconta spesso di quanto le accadde “e io l’ascolto sempre con attenzione — dice sicura — provo emozione nell’ascoltarla anche se ci ho fatto l’abitudine”. Da lei “ho preso la determinazione, da papà la leggerezza e la tranquillità, sono un mix dei due”. Quel che è certo “è che non smetterò mai di ringraziare mamma per avermi dato la vita, che oggi voglio godermi”. La conferma di un traguardo raggiunto che, in quella notte del settembre 2008, nessuno aveva dato per possibile.