Studente spruzza dello spray urticante e accoltella l'insegnante a Roma. Il racconto dei compagni: 'Aveva ricevuto un debito e la odiava' - Notizie - Ansa.it

Uno studente di una scuola media di Roma ha spruzzato dello spray urticante sul volto di un'insegnante, Isabella Marsilio, 66 anni, per poi ferirla con una coltellata. Il fatto è avvenuto questa mattina in un istituto in zona Centocelle. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Stazione Centocelle in seguito ad una richiesta arrivata al 112. Sul posto il 118, la vittima è in stato di shock ma non in pericolo di vita.

Il ragazzo di 13 anni aveva con sé anche un cellulare collegato a Telegram e - a quanto si apprende - avrebbe tentato di filmare la scena attraverso una videochiamata in diretta. A fermare l'aggressione è stato un suo compagno di scuola.

L’episodio di Centocelle richiama quanto accaduto nel marzo 2026 vicino Bergamo, dove una docente di 57 anni, Chiara Mocchi, è stata accoltellata a scuola da un alunno di 13 anni. La professoressa raccontò di essersi salvata anche grazie all’intervento di un altro studente, che ha affrontato l’aggressore per difenderla.

Questa volta, potrebbe essere stato un voto insufficiente la causa scatenante dell'aggressione. "Lo ha fatto perché aveva ricevuto un debito e la odiava", hanno detto gli studenti fuori dalla scuola. L'episodio è avvenuto a Roma, all'Istituto Giuseppe Verga, nel quartiere Centocelle. La docente, un'insegnante di lettere all'ultimo anno di lavoro prima della pensione. Gli studenti sono stati fatti uscire dal retro della scuola, all'orario normale della fine delle lezioni. L'assessora alla Scuola del Municipio V, Cecilia Fannunza, ha raggiunto l'istituto per dare solidarietà al corpo docenti della scuola.

Indossava un casco collegato al telefono per filmare l'aggressione e pubblicare la diretta sui canali Telegram. È la ricostruzione fatta dai compagni di scuola del ragazzo. L'episodio sarebbe avvenuto nel corso della prima ora. Lo studente, raccontano i compagni, sarebbe entrato in classe per ultimo, dopo essere andato in bagno per indossare il casco con la telecamera collegata, e poi avrebbe spruzzato lo spray urticante contro la professoressa. A quel punto avrebbe le sferrato una coltellata al fianco, prima di essere fermato da un compagno. Il giovane avrebbe dovuto svolgere il compito in classe per recuperare l'insufficienza ricevuta alla fine dell'anno scorso.

"Siamo andati a portare la nostra solidarietà alla professoressa. Abbiamo parlato con l'insegnante: è impaurita e non si capacità di quanto accaduto e del perché. Fa la docente da tanti anni, mancava un anno per andare in pensione, ha dedicato tutta la vita alla scuola e ai ragazzi. Quanto accaduto l'ha colpita. Non se ne capacita. Anche noi siamo molto colpiti. Non è un caso che la prossima settimana apriremo un centro giovanile rivolto ai ragazzi, anche per non lasciarli in balia di questi social, per cui serve un maggior controllo". Lo ha detto il presidente del municipio V Mauro Caliste e l'assessora alla scuola Cecilia Fannunza all'ANSA. "L'abbiamo trovata molto provata, comprensibilmente scossa per quanto accaduto", hanno aggiunto in una nota.

La comunità scolastica è "scossa" per l'accaduto e chiede "riserbo e collaborazione. Stiamo parlando di minori", così la preside dell'istituto Verga a Roma. Il ragazzo era in quella scuola da 8 anni, avendo fatto lì anche le elementari. "Ora dobbiamo pensare ai ragazzi", ha ribadito la preside spiegando che non c'erano state avvisaglie. Non è mai stato problematico, non ha mai destato "preoccupazione in questo senso, di nessun tipo, né qui né in famiglia".

Valditara: 'Vietare i social agli under 15'. Il ministro chiama la preside, il ragazzo non aveva mai dato problemi

Appresa la notizia del ferimento di una docente, il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara ha immediatamente sentito la dirigente scolastica Wanda Giacomini dell'Istituto "Giovanni Verga" di Roma, esprimendo vicinanza e solidarietà alla professoressa accoltellata e a tutta la comunità scolastica.

Il giovane aggressore risulta essere sempre stato un ragazzo tranquillo, senza particolari problematiche. Dalle prime informazioni, ancora da confermare, il giovane avrebbe ripreso in video il gesto e potrebbe aver avuto un ruolo nella vicenda l'influenza dei social e di siti violenti a cui si sarebbe avvicinato negli ultimi tempi. "Oltre alla educazione al rispetto e alla conoscenza dei rischi connessi alla rete, occorre impedire ai minori di 15 anni l'accesso a social e canali pericolosi. In tal senso, il Kids Act della Commissione Ue va nella giusta direzione. Si devono stabilire regole chiare a tutela dei giovani e al tempo stesso, come stiamo già facendo, ripristinare nella quotidianità della vita scolastica il rispetto dell'autorità dei docenti e delle regole, la disciplina e il senso di responsabilità. Non dobbiamo avere paura di affermare che chi sbaglia deve pagare", ha detto Valditara.

