Stella Gemella: delicatezza di racconto, fiducia nel futuro, famiglia in crisi nel film di Luca Lucini da oggi su Netflix

Debutta oggi su Netflix la nuova commedia di Luca Lucini Stella Gemella. Interpretata da Martina Gatti e Matteo Olivetti, è la storia di un cambiamento, di una presa di coscienza e di una famiglia che l'imprevedibilità della vita mette di fronte a scelte impopolari e a un vero e proprio caos.

    Indice
  • Stella Gemella: la trama e il trailer
  • Verità, commedia, giovani e fragilità in Stella Gemella
  • Stella Gemella: i protagonisti Martina Gatti e Matteo Olivetti

Presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma 2026, debutta oggi su Netflix Stella Gemella, una commedia di Luca Lucini che racconta, con ironia e lucidità, la nostra contemporaneità e le contraddizioni e incertezze che la attraversano, in una costante dialettica, che spesso diventa contrasto, fra tradizione e modernità, apertura mentale e impossibilità di cambiamento, crisi e sistematica rimozione di ogni criticità. Prodotto da Giuseppe Saccà e scritto dallo stesso Lucini insieme a Davide Lisino, Greta Scicchitano, Marta Storti e Ilaria Storti, il film affronta un tema "monstrum" del cinema italiano: la famiglia. Da sempre riproduzione in piccolo della società e spesso inferno bergmaniano che tiene prigionieri o che automaticamente impone regole di vita e balordi compromessi, la famiglia appartiene qui alla provincia, una provincia dove ancora sopravvivono i retaggi di una cultura arcaica che fa dei pregiudizi i propri pilastri di sostegno, tentando, generazione dopo generazione, di imporre ad esempio la supremazia dell'apparenza.

Stella Gemella: la trama e il trailer

Con un giovane cast capitanato da Martina Gatti e Matteo Olivetti e arricchito dalla presenza delle regine del cinema italiano Laura Morante e Margherita Buy, qui alla loro prima volta insieme, Stella Gemella segue la disavventura di Achille e di Stella, che stanno insieme da quando avevano 20 anni. Ora ne hanno 30, possiedono un’attività agricola, hanno un figlio e devono pagare un mutuo. Stanca di Achille, Stella decide di prendersi una pausa e va a trovare un'amica a Roma, dove resta affascinata da un promettente chef con cui trascorre una notte d'amore. Tornata a casa, la giovane donna si lascia andare alla passione con Achille e, tempo dopo, scopre di essere incinta. Il problema è che uno dei due gemelli è di Achille, mentre l’altro è del cuoco, che ha la pelle nera. Inutile dire che alla nascita dei piccoli e alla scoperta della sconcertante verità, seguirà un finimondo, ma chi l'ha detto che tutti i mali vengano per nuocere?

Luca Lucini, che nel 2004 ha esordito dietro alla macchina da presa con Tre metri sopra il cielo, ama dirigere soprattutto commedie e, pur restando fedele al genere, non si ripete mai, strizzando spesso l’occhio al cinema anglosassone e mescolando sempre il serio al faceto, senza però abbandonare il realismo e la verosimiglianza. Anche in questo caso al regista sta a cuore la verità, quella che arriva al pubblico alla velocità della luce quanto i toni sono scherzosi e i personaggi sono capaci di non prendersi troppo sul serio. Per questa ragione Stella Gemella è per lui una commedia "neorealista", e a proposito del buon vecchio neorealismo, ricordiamoci che sapeva leggere con autenticità l'epoca nella quale i suoi film erano ambientati, e questo succede anche nel nostro caso, perché Stella Gemella fotografa con intelligenza e accuratezza il nostro presente. Nel momento storico che stiamo attraversando, l'aggressività regna sovrana e la rappresentazione della violenza spesso accresce il valore di un'opera cinematografica. In risposta a tutto ciò, il regista ha scelto la delicatezza di racconto. È un’arma (o meglio un dono) che ha sempre utilizzato, insieme alla leggerezza e alla compassione e all'amore per i suoi personaggi.

Altra caratteristica del cinema di Lucini è la sua capacità di dar voce alle giovani generazioni. Achille e Stella sono in fondo dei ragazzi, e nei ragazzi e nella loro capacità di lasciare un’impronta il regista ha grande fiducia. Achille e Stella prendono coscienza del fatto che la realtà ha più chiavi di lettura e che bisognerebbe riscrivere i rapporti fra uomini e donne. Qualcosa tuttavia è cambiato, ed è anche per questo che il film sposa una solida fiducia nel futuro: un futuro che può essere riscritto cominciando ad ammettere le proprie debolezze e fragilità, che in Stella Gemella sono quelle non soltanto di Stella ma anche di Achille. A questo proposito Luca Lucini ci ha tenuto a dire:

Scherzando, in passato ho definito questo il mio primo film di fantascienza. Inun momento storico in cui si contano quasi quotidianamente episodi di violenza domestica, raccontare che con un episodio scatenante così delicato, la storia dei nostri protagonisti possa evolversi in una crescita così matura e consapevole può risultare purtroppo poco realistico, ma averlo trattato con questo realismo penso possa davvero anticipare ed indicare una speranza, un desiderio e creare un esempio, come solo il cinema a volte è in grado di fare.

Stella Gemella: i protagonisti Martina Gatti e Matteo Olivetti

A interpretare Matteo e Stella in Stella Gemella sono, come già detto, Martina Gatti e Matteo Olivetti. Cominciando dalla tv, conosciamo la prima per la sua partecipazione nel 2018 alla seconda stagione di Skam Italia e poi per Il Silenzio dell’acqua, Bangla - La serie e Un'estate fa, dove l’attrice ha interpretato Costanza Dorati da giovane. Passando alle esperienze cinematografiche, ricordiamo Martina in Mollami di Matteo Gentiloni, Padre Pio di Abel Ferrara, Il migliore dei mondi di Maccio Capatonda e ne L'amore in teoria, sempre di Luca Lucini. Matteo Olivetti, invece, ha cominciato giovanissimo la sua carriera grazie alla soap opera Incantesimo, ma ha raggiunto la notorietà nel 2018 con La terra dell'abbastanza dei fratelli d’Innocenzo, nel quale ha impersonato il ragazzo di periferia Mirko, vincendo diversi premi. Altro ruolo per cui lo rammentiamo è quello di Claudio in Felicità di Micaela Ramazzotti. Del suo curriculum fanno parte anche Non sono quello che sono di Edoardo Leo, Occhi blu di Michela Cescon, Gli occhi degli altri di Andrea De Sica, Disco Boy di Giacomo Abbruzzese.