Soccavo, rogo doloso nella discarica abusiva: «L’aria è irrespirabile»

Due micce. Due punti distanti, ma studiati nei minimi dettagli per massimizzare i danni e divorare decine di metri quadrati di vegetazione in una manciata di minuti. C’è la mano esperta di un piromane, o forse la regia precisa di una strategia criminale più articolata, dietro l’inferno di fuoco e fumo che alle 9.30 di ieri mattina ha paralizzato il quartiere di Soccavo, inghiottendo il parco Costantino e trasformando viale Traiano in una trappola di aria irrespirabile. Non si è trattato di un incidente frutto del caso, né tantomeno dell’effetto collaterale delle temperature roventi di questi giorni. Gli esperti del Nucleo investigativo antincendio dei vigili del fuoco sembrano non avere dubbi: il rogo che ha fatto tremare fino al tardo pomeriggio centinaia di famiglie residenti nel cuore del rione Traiano ha una matrice dolosa. A confermarlo, primi rilievi tecnici condotti sul perimetro dell’area colpita, che hanno evidenziato la presenza di un doppio focolaio primario e la certezza che le fiamme siano state appiccate quasi in contemporanea in due punti distinti. Subito tramontata, dunque, l'ipotesi dell’autocombustione.

Le fiamme

È proprio sul fronte delle modalità esecutive che si concentrano le attenzioni e i dubbi degli investigatori, impegnati a ricostruire le fasi salienti di quello che sembra destinato a diventare un giallo ambientale. Le perlustrazioni eseguite tra le ceneri del parco Costantino - anche grazie al supporto dei poliziotti del commissariato San Paolo e dell’Upg e dei carabinieri della compagnia Bagnoli - hanno infatti restituito un quadro tecnico particolarmente inquietante, dal momento che sul terreno non è stata rinvenuta alcuna traccia evidente di benzina o altri acceleranti chimici comunemente utilizzati in questi casi, così come non sono stati trovati contenitori di plastica, taniche fuse o altri inneschi tradizionali. Chi ha agito e ha appiccato il fuoco agli pneumatici e ai rifiuti abbandonati nella zona retrostante il parco conosceva alla perfezione la zona e ha agito con la freddezza di un professionista, ricorrendo verosimilmente a sistemi a combustione lenta o a dispositivi rudimentali in grado di consumarsi nell’esplosione iniziale del rogo. Una scelta tattica che ha garantito il tempo necessario per svanire nel nulla prima che la densa colonna di fumo nero, visibile fin dal Vomero e da Posillipo, facesse scattare l'allarme al centralino del 115 e mobilitasse le forze dell'ordine.

La pista

In attesa della relazione definitiva dei vigili del fuoco, gli inquirenti continuano comunque a indagare a 360 gradi senza tralasciare alcuna pista. L’ipotesi principale sembra essere al momento quella del gesto scellerato di un singolo protagonista. Tra gli scenari battuti con minor convinzione, ma non del tutto escluso, c’è anche quello legato al controllo del territorio e alle dinamiche illegali che storicamente interessano l’area occidentale della città. In quest’ottica si tratterebbe dunque di un messaggio intimidatorio, scattato nell’ambito delle logiche di quartiere, oppure di un deliberato tentativo di bonifica violenta del terreno destinato a spianare la strada a successive occupazioni abusive di suolo pubblico, allo stoccaggio illecito di materiali di risulta o a futuri sversamenti di rifiuti speciali. La pista principale resta però quella che porta dritto alla matrice vandalica e all'azione isolata di un piromane, che potrebbe aver studiato al millimetro i tempi d'intervento sfruttando la folta vegetazione secca e la scarsa presenza di passanti a quell'ora del mattino per sferrare il suo attacco al cuore verde del rione.

Le telecamre

In queste ore le forze dell'ordine stanno acquisendo i filmati registrati dai sistemi di videosorveglianza, sia pubblici che privati, dislocati lungo viale Traiano e nelle principali vie d’accesso a Soccavo. L’obiettivo è quello di analizzare fotogramma per fotogramma i passaggi di auto e scooter, alla ricerca di un movimento anomalo o di una presenza estranea in grado di dare un volto e un nome al responsabile. Mentre le operazioni di bonifica e messa in sicurezza procedono a ritmo serrato per evitare che braci sotterranee possano rialimentare improvvisamente i focolai, nel rione Traiano si respira un clima di tensione e amarezza.