Stellantis, nuova doccia fredda a Mirafiori: oltre 1.000 lavoratori in cassa integrazione per quasi due settimane

A Mirafiori torna la cassa integrazione e questa volta lo stop sarà tutt’altro che breve. Stellantis ha comunicato ai sindacati che dal 19 al 30 ottobre si fermerà la linea dedicata alla Fiat 500 elettrica e ibrida. Saranno coinvolti 1.074 lavoratori delle Carrozzerie, precisamente 934 operai e 140 impiegati. Una decisione che arriva dopo le fermate produttive già registrate nelle scorse settimane e che riporta l’attenzione sui volumi dello storico stabilimento torinese.

Stellantis ferma la linea della Fiat 500 a Mirafiori

La comunicazione è arrivata direttamente dalla direzione delle Carrozzerie di Mirafiori. Per quasi due settimane, quindi, la produzione della Fiat 500 Hybrid e della 500 elettrica verrà sospesa e i dipendenti interessati faranno ricorso agli ammortizzatori sociali.

Una notizia che pesa soprattutto perché la 500 Hybrid avrebbe dovuto rappresentare il modello della ripartenza di Mirafiori. La sua introduzione aveva permesso nei mesi scorsi di aumentare i volumi e riportare più persone sulle linee, dopo un lungo periodo caratterizzato da una produzione molto bassa della sola versione elettrica.

fiat 500 hybrid

Le difficoltà, però, non sembrano essere del tutto superate. A settembre la fabbrica aveva già dovuto fermarsi per alcune giornate, inizialmente anche a causa della disponibilità di componenti. Adesso arriva un periodo di cassa integrazione molto più lungo.

Secondo la Fiom, il problema sarebbe legato soprattutto alle vendite della 500 e non alla mancanza di componenti. Il sindacato torna così a chiedere un secondo modello da affiancare alla city car, ritenendo troppo rischioso affidare gran parte del futuro produttivo delle Carrozzerie a una sola vettura.

Stellantis, da parte sua, continua a descrivere il momento come complesso. I volumi dello stabilimento sono aumentati rispetto allo scorso anno, ma la crescita non sembra ancora sufficiente per garantire continuità alla produzione durante tutto l’anno.

“Da oltre un anno e mezzo – sottolinea un portavoce di Stellantis – siamo impegnati a realizzare un ambizioso piano per rafforzare la nostra presenza industriale in Italia, con oltre una ventina di modelli prodotti nel nostro paese ed altri che arriveranno”.

“Ambizioso perché calato in un contesto certamente non favorevole, caratterizzato da un mercato che si è ridotto di un quinto rispetto al pre covid, da una concorrenza extra-UE, forte di condizioni competitive irreplicabili in EU, che riduce ulteriormente lo spazio di mercato dei produttori europei e una grave mancanza di competitività europea, ancora più accentuata in Paesi come il nostro, in particolare sul piano del costo dell’energia”.

Secondo l’Azienda, “Rispetto alle preoccupazioni intorno alla stabilità della produzione torinese è però importante focalizzarsi su un paio di elementi legati al contesto: il prezzo e la competitività”. “Sul fronte della competitività – spiega il portavoce – i prezzi delle produzioni nazionali, nella fattispecie, di Mirafiori, potrebbero essere contenuti grazie a un miglioramento della competitività, a partire da una riduzione del costo dell’energia”.

“Stiamo portando avanti un dialogo con le istituzioni nazionali e locali per chiedere un costo dell’energia allineato a quelli di altri Paesi europei come la Spagna e la Francia, ma ancora – anche a causa del difficile contesto geopolitico – non abbiamo visto alcun beneficio concreto”.


Nello spiegare l’attuale situazione produttiva in ambito automobilistico, Stellantis precisa che “un veicolo nuovo costa di più rispetto al passato e questa minore accessibilità ha svantaggiato soprattutto le famiglie del ceto medio e i giovani”. Una condizione che ha impattato soprattutto sul segmento delle utilitarie a causa dell’aumento dei costi di trasformazione e dei cosiddetti costi regolatori, ovvero tutti quei costi dovuti a requisiti o prescrizioni normative”.

Stellantis sottolinea poi che nonostante questa situazione che caratterizza il settore automotive, “uno dopo l’altro abbiamo messo in sicurezza e rilanciato tutti i nostri stabilimenti, a partire da Mirafiori”. “Alla fine dello scorso anno – ha spiegato il portavoce – abbiamo portato la nuova 500 ibrida che ha già consentito di aumentare significativamente la produzione. Nel solo primo semestre di quest’anno, ad esempio, abbiamo prodotto più auto che in tutto il 2025. La nuova 500 non è l’unica iniziativa che abbiamo portato a Mirafiori.

“Nel Polo torinese – aggiunge – abbiamo anche avviato – e stiamo già rafforzando – la produzione dei cambi elettrificati e-DCT fondamentali per le motorizzazioni ibride che sono in costante crescita. Abbiamo portato il nostro primo hub di economia circolare e abbiamo realizzato un centro di ricerca all’avanguardia sulle batterie. Dal 2030 poi arriverà la nuova generazione di 500 che rafforzerà ulteriormente lo stabilimento”.

Lo stop avrà inevitabilmente conseguenze anche sull’indotto torinese. Le aziende che producono componenti per la 500 lavorano spesso seguendo direttamente il ritmo di Mirafiori e ogni fermata della linea principale finisce quindi per riflettersi anche sui loro dipendenti.

stellantis mirafiori

La nuova cassa integrazione scatterà il 19 ottobre e durerà fino al 30. Per Mirafiori si tratta del diciannovesimo anno consecutivo nel quale, in forme diverse, vengono utilizzati ammortizzatori sociali.