"Stop alle telefonate!": arriva il voto online tra Ballando Con Le Stelle e Sanremo, l'inizio di una nuova era televisiva - TvBlog

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La nuova stagione televisiva si apre all’insegna del voto online. Il televoto va in pensione, a partire da Ballando Con Le Stelle fino ad arrivare a Sanremo 2027: le telefonate appartengono al passato catodico.

1 Ottobre 2026 20:00

“Stop alle telefonate”. Tre parole che descrivono un’era televisiva pronta a finire in archivio. Il 2027, infatti, è l’anno del voto online che manda definitivamente in pensione le classiche telefonate. Dimentichiamoci, dunque, gli annunci per dare il via alle chiamate e la successiva fine per esprimere una preferenza di qualunque tipo. L’idea del televoto, ovvero il voto via telefono per quanto riguarda show e giochi a premi, inizialmente l’ha avuta Corrado Mantoni. L’uomo che ha portato La Corrida e i dilettanti allo sbaraglio dalla radio alla televisione.

Il presentatore, infatti, voleva far interagire il pubblico in una gara che aveva la stravaganza come ingrediente principale. Fu un pioniere delle preferenze telefoniche con l’utente medio che, per la prima volta, poteva esprimere il proprio parere influenzando il meccanismo di gara. La platea televisiva diventava protagonista. Prima ancora de La Corrida, troviamo altre forme di Democrazia televisiva, ma bisogna tornare indietro al 1984 fino ad arrivare al 1987.

Il televoto: primi esperimenti di Democrazia televisiva

In quegli anni, il Festival della Canzone Italiana veniva collegato al Totip: non si trattava ancora di televoto nell’accezione contemporanea, prima il pubblico votava ed esprimeva preferenze attraverso un concorso esterno alla televisione. Successivamente è arrivato l’espediente telefonico e il voto – non solo tra i big della canzone italiana – è diventato parte integrante delle trasmissioni. L’interazione telefonica viene riproposta anche nel 1997, anno in cui il televoto viene sperimentato in 5 Paesi (Regno Unito, Svezia, Austria, Svizzera e Germania): il contesto è quello dell’Eurovision Song Contest condotto da Carrie Crowley e Ronan Keating.

Corrado Mantoni nel corso de La Corrida
Corrado Mantoni nel corso de La Corrida (Screenshot Instagram profilo ufficiale) – TvBlog

Una volta superato quello che a tutti gli effetti veniva presentato come esperimento catodico, il televoto comincia a essere un meccanismo universalmente accettato e viene utilizzato progressivamente non solo in Italia. Restando nello Stivale, il nuovo millennio testimonia un’ulteriore evoluzione e la porta Daria Bignardi con il Grande Fratello. Il primo reality show del Paese. In questo contesto il pubblico non è solo chiamato, telefonicamente, a esprimere una preferenza. La platea può decidere in prima persona, attraverso le chiamate, come deve proseguire il format. Infatti ricordiamo la scritta: “Chi vuoi eliminare dalla casa?” con le foto dei concorrenti in nomination.

Il Grande Fratello e le eliminazioni a colpi di telefono

L’interazione, dunque, diventa sempre più marcata e gli utenti cambiano le sorti di una trasmissione dal proprio divano. Sempre a tempo di “Via alle telefonate!” e “Stop alle telefonate”. Siamo già oltre sul piano storico e catodico. Subito dopo sono arrivate le Isole dei Famosi, i vari Amici di Maria De Filippi (che all’epoca si chiamava ancora Saranno Famosi in omaggio al noto musical) e i primi esempi di XFactor. Quando la trasmissione era ancora targata Rai. Tutti questi programmi non hanno in comune solamente il televoto, ma anche la capacità di garantire al pubblico una finestra sui propri programmi del cuore.

Daria Bignardi durante la prima edizione del Grande Fratello
Daria Bignardi durante la prima edizione del Grande Fratello (Screenshot Instagram profilo ufficiale) – TvBlog

Da questi esperimenti poi sono iniziate le telefonate per risolvere enigmi e giochi a premi. A partire dal numero di fagioli in un barattolo ai tempi di Pronto Raffaella (correva l’anno 1983) fino alle domande dei primi anni Duemila durante La Prova del Cuoco con Antonella Clerici: “Fa schiuma, ma non è un sapone?”. Il 2008 e 2009 sono anni simbolo perchè oltre alle telefonate classiche, per esprimere preferenze, si cominciano a usare anche gli SMS. I primi servizi di messaggistica istantanea a pagamento. Una sorta di Whatsapp ante litteram, per dirla con i più giovani.

Gli SMS a Sanremo

Il primo a lanciare il voto SMS dal palco dell’Ariston è stato Paolo Bonolis. Da una rivoluzione all’altra. 18 anni dopo tocca a Stefano De Martino vestire i panni di pioniere: sarà lui a far debuttare il voto online sul palco del Festival di Sanremo. I cantanti potranno essere supportati e sostenuti attraverso l’applicazione ufficiale della Rai, che permetterà agli utenti di esprimere la propria preferenza con un click. L’importante è avere l’applicazione RaiPlay con un numero di telefono verificato in abbinamento. Aspettando la nuova edizione della kermesse canora, a fare le prove di questo nuovo corso sarà Milly Carlucci.

Paolo Bonolis e i voti via SMS al Festival di Sanremo
Paolo Bonolis durante il Festival di Sanremo (Screenshot RaiPlay) – TvBlog

Il voto online, senza telefonare, diventerà parte integrante di Ballando Con Le Stelle. L’edizione numero 21 del programma si apre all’insegna della tecnologia. Carlucci ha fatto da apripista – è proprio il caso di dirlo – anche per quanto riguarda il voto social all’interno della televisione pubblica. Prima di lei soltanto Alessandro Cattelan nel corso di XFactor, ma il programma andava in onda esclusivamente su Sky. Quindi non si può considerare tv generalista.

Ballando Con Le Stelle e il voto online

Il mondo cambia e anche il racconto televisivo si adatta prendendo le misure. Ormai il telefono non ha più lo stesso valore di prima, è diventato un prodotto dove all’interno può esserci un intero sistema da scoprire. Non solo conversazioni telefoniche, ma anche piattaforme online e dispositivi social. Quindi la televisione dice, in maniera unanime, stop alle telefonate (e stavolta in via definitiva) per lanciare una nuova forma di Democrazia televisiva ugualmente efficace.

La voce di Corrado Mantoni apriva un’era televisiva, quella di Milly Carlucci e Stefano De Martino la chiude per favorirne un’altra ugualmente importante. La storia del piccolo schermo si fa anche attraverso i mezzi di comunicazione che lo accompagnano. Dal telefono allo smartphone, dalle chiamate ai social, fino alle app e i click. Cambia l’ordine dei fattori, ma non il risultato. L’importante, per gli addetti ai lavori, è non cambiare canale.