«Spegnete gli smartphone durante le tempeste, attirano i fulmini. E a casa scollegate gli apparecchi dalla linea elettrica». I consigli dell'esperto meteo

BELLUNO - «Qui sta diluviando e da te?» «Qui neanche una goccia». Tipica conversazione in questi pomeriggi, dove una bomba d’acqua si può verificare in un luogo, e a qualche metro di distanza invece accade il nulla. Ma lo smartphone puntato alle previsioni del meteo dovremmo averlo prima o dopo il verificarsi del temporale. Mai però quando tuoni e lampi irrompono nel cielo sopra le nostre teste. Perché? «Indipendentemente dall'intensità dei temporali e dal numero di fulmini, esistono dei comportamenti da tenere - afferma il meteorologo Robert Thierry Luciani - come, se siamo a casa disattivare ciò che è connesso all'elettricità. Mi stupisco che in Italia ci sia un’assoluta mancanza di cultura in questi casi, insegnata invece nelle scuole di altri paesi europei. Noi siamo vettori dei danni semplicemente perché non abbiamo i comportamenti corretti, indipendentemente dalla loro intensità».

Il rischio smartphone

E poi c'è il telefonino. Difficile staccarsene. Specie in caso di temporale, quando in molti ne approfittano per cercare lo scatto perfetto da mostrare. Invece, è il pericolo numero uno: «In caso di forte temporale è importante spegnere lo smartphone o almeno togliere la connessione internet - prosegue Luciani -. Ci sono stati incidenti in passato in questo senso che non vengono considerati, come un signore che è morto fulminato a Pieve di Livinallongo, qualche anno fa, e in mano gli era stato ritrovato il telefonino completamente fuso, segno che lo stava usando durante il temporale. In caso di tempesta bisogna spegnerlo. Non possiamo contare sui pochi secondi di avvisaglia di un fulmine. Invece in questo senso siamo sconnessi rispetto al mondo che ci circonda».

L’habitat che scompare

Luciani è in pensione da tempo, ed era considerato una “colonna” del centro Valanghe di Arabba. Per anni la sua lettura dei modelli meteorologici è stata un prezioso punto di riferimento tanto per i valligiani che per gli ospiti. Le previsioni meteo, per chi si trova in alta montagna, ma non solo, possono essere determinanti anche per scongiurare tragedie. «Io vedo comunque il clima evolvere e quindi la meteorologia diventerà complicata perché ogni qualvolta c'è un evento particolare non è tanto l'intensità dello stesso ma la durata per esempio di un periodo senza pioggia, e soprattutto per questo la vedo molto male. L'ambiente sta cambiando, io l'anno scorso sono andato sulla zona di Cima Bocche al lago di Iuri Brutto, sopra il Passo Valles, e c'era un forestale con un sacco di gente già alle 7 del mattino. Alla mia domanda su cosa stessero facendo la risposta era che stavano facendo un conteggio delle pernici delle nevi perché stavano già scomparendo, in quanto il loro habitat non esisteva più sulle Dolomiti perché la fauna non riusciva ad adattarsi».