Sasso (Fnv): 'Metal detector d'ufficio e pugno duro anche su minori di 14 anni'

"Pochi giorni dopo il primo giorno di scuola e già il primo eclatante episodio di cronaca, che vede protagonista un giovanissimo che ha accoltellato la sua docente in classe. Siamo dinanzi a qualcosa di gravissimo e, se dovesse essere confermato il fatto che il ragazzo stesse riprendendo tutto in diretta col telefono, quel gravissimo diventerebbe mostruoso. A gennaio, dopo un fatto simile, la solita scialba circolare ministeriale aveva annunciato la possibilità di dotare le scuole più a rischio di metal detector, su richiesta dei singoli istituti. Praticamente zero. I ministri Valditara e Piantedosi provvedano d'ufficio a dotare le scuole più a rischio di dispositivi di controllo immediatamente, senza aspettare il prossimo docente accoltellato. Quanto accaduto rappresenta il fallimento di più modelli educativi: in primis la famiglia del tredicenne accoltellatore. La scuola torni a essere un luogo sicuro, serio e autorevole. Episodi del genere anni fa sarebbero stati inimmaginabili. Oggi viviamo in una società malata e per certi mali bisognerebbe usare il pugno duro: iniziamo a rendere punibili anche i minori di 14 anni". Così il deputato di Futuro Nazionale con Vannacci Rossano Sasso, capogruppo in commissione Scienza, Cultura e Istruzione.

Uil: 'La risposta non può essere solo repressiva'

"Esprimiamo piena solidarietà alla docente aggredita e a tutta la comunità scolastica coinvolta. Quanto accaduto è gravissimo e lo è ancora di più se, come emerge dalle prime ricostruzioni, l'aggressione sarebbe stata ripresa con un cellulare nel tentativo di trasmetterla in diretta. Un elemento che aggiunge ulteriore gravità a un episodio già di per sé sconcertante". Lo dichiarano Giuseppe D'Aprile, Segretario generale della UIL Scuola, e Saverio Pantuso, Segretario regionale UIL Scuola Lazio, dopo l'aggressione avvenuta ai danni di una docente, ferita con un coltello da uno studente, in una scuola media di Centocelle, a Roma.

"È inaccettabile per un paese civile che un insegnante debba temere per la propria incolumità mentre svolge il proprio lavoro. Le aggressioni nei confronti di chi lavora a scuola stanno assumendo i contorni di un fenomeno sistemico", sottolineano D'Aprile e Pantuso. "Servono risposte e strumenti concreti. Non bastano le dichiarazioni sull'importanza della scuola e sul ruolo fondamentale che svolge nella società: occorrono interventi strutturali, risorse adeguate, formazione, strumenti di prevenzione e supporto psicologico. La sicurezza di chi lavora nella scuola deve essere una priorità".

"Da tempo - proseguono i sindacalisti - denunciamo la perdita di prestigio sociale e di autorevolezza della scuola. In queste ore assisteremo probabilmente al consueto dibattito su metal detector e inasprimento delle sanzioni. Misure esclusivamente repressive, oltre ad avere forti ricadute sull'organizzazione delle scuole, non possono rappresentare la risposta centrale a un fenomeno così complesso". "Gli approcci punitivi, da soli, non risolvono il problema. Più che alimentare una discussione destinata a esaurirsi sull'onda dell'emergenza, occorre riportare il tema su un piano politico e sociale più ampio, coinvolgendo tutti gli attori interessati. Serve soprattutto ricostruire un'alleanza solida tra scuola e famiglie", concludono D'Aprile e Pantuso.

Flc Cgil: 'Solidarietà e la risposta non sia securitaria'

"L'aggressione avvenuta questa mattina in una scuola media del quartiere Centocelle a Roma, che ha visto una docente ferita da uno studente di appena 13 anni, ci lascia sgomenti. Esprimiamo la più sentita solidarietà e vicinanza alla docente colpita e a tutto il personale dell'istituto. Siamo di fronte a un episodio di estrema gravità, dove la violenza viene persino spettacolarizzata ad uso dei social network". Lo afferma la Flc Cgil che "di fronte a tragedie di questo tipo ribadisce con fermezza la contrarietà a qualsiasi strada di stampo securitario o repressivo. Trasformare le scuole in luoghi di repressione o di controllo poliziesco ne snaturerebbe la funzione costituzionale: la scuola deve rimanere uno spazio di inclusione e di democrazia. La risposta alla violenza deve arrivare da risorse per il miglioramento complessivo della scuola e da una solida alleanza educativa tra istituzioni scolastiche, enti locali e servizi sociali che non lasci sole le famiglie e tutta la comunità educante".

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