“Sinner, una differenza da Djokovic. E migliorerà ancora! Ecco come”: Garbin sicura
14 luglio 2026, 08:09
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Buongiorno Tathiana Garbin. L’Italia, non solo del tennis, si sta godendo il fenomeno Sinner. Lei dove l’ha vista la finale di Wimbledon contro Zverev? “Alla televisione, da casa mia e mi spiace non essere stata lì in presenza. Purtroppo Jasmine Paolini si era fermata ai quarti di finale dopo un grande torneo. Sono felice della vittoria di Jannik, non è stato affatto facile”.
"Zverev, non me l'aspettavo"
Si può dire che ha battuto il miglior Zverev mai visto? “Assolutamente sì, sono sincera e non mi aspettavo questo livello di tennis da parte sua, soprattutto questa superficie, pensavo avesse bisogno di più tempo per esprimersi con questa scioltezza. Avevo timore del suo dritto, per cui nei primi tre set ha dimostrato di essere un fortissimo numero 2. Ma Sinner ha fatto vedere di essere superiore a livello di tennis, fisico e di tenuta mentale: quindi ha dimostrato che c’è ancora un gap importante”.
L’ha guardata o se l’è gustata? Un conto è vederla da tifosa, un altro da addetto ai lavori... “Io quando ci sono i tennisti italiani sono sempre coinvolta da tifosa. Mi piace guardare il bel tennis ma se c’è l’azzurro non riesco a non emozionarmi. Dal bel gioco nascono passioni che non si possono allontanare. Anzi...”.
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Tutte le news di Tennis"Wimbledon, l'aurea che si percepisce..."
Entrare a Wimbledon cosa significa, che aria si respira? “L’aurea che si percepisce nell’evento è particolare, un mondo a sé. Ci sono situazioni che colpiscono. Per esempio le sedie vecchie e antiche a fianco delle tribune iper innovative e tecnologiche. Una commistione fantastica e affascinante. Ma la vera differenza è il grande silenzio che si coglie durante lo svolgimento del punto. Un silenzio quasi assordante. Negli altri tre Slam non è così, sono più rumorosi. Istanti unici a Londra”.
Da ex tennista e ormai da 10 anni capitana della Nazionale femminile, cosa la colpisce di più del giocatore Jannik? “Mi colpisce molto la sua maturità, la sua presenza mentale. Il tennis ti mette in evidenza il saper dimenticare velocemente cosa è appena successo per riportarti al presente. E lui riesce a svolgere questa azione in maniera esemplare. E lo fa con una maturità tale che è davvero impressionante. Lo stesso Nole, che lavora tantissimo su se stesso, fa emergere momenti di rabbia e frustrazione. Lui no, pare una macchina che viaggia in un’altra dimensione. Questo è quello che fa più riflettere. A questo abbino anche la sua grande umanità. A volte lo incontro nei corridoi. Mai una volta in cui non si fermi per chiedermi come va. Non è cambiato, è rimasto la stessa persona che abbiamo conosciuto quando era un ragazzino”.
Per quella sua educazione accompagnata dai modi gentili ha qualcosa del ragazzo di una volta? “Sì, è qualcosa di anacronistico. Io credo che nel tennis abbiamo tanti altri esempi belli: da Musetti a Cobolli e Vavassori per citarne alcuni. Grande educazione. E questo è merito delle famiglie per come hanno saputo crescerli”.
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Tutte le news di Tennis"Con lui un kick efficace anche sull'erba"
Sinner è il numero 1 per distacco del ranking mondiale. C’è chi sostiene che abbia ancora margini di miglioramento. Secondo lei è possibile e in quali settori? “È migliorato molto nel servizio, ha dimostrato che si può usare il kick anche sull’erba in maniera efficace. Mi aspetto che il suo prossimo miglioramento sarà di scendere più sovente a rete. Piccoli accorgimenti che lo faranno crescere ancora molto”.
Le vittorie sono frutto del lavoro col team. Cosa deve fare uno staff quando ha a disposizione un talento del genere? “Conta su uno staff di grande esperienza. Ognuno lavora nel campo di pertinenza ma tutti hanno gli stessi valori e si vede che vivono all’unisono, stemperando le situazioni per cercare di far vivere a Sinner con la giusta leggerezza tutti i momenti del lavoro. Riuscire a mettere ciò che sei in quello che fai è bellissimo: Jannik ci riesce e il suo staff pure”.
Prima di Wimbledon, nella testa dei tifosi e di Jannik, le l'infortunio fisico era ben presente. Quanto deve aver pesato nella testa dell’azzurro? “Credo non poco e lo staff ha gestito il tutto in maniera perfetta. Si è colto sin dalla prima partita la volontà di farlo vivere nella maniera più tranquilla possibile. Dalla borsa del ghiaccio in campo a tante altre piccole novità”.
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Tutte le news di Tennis"Il calendario non aiuta"
A proposito di condizione e forma, sono sempre più numerosi i giocatori che si fermano per infortuni assortiti. Qual è la causa? Si gioca troppo a un livello sempre più intenso? “Il calendario non aiuta. Il tempo di allenamento è sempre più ridotto. Ai miei tempi in inverno si lavorava due mesi. Ora è impossibile per cui è difficile non rincorrere i tornei e pianificare al meglio la crescita della propria condizione”
Si sono registrate le prime mosse per ridurre la presenza del doppio. Cosa ne pensa? “Nooo. Non sono favorevole. Il doppio è una specialità bella che aiuta anche i singolaristi. Offre un tennis più vario e veloce che attira i tifosi. Il doppio emoziona, non deve essere messo in disparte!”.
Veniamo alle ragazze del tennis. Che momento stiamo attraversando? “Abbiamo ritrovato una grande Jasmine dopo un inizio difficile in cui ha dovuto assorbire e metabolizzare i cambiamenti introdotti per tramutarli in tennis efficace e risultati. Poi una Grant splendida che ha centrato il tabellone di Wimbledon e passato il primo turno. Una Cocciaretto che nonostante gli acciacchi fisici avanza e una Errani incontenibile. Per la nostra Billie Jean