Sparatoria all'Arsenale, i testimoni: «Avrebbe potuto uccidere, la folla è andata nel panico». Passanti si rifugiano nei negozi

VENEZIA - «Alcuni passanti, terrorizzati, si sono nascosti addirittura nel retro del nostro locale. Sempre loro ci hanno detto che avevano visto tutto, che un uomo aveva rincorso un altro individuo e che gli aveva sparato contro più volte, colpendolo alle gambe. Avrebbe potuto uccidere. Avrebbe potuto ferire anche altre persone».
A parlare è il titolare dell’osteria Alla Tana, nell'omonimo campo. Chi ha assistito alla sparatoria dell’Arsenale, a distanza di un giorno è ancora sotto choc, incredulo per la violenza spregiudicata che si è consumata in pieno giorno, in mezzo a centinaia di turisti.

Le testimonianze

Che il fatto sia direttamente legato al mondo della droga e che si presenti sempre più come un personale regolamento di conti – pista principale battuta dai carabinieri, che conducono le indagini – appare chiaro anche ai testimoni. In quegli istanti, però, turisti e passanti hanno solo temuto per la loro incolumità, immaginando che quei colpi fossero sparati senza una logica. Il fuggi-fuggi generale ha letteralmente travolto tutti i locali che circondano la fondamenta. Le persone, che gridavano convinte che ci fosse un uomo che sparava alla cieca tra la folla, hanno cominciato a correre in tutte le direzioni, entrando nei negozi e chiedendo ai titolari di potersi nascondere all’interno.

«Follia assoluta, abbiamo addirittura dovuto abbassare le saracinesche con dentro i clienti perché pensavamo che ci fosse qualcuno che girava armato per la calle – precisa ancora il ristoratore del Alla Tana – Era una marea umana di persone spaventate, faceva impressione. Qualcuno pensava che fossero dei petardi, altri invece avevano visto tutto e avevano capito che si trattava di qualcosa di molto personale, per così dire. Una turista ha visto la vittima che correva e l’uomo con la pistola che lo rincorreva e che gli sparava contro. Non erano vicini. Secondo questa testimonianza, gli spari hanno colpito le gambe solo per una fatalità. Sparava correndo. Più ci penso e più rimango senza parole. Qui è una zona molto tranquilla, non succede quasi mai nulla. Questa era una cosa fra loro – continua il ristoratore – Ci siamo chiusi dentro con i clienti e abbiamo aspettato che arrivassero le forze dell’ordine. Due dei miei dipendenti sono andati vicino alla vittima. L’uomo era disteso a terra, immobile, non parlava». Lungo la strada, dal campo fino al ponte che porta al Padiglione delle navi, non mancano le testimonianze. È accaduto sotto gli occhi di tutti e quindi tutti hanno visto qualcosa. 

Dalle case

«Io ho visto un uomo per terra, insanguinato e il mio coinquilino invece ha notato addirittura l’aggressore che stava correndo via. Era sul ponte di legno e stava chiaramente fuggendo. La gente era impazzita dalla paura, abbiamo visto centinaia di persone che hanno cominciato a gridare aiuto. Un fiume di terrore». A parlare in questo caso è una cittadina francese residente nella calle che guarda il rio de l’Arsenal e la fondamenta. Dalla finestra all’ultimo piano del suo palazzo i due coinquilini hanno assistito a quasi tutti i momenti immediatamente successivi agli spari. Hanno visto un uomo cadere a terra e la fuga dell’aggressore, scovato dai carabinieri grazie alla testimonianza del ferito. «L’aggredito si è accasciato a terra qualche metro più avanti rispetto a dov’è stato colpito, infatti il sangue si nota in diversi punti. Alla fine forse non ce la faceva più. Alcune persone l’hanno aiutato, gli hanno allacciato qualcosa intorno alle gambe così da evitare che continuasse a perdere molto sangue. Poi sono arrivati i vigili del fuoco, la polizia, l’ambulanza, i carabinieri. Ma dell’altro uomo non c’era già più traccia».