Stazione marittima resuscitata  - L'Unione Sarda.it

Tortolì.

04 ottobre 2026 alle 00:20

Finanziata 39 anni fa, mai aperta: ora l’Authority ordina il restauro 

Da eterna incompiuta a (forse) incompiuta redenta. Dopo decenni di oblio, di voci, di “la buttiamo giù, no la recuperiamo, facciamoci un hotel”, qualcosa si muove davvero. L’Autorità di sistema portuale del Mare di Sardegna ha deciso di non lasciar marcire la stazione marittima di Arbatax, l’eterna incompiuta del territorio. Non più cattedrale nel deserto, ma casa di tutti quelli che il porto lo fanno vivere davvero e con un piccolo terminal per i passeggeri. Non sarà più la stazione faraonica sognata da Ariuccio Carta, il ministro della Marina mercantile che nel 1987 finanziò l’opera con un miliardo di lire, bensì sarà qualcosa di più utile e più ogliastrino: piccola, polifunzionale, concreta.

La storia

L’annuncio è stato dato da Domenico Bagalà, presidente dell’Authority: «La stazione marittima servirà i traghetti passeggeri e merci ma sarà anche il terminal per le crociere». Dopo 39 anni dal primo finanziamento, l’incompiuta che guarda sulle Rocce Rosse ha un architetto che sta lavorando alla sua riqualificazione. Gianuario Carta, detto Ariuccio, era un bittese con la Sardegna in tasca. E Ariuccio portò il miracolo: un miliardo di lire. Nel 1987, un miliardo non era un finanziamento, era un evento biblico. Si costruì una vera stazione marittima, con sale d’attesa, biglietterie, bar. Tutto quello che serve per far sentire il passeggero per Civitavecchia e Genova come se partisse per Miami. Poi arrivarono le norme. Dopo l’11 settembre 2001, dopo le direttive europee e il codice sulla sicurezza portuale, per imbarcarsi non basta più il biglietto. Serve l’area sterile. Un perimetro invalicabile, recintato, controllato, dove non entra nemmeno un gabbiano senza badge. L’Authority aveva pensato di costruire la nuova stazione sulla banchina di levante, decretando inutilizzabile l’edificio originario per lo scopo per cui era nato. Salvo tornare sui propri passi: no alla stazione sul molo, sì al restauro del vecchio caseggiato, ormai vandalizzato.

Via alla progettazione

Intanto, la struttura resiste. Solida, un po’ sbiadita dal sale, con quel miliardo di lire del 1987 ancora addosso come un vestito da sposa messo per un matrimonio che non si è mai fatto. L’Authority ora rilancia, con un tecnico incaricato di definire il futuro di un immobile che, almeno finora, si è rivelato buono soltanto per gli annunci da campagna elettorale.

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