Sono passati 25 anni dal G8 di Genova, ecco cosa vedere, leggere e ascoltare
Come sostiene da tempo Amnesty International, il G8 di Genova è stata «La più grande sospensione dei diritti democratici in un Paese occidentale dopo la Seconda guerra mondiale». Oggi sono passati 25 anni da quei giorni tra il 19 e il 22 luglio 2001 quando a Genova si tenne il forum tra i leader delle principali potenze economiche mondiali. In quei giorni, però, nella città arrivarono anche centinaia di migliaia di ragazzi e ragazze, provenienti da tutto il mondo per manifestare contro la globalizzazione, il sistema economico neoliberista, lo sfruttamento del Pianeta e la crescita delle disuguaglianze. In quei giorni il movimento no global, per lo più pacifico, si scontrò con le forze dell'ordine che diedero vita a una repressione violenta e incontrollata.
Oggi la nuove generazioni non sempre conoscono quello che accadde, certe parole hanno un significato vago: nomi come "Diaz", la scuola dove centinaia di poliziotti entrarono e pestarono brutalmente senza ragione più di 80 manifestanti pacifici che dormivano, "Caserma di Bolzaneto", dove diversi manifestanti arrestati vennero portati e subirono forme di tortura o "Piazza Alimonda" dove venne ucciso l’attivista di 23 anni Carlo Giuliani. Per questo è importante informarsi e ricordare, anche a partire da libri, podcast e documentari come quelli che abbiamo selezionato.
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Diaz - Non pulire questo sangue, Daniele Vicari
Basato in parte sul libro di Lorenzo Guadagnucci Noi della Diaz, è forse il film più noto sul G8 di Genova. Il regista ricostruisce quanto avvenuto la notte del 21 luglio del 2001 quando la polizia fece irruzione nella scuola dove dormivano pacificamente 93 attivisti e giornalisti. Parla del violento pestaggio a partire dalle storie dei personaggi che presenta: Luca, un giornalista della Gazzetta di Bologna che decide di andare a vedere di persona cosa sta accadendo a Genova dopo la morte di Carlo Guliani; Alma è un'anarchica tedesca che ha partecipato agli scontri e ora è alla ricerca dei dispersi; Nick è un manager francese a Genova per seguire il seminario dell'economista Susan George; Anselmo è un anziano militante della CGIL che ha preso parte al corteo pacifico contro il G8; Bea e Ralf che cercano un luogo presso cui dormire prima di ripartire; Max, vicequestore aggiunto. I loro destini si incrociano in modo drammatico alle 23.50, quando i poliziotti entrano nella scuola.
Limoni, Annalisa Camilli
Limoni è un podcast difficile da ascoltare perché, pur senza immagini, trasporta con le parole e la voce di Camilli a quei giorni del 2001. Permette di capire le dinamiche, lo spirito con cui i manifestanti accorrevano a Genova, cosa è andato storto dal punto di vista logistico e come il G8 sia diventato teatro di violenze brutali da parte delle forze dell'ordine. Sono otto puntate che coprono in modo piuttosto esaustivo quanto successo senza dimenticare gli effetti della violenza, le ferite che sono rimaste, i processi e la memoria. Per l'anniversario dei 25 anni è stata pubblicata anche una nuova puntata "Venticinque anni dopo". Si chiede «Che fine hanno fatto le persone che hanno partecipato alle manifestazioni di Genova nel 2001, come sono cambiate le proteste e come sono finiti i processi» partendo proprio dall’archivio che custodisce la memoria del G8 a Bologna.
Black Block, Carlo A. Bachschmidt
Nessuno meglio di Carlo A. Bachschmidt ha saputo fare archivio di quanto avvenuto al G8 di Genova tanto da diventare consulente tecnico del Genoa Legal Forum per l’archiviazione del materiale registrato in quei giorni di luglio. Nel documentario Black Block ripercorre quanto avvenuto alla scuola Diaz e alla Caserma di Bolzaneto attraverso le testimonianze di chi ha vissuto in prima persona quei momenti: Lena e Niels (Amburgo), Chabi (Zaragoza), Mina (Parigi), Dan (Londra), Michael (Nizza) e Muli (Berlino). «Il mio è stato un modo come un altro di restituire importanza alla memoria di tutti i manifestanti che hanno partecipato alle giornate del G8 e che in forma diversa portano ancora oggi una ferita aperta», ha spiegato Bachschmidt, «Black Block nasce con l’intenzione di raccontare come la repressione delle Forze dell’ordine abbia controllato le vite, i desideri e le passioni di coloro che hanno vissuto l’episodio più violento mai attuato dalla polizia italiana».
La Sospensione: Bolzaneto e il G8 25 anni dopo, Francesca Zanni
Si tratta di un nuovo podcast pubblicato per i 25 anni, scritto da Francesca Zanni per Amnesty International Italia e prodotto da Emons Record in collaborazione con Domani. Sono 7 puntate che danno voce a chi ha subito e denunciato le violenze. Si parla della scuola Diaz e soprattutto delle torture alla che Amnesty International ha definito come «una violazione dei diritti umani di proporzioni mai viste in Europa nella storia più recente». Si parla anche degli aspetti aspetti processuali, del reato di tortura introdotto nel nostro ordinamento solo nel 2017, a quasi trent’anni dalla ratifica della convenzione ONU e dei pezzi che oggi ancora ci mancano.
Diaz, processo alla polizia, Alessandro Mantovani
È un libro del 2011, scritto dal giornalista Alessandro Mantovani in cui si ricostruiscono con attenzione i processi su quanto avvenuto alla scuola Diaz. Ci sono state delle indagini? Come si sono svolti i processi? Ci sono state delle condanne? L'iter è durato dieci anni e l'autore nel libro parla con i protagonisti, i poliziotti, i magistrati, i manifestanti, gli avvocati. «Il processo sui fatti della scuola Diaz è stato uno scontro feroce tra magistrati e poliziotti che normalmente stanno dalla stessa parte», ha raccontato a Repubblica, «e, al tempo stesso, il più serio tentativo di ricostruire le responsabilità di quanto è avvenuto a Genova».
Nessun rimorso – Genova 2001-2021
Si tratta di un’antologia di storie a fumetti, scritti e illustrazioni. Tra gli autori ci sono Zerocalcare, Erri De Luca, e artisti come Maicol&Mirco, Davide Reviati, Lorena Canottiere, Rita Petruccioli, Nova, Daniel Cuello, Squaz, Alessio Spataro, e molti altri. Nel libro vengono raccolte testimonianze e riflessioni di chi c'era in prima persona e di chi ancora ricorda, per creare un mosaico di memorie e di denuncia di quanto accaduto in quei giorni. Come ha detto Zarocalcare, «Genova non è mai finita. Tanti di noi si sono pure stufati, di litigare e raccontare. Ma non possiamo che continuare a farlo, anche solo per rispetto del nostro dolore, del nostro sangue e delle nostre lacrime, che pure oggi ci sembrano così lontane.»
