Sms trappola, sventata la maxi truffa a Chiaravalle: restituiti 98mila euro alla pensionata presa di mira

Sms trappola, sventata la maxi truffa a Chiaravalle: restituiti 98mila euro alla pensionata presa di mira
Sms trappola, sventata la maxi truffa a Chiaravalle: restituiti 98mila euro alla pensionata presa di mira

di Talita Frezzi

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giovedì 27 agosto 2026, 03:00

CHIARAVALLE Una truffa da 98mila euro sventata in extremis, un bottino recuperato fino all’ultimo centesimo e un pregiudicato finito nei guai grazie alla rapidità dei carabinieri. È la storia, avvincente e inquietante, di un raggiro costruito con precisione chirurgica e smontato con altrettanta abilità dagli investigatori della Stazione di Chiaravalle. Tutto comincia il 15 agosto, quando una pensionata di 70 anni si presenta in caserma, sconvolta, per denunciare un inganno che le ha prosciugato il conto nel giro di pochi minuti.

 Il metodo

Qualche giorno prima aveva ricevuto un Sms apparentemente innocuo: un messaggio che annunciava un accredito imminente e la invitava a chiamare un numero fisso per “ulteriori dettagli”. Una trappola perfetta, il classico sms-smishing. Ma lei non lo sapeva. La donna compone il numero incuriosita. Dall’altra parte risponde un sedicente operatore di una nota società di pagamenti, che la mette in allarme: «Signora, c’è un attacco informatico in corso sul suo conto». Poco dopo, entra in scena il complice, che si spaccia per un funzionario della questura di Ancona, e conferma la minaccia. Una recita telefonica studiata nei minimi dettagli, un crescendo di ansia che porta l’anziana a consegnare le proprie credenziali bancarie. Da quel momento, i truffatori agiscono con velocità fulminea: due bonifici consecutivi da 49mila euro ciascuno, per un totale di 98mila euro, spariscono dal conto della pensionata. Un colpo devastante.

La reazione

Ma la reazione dei carabinieri è immediata. Ricevuta la denuncia, i militari avviano accertamenti finanziari mirati e riescono a bloccare il secondo bonifico prima che venga incassato. Un primo successo che dimezza il danno. Poi, attraverso un’analisi meticolosa dei flussi bancari, individuano il conto su cui è finita la prima tranche di 49mila euro. Il titolare è un 35enne campano già noto alle forze dell’ordine perché sostanzialmente vive sulle spalle degli altri facendo truffe. Su richiesta dei carabinieri, l’Autorità Giudiziaria di Ancona dispone il sequestro preventivo del conto, permettendo di recuperare integralmente la somma sottratta. Tutti i 98mila euro torneranno alla legittima proprietaria. Il campano è stato denunciato per truffa aggravata. Ora è caccia al complice. L’operazione conferma un dato inquietante: le truffe telefoniche evolvono, diventano più sofisticate, combinano smishing e vishing, sfruttano la paura e la fiducia delle vittime. Gli investigatori ricordano di diffidare da sms che annunciano accrediti inattesi; non chiamare numeri indicati nei messaggi; non fornire mai credenziali bancarie; contattare solo i numeri ufficiali della banca; agire subito in caso di sospetti.

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