«Soms, 160 anni di solidarietà»  - L'Unione Sarda.it

La ricorrenza.

04 ottobre 2026 alle 00:21

In campo dal 1866, oggi la Società operaia di mutuo soccorso ha 700 iscritti 

Per i soci «è casa», per gli oristanesi è parte della propria storia. Una vera istituzione ancora oggi che il calendario segna un traguardo importante: la Società operaia di mutuo soccorso compie 160 anni. «E lo spirito è quello di sempre, della solidarietà» assicura il presidente Gianluca Mannai. Una storia ricca che non si ferma e guarda al futuro: 700 soci «il più anziano, Antonio Bianchina ha cento anni, la più giovane Asia Pinna 18».

La storia

Nella sede di via Solferino è un viavai di soci che definiscono i preparativi per la due giorni per celebrare l’anniversario. Sabato 10 e domenica 11 si cercherà di riavvolgere il nastro fino al gennaio 1866 quando il conte avvocato Pietro Nieddu di Santa Margherita stilò il manifesto di costituzione della Soms. «Vi aderirono quasi ottanta tra artigiani e operai – spiega il vicepresidente Oscar Migliorini – Il motto “Unione, Fratellanza e Perfezionamento” indicava i pilastri della Società ovvero sostenersi nella malattia e nel bisogno, ma anche crescere insieme attraverso l’istruzione». Come ricorda lo studioso Maurizio Casu quando per legge vennero soppressi i Gremi e le corporazioni «gli artigiani confluirono nella Società operaia di mutuo soccorso dando vita a un percorso che continua ancora oggi». Spulciando negli archivi custoditi gelosamente al primo piano della sede si ritrova la voce della città, delle botteghe e dei mestieri ma anche i sacrifici quotidiani per aiutare i soci in difficoltà e per altre iniziative. Fondamentale era l’istruzione. «Si era già proiettati al futuro, i presidenti di quel tempo spingevano i figli degli artigiani a studiare per crescere» ricorda Mannai. Un aspetto ritrovato dall’archivista Ilaria Urgu anche nelle carte dell’archivio storico comunale. «Dalla scuola serale del 1875 alla biblioteca progettata nel 1947 fino ai vari sussidi, emerge che il mutuo soccorso non è solo assistenza ma anche istruzione e cultura». Storia immortalata anche nelle immagini come spiega il fotografo oristanese Stefano Orrù che ha scovato uno scatto di Achille Parnicich. «Il 16 aprile 1906 i soci si erano ritrovati per una foto di gruppo prima di una gita a San Vero Milis».

Ruolo politico

Una realtà che si è ritagliata uno spazio sempre maggiore. «Nelle cronache della Gazzetta di Oristano nel 1874 si parlava della Soms – fa notare lo studioso Gigi Piredda – i soci partecipavano come istituzione ai grandi eventi dell’epoca dall’inaugurazione della ferrovia all’apertura del teatro San Martino». In epoca fascista i presidenti riuscirono a mantenere la propria autonomia mentre da altre parti le Società furono sciolte o assorbite dalle organizzazioni del regime. Un ruolo importante, forse qualcosa si è perso negli anni ma non la centralità. Nel dopoguerra il salone di via Solferino è diventato uno spazio per balli e veglioni, ha ospitato in diverse occasioni la vestizione del Componidori a conferma del legame con la città. «Il capocorsa ancora oggi si ferma a benedire la sede» sottolinea Maurizio Casu.

Il futuro

La missione non si ferma ed è più attuale che mai. «Se uno dei soci ha qualche problema scatta subito la solidarietà, ci adoperiamo per aiutarci fra noi come è capitato anche recentemente – sottolinea il presidente Mannai La Soms è così, quando ne fai parte non puoi non vivere con questo spirito». La Società – guai a chiamarla circolo- resta un centro di aggregazione con una sala tv, un bocciodromo e una squadra di bocce con 60 atleti arrivata in serie A2 nazionale. «Abbiamo anche le squadre femminile, disabili e juniores, una sala biliardo e un gruppo di 50 agonisti – aggiunge – Non mancano le mostre fotografiche, anche internazionali e il jazz. Cercheremo di organizzare altri eventi culturali per continuare questa fantastica storia». E il conte Pietro Nieddu, nel busto che lo rappresenta all’ingresso della storica sede, sembra guardare con orgoglio ai suoi eredi.

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