Start Romagna, fumata nera. Fallita la mediazione in Prefettura

Si preannuncia un autunno caldissimo per i trasporti pubblici romagnoli. Si è concluso con una fumata nera il secondo incontro...

Rottura tra azienda e sindacati, si profila l’ipotesi di uno sciopero. Nei prossimi giorni si terranno assemblee dei lavoratori

Rottura tra azienda e sindacati, si profila l’ipotesi di uno sciopero. Nei prossimi giorni si terranno assemblee dei lavoratori

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Si preannuncia un autunno caldissimo per i trasporti pubblici romagnoli. Si è concluso con una fumata nera il secondo incontro in Prefettura a Rimini tra i vertici di Start Romagna e i rappresentanti dei sindacati dei lavoratori (Filt Cgil, Fit Cisl, Faisa Cisal, Usb e Ugl). L’avvio della procedura di raffreddamento non è bastato a colmare le distanze: la vertenza prosegue e ora la minaccia dello sciopero si fa sempre più concreta.

Alla base dello scontro ci sono i trattamenti economici individuali decisi dall’azienda. Secondo le sigle sindacali, le recenti scelte della direzione hanno introdotto ingiustificate disparità salariali tra dipendenti con la medesima qualifica, mansione e responsabilità. "La contrattazione collettiva deve restare il solo luogo trasparente per definire i criteri retributivi" accusano i rappresentanti dei lavoratori.

Riflettori puntati anche sulle assunzioni dei nuovi autisti, con parametri d’ingresso ritenuti incoerenti con gli accordi del passato, mentre gli addetti alla verifica dei biglietti continuano a essere precari. I sindacati chiedono inoltre di frenare le esternalizzazioni, riassorbendo nei controlli e nelle mansioni interne il personale non più idoneo alla guida.

Preoccupa, infine, la sicurezza a bordo: mancano le paratie di protezione per i conducenti e si registrano continue anomalie tecniche sugli autobus elettrici (dai blocchi delle porte ai guasti allo sterzo), oltre a una formazione ancora troppo scarsa per i nuovi mezzi. Dopo 14 anni dalla nascita dell’azienda di Area Vasta, la richiesta resta la stessa: un Accordo Unico di secondo livello per omogeneizzare mensa, orari e indennità in tutti i bacini.

Nei prossimi giorni si terranno le assemblee a Rimini, Ravenna e Forlì-Cesena per decidere le prossime mosse da intraprendere.

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