Sisma, arriva Piantedosi: «Fondi e stop ai tributi», pronti gli emendamenti
È il giorno della svolta per il decreto Campi Flegrei. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi torna oggi a Napoli per raccogliere il pacchetto di proposte per la modifica al decreto legge approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 7 agosto ed elaborato dalla cabina di regia, coordinata dalla Prefettura e composta da Regione, Comuni (Pozzuoli, Bacoli, Monte di Procida e Napoli) e Città metropolitana, con il contributo dei comitati. Sul tavolo ci sono le misure per far rientrare gli sfollati nelle proprie abitazioni, finanziare la messa in sicurezza degli edifici, sostenere le attività economiche e accelerare le procedure. Le richieste del territorio arrivano al ministro alla vigilia della conversione del provvedimento in Parlamento.
Le misure
La prima richiesta riguarda il rientro degli sfollati nelle abitazioni. La cabina di regia propone un contributo una tantum, fino a 30mila euro, per consentire ai proprietari degli immobili con danni lievi di realizzare rapidamente gli interventi necessari a ripristinare l’agibilità. L’obiettivo è evitare che famiglie che potrebbero tornare a casa con lavori di modesta entità restino per mesi in albergo o in sistemazioni provvisorie. Sul fronte degli interventi più importanti, viene chiesto di alzare fino al 100 per cento la quota di finanziamento per la messa in sicurezza degli edifici, superando l’attuale percentuale a carico dello Stato.
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Una proposta già recepita dal ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci: «Per chi volesse adeguare la propria casa alle norme antisismiche - ha spiegato intervenendo nei giorni scorsi al meeting di Rimini - lo Stato interviene: 70% il pubblico e 30% a carico del privato. Se poi il privato proprietario della casa risulta essere con un reddito basso lo Stato intende intervenire, e lo stiamo prevedendo nella conversione dell’ultimo decreto legge, anche con il 100%». Una misura ritenuta necessaria per non scaricare sulle famiglie il costo della messa in sicurezza e accelerare gli interventi sugli immobili danneggiati.
Gli aiuti
Altro capitolo riguarda le attività economiche. Nel pacchetto di emendamenti si chiede di prevedere ristori per le imprese che hanno subito danni o una riduzione dell’attività a causa del sisma e delle conseguenze dell’emergenza. L’obiettivo è sostenere commercio, turismo e attività produttive, evitando che l’emergenza abitativa e il calo delle presenze si trasformino in una crisi economica per il territorio. Tra le richieste c’è inoltre quella di accelerare le procedure per gli interventi sugli edifici e sulle aree a rischio, attraverso semplificazioni e tempi più rapidi per verifiche, autorizzazioni e accesso ai contributi. Un’esigenza che riguarda anche la messa in sicurezza dei costoni e delle altre situazioni di rischio presenti nell’area. Il vertice arriva a pochi giorni dal Consiglio regionale monotematico sui Campi Flegrei del 27 agosto, che ha approvato una risoluzione della maggioranza. Il documento contiene una serie di richieste al governo che in parte coincidono con quelle della cabina di regia.
Tra i punti principali c’è la richiesta di reintrodurre la sospensione di tributi, mutui e finanziamenti per cittadini, imprese e professionisti colpiti dal terremoto del 31 luglio. La Regione chiede inoltre un sostegno alla locazione per gli sfollati che non riescono a essere adeguatamente coperti dal contributo di autonoma sistemazione. Previsto anche il potenziamento del personale degli enti locali coinvolti nell’emergenza, per consentire ai Comuni di gestire più rapidamente pratiche, verifiche e richieste di contributo. La risoluzione prevede inoltre un tavolo permanente di monitoraggio tra Regione, Protezione civile e Comuni interessati, con il compito di coordinare gli interventi e verificare l’utilizzo delle risorse. L’incontro con Matteo Piantedosi sarà anche l’occasione per il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, per ribadire al governo la necessità di una legge speciale per i Campi Flegrei. Una richiesta che Palazzo Santa Lucia considera distinta dagli interventi immediati legati all’emergenza e che punta a dare al territorio uno strumento strutturale per affrontare il bradisismo. Per Fico, infatti, non basta intervenire ogni volta che una nuova scossa fa scattare sgomberi e misure straordinarie. Serve una cornice normativa stabile che consenta di programmare nel tempo la messa in sicurezza degli edifici, sostenere le famiglie e le attività economiche e definire procedure certe per la gestione delle emergenze.