Studenti davanti al ministero Istruzione, tre direttrici per piattaforma - Notizie - Ansa.it
Un centinaio di studenti aderenti
alla Rete degli Studenti Medi e all'Unione degli Universitari ha
manifestato in serata davanti al ministero dell'Istruzione con
la con la mobilitazione dal titolo "Il nostro tempo è ora".
"Abbiamo scelto di costruire una piattaforma rivendicativa
autunnale che parta dalle condizioni materiali che viviamo ogni
giorno, ma che sappia guardare anche alla prospettiva politica
che ci attende", hanno spiegato. La loro piattaforma si sviluppa
lungo tre direttrici: istruzione pubblica, pace e disarmo,
redistribuzione della ricchezza e dei beni. "Tre terreni
diversi, ma profondamente intrecciati, che individuano nella
difesa dei diritti, nella giustizia sociale e nella costruzione
di una società più libera e solidale le basi del nostro agire
politico e sindacale. Questi filoni contengono a propria volta
temi specifici e richieste di cui crediamo ci si debba far
carico nell'ottica di una futura legislatura", spiegano gli
studenti.
Il primo binario riguarda l'istruzione pubblica, a partire
dalle condizioni materiali degli studenti: edilizia scolastica e
universitaria, contrasto al caro-studi, accessibilità economica
dell'università, diritto allo studio e autonomia scolastica. "Un
sistema educativo realmente pubblico e accessibile non può
essere considerato un costo, ma deve rappresentare una priorità
politica e un investimento sul futuro collettivo", affermano.
Il secondo riguarda pace, disarmo e antimperialismo. "In un
contesto internazionale segnato da guerre, riarmo e crescente
militarizzazione, rivendichiamo una società fondata sulla
cooperazione tra i popoli e sul ripudio della guerra. A questo
si lega indissolubilmente la nostra battaglia antifascista e
contro ogni forma di repressione: difendere gli spazi
democratici, il dissenso e la libertà di espressione significa
contrastare la deriva autoritaria e liberticida che attraversa
il nostro Paese". Il terzo binario è quello della
redistribuzione, intesa come condizione necessaria per garantire
diritti e servizi realmente universali.
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