"Stavo per smettere, lui mi fece tornare la voglia"
Lamberto Boranga era il ’suo’ portierone. "Pippo mi ha rigenerato, facendomi tornare la voglia di giocare", racconta l’83enne...

Lamberto Boranga era il ’suo’ portierone. "Pippo mi ha rigenerato, facendomi tornare la voglia di giocare", racconta l’83enne...

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Lamberto Boranga era il ’suo’ portierone. "Pippo mi ha rigenerato, facendomi tornare la voglia di giocare", racconta l’83enne che difese la porta del Cesena (dove approdò proprio dopo tre stagioni in maglia Reggiana con cui aveva avuto una prima parentesi dal ’67 al ’69) che con Marchioro nel ’75-’76 conquistò una storica qualificazione in Coppa Uefa. "Mi ero iscritto a medicina, a 32 anni pensavo seriamente di smettere, invece Pippo mi trasformò in uno dei migliori portieri di quella serie A. Gli irraggiungibili erano Albertosi e Zoff, con gli altri me la giocavo".
Boranga ricorda l’uomo e l’allenatore: "Capiva i giocatori, era uno straordinario psicologo. Con me ci ha preso in pieno, a volte ero aggressivo, ma lui sapeva come prendermi, mi parlava e così faceva con tutti. Un maestro". C’è un episodio che spiega al meglio la forza e l’ironia del tecnico: "Siamo alla vigilia della partita con la Juve, quella dei grandi nomi, faceva paura solo a scorrere il tabellino. Lui capisce quale è il nostro stato d’animo, siamo in ritiro a Riccione, entra in camera mia e mi chiede: ’Domani con chi giochiamo? Sai alla mia età comincio a perdere colpi’. Era il suo modo di sdrammatizzare. Battemmo la Juve 2-1...".
C’è però un aspetto che forse lo ha penalizzato, specie al Milan. "Era un po’ presuntuoso, ma perché voleva emergere. Quando andò al Milan ci diceva che per lui Rivera doveva giocare tornante e infatti la squadra lo fece fuori. Andare al Milan fu per lui una soddisfazione enorme, ma distrusse la sua carriera. Ma ripartì da Reggio dove creò un altro miracolo".
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