Stangata luce e gas. Per le imprese in 2 mesi bollette su del 37%

L’allarme di Confartigianato per le 30mila aziende del territorio travolte dai rincari di luce e gas: "Insostenibili per le piccole realtà".

Ad agosto il prezzo medio dell’energia è salito del 15% rispetto a luglio

Ad agosto il prezzo medio dell’energia è salito del 15% rispetto a luglio

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In soli due mesi il prezzo dell’energia è aumentato del 37%, così come quello del gas che da giugno ad agosto 2026 ha raggiunto un incremento del 36,6%. Rincari che pesano enormemente sul tessuto economico del nostro territorio, formato soprattutto da micro e piccole imprese, che oltre all’impennata del prezzo dei carburanti ora devono far fronte anche a significativi aumenti dell’energia.

A fare il punto della situazione è Confartigianato Imprese Ancona – Pesaro e Urbino: "I prezzi dell’energia tornano a crescere – spiega l’associazione in una nota – e il trend, anche nel mese di settembre, evidenzia una accelerazione sia per l’energia elettrica sia per il gas naturale, anche se i valori restano comunque ancora molto lontani dai picchi registrati durante la crisi energetica del 2022".

Ad agosto il prezzo medio dell’energia elettrica si è attestato a 0,18 euro/kWh, in aumento del 15% rispetto a luglio e di circa il 37% rispetto a giugno. Una dinamica analoga riguarda il gas naturale. Ad agosto il prezzo medio è arrivato a 0,683 euro/Smc, con una crescita del 12,5% su luglio e del 36,6% rispetto a giugno. Il trend al rialzo non sembra essersi arrestato con la fine dell’estate e i primi dati disponibili per settembre, ancora provvisori, indicano un prezzo medio dell’elettricità già intorno a 0,20 euro/kWh, quello del gas vicino a 0,87 euro/Smc, con un altro importante balzo in avanti.

"Come Confartigianato stiamo seguendo con attenzione l’andamento dei prezzi dell’energia e le ricadute che questa nuova fase di rialzi può determinare sulle nostre imprese - sottolineano Graziano Sabbatini e Marco Pierpaoli, presidente e segretario di Confartigianato Imprese Ancona – Pesaro e Urbino -. Per artigiani e piccole aziende il costo energetico rappresenta una componente importante della competitività. Ribadiamo che la questione va, però, oltre l’emergenza del momento. Il Paese ha bisogno di una politica energetica strutturale, stabile e di lungo periodo. Le imprese devono poter conoscere lo scenario nel quale saranno chiamate a operare, programmare gli investimenti e prendere decisioni".

E aggiungono: "Ricordiamo che in provincia di Pesaro e Urbino operano circa 30mila imprese, di cui circa 9mila sono artigiane. Si tratta per la maggior parte di micro e piccole imprese che rappresentano l’ossatura del tessuto economico del nostro territorio, che ogni giorno contribuiscono a creare valore, occupazione e sviluppo. Realtà che già sopportano una forte pressione".

L’impennata del costo dell’energia riguarda le imprese ma anche le famiglie: "La preoccupazione riguarda anche le conseguenze che l’aumento dei prezzi può avere sulle scelte – spiega Confartigianato -. In una fase in cui cresce l’attenzione verso i costi delle utenze si può essere più facilmente portati ad accettare offerte che, a prima vista, sembrano particolarmente convenienti, ma che a una lettura più attenta possono rivelarsi meno vantaggiose di quanto prospettato. Per questo, come associazione vogliamo informare correttamente senza fare allarmismi. Il consiglio è di affidarsi a interlocutori qualificati".

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