Studentesse minacciate di stupro nelle chat dopo le proteste fuori da scuola. Stefani: «Individuare e punire i responsabili»

VERONA - Non solo bidoni incendiati fuori da scuola. Nelle chat degli studenti starebbero circolando, nelle ultime ore, messaggi di allerta rivolti alle ragazze che sarebbero state minacciate di stupro.

In diverse città, come Verona e Vicenza, sarebbe partito il tam tam via messaggistica social: «State attente», si legge nei messaggi inoltrati sulle varie chat.

Stefani: «Fuori la paura dalle scuole»

«Non chiamiamoli scherzi o bravate. Quelle che circolano sulle chat di migliaia di studenti veneti sono minacce alla libertà e alla sicurezza delle donne» - ha dichiarato il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, commentando la notizia della circolazione sui social e nelle chat di alcuni istituti superiori veneti di messaggi che inviterebbero le studentesse a non recarsi a scuola per il rischio di aggressioni sessuali organizzate. 

«Respingiamole con rabbia, senza distinguo o esitazioni, specie perché sono indirizzate alla fascia di popolazione più sensibile e più preziosa della nostra comunità. Come Regione siamo al fianco di tutte le agenzie impegnate nella sfida educativa e lo saremo sempre di più, per salvaguardare i nostri giovani e dare a chi lo merita opportunità di crescita umana, culturale e sociale. Allo stesso tempo, non faremo un passo indietro di fronte alla barbarie cui stiamo assistendo in questi giorni. I luoghi di libertà e sviluppo della conoscenza devono essere aperti e sicuri. Fuori la paura dalle scuole! Che si tratti di una minaccia concreta o di una provocazione, siamo davanti a un fatto di estrema gravità con ragazze terrorizzate e famiglie gettate nell’angoscia. Non possono essere le ragazze a dover cambiare le proprie abitudini. Devono essere fermati coloro che pensano di poterle minacciare. Dobbiamo chiederci come sia possibile che qualcuno arrivi anche soltanto a concepire lo stupro come uno strumento di intimidazione, di provocazione o di divertimento. La violenza contro le donne non nasce soltanto dai gesti estremi. Si alimenta anche attraverso parole, linguaggi e atteggiamenti che banalizzano la sopraffazione e il disprezzo. Ed è proprio questa cultura che dobbiamo contrastare, senza indulgenza. Auspico che venga fatta piena luce sull'origine e sulla diffusione di questi messaggi con tutte le conseguenze previste dalla legge» conclude Stefani.

Sei vittima di violenza o stalking? Puoi parlarne e chiedere aiuto chiamando il numero 1522 o chattare direttamente con un'operatrice sul sito www.1522.eu o via app. L’accoglienza è disponibile nelle lingue italiano, inglese, francese, spagnolo, arabo, farsi, albanese, russo ucraino, portoghese, polacco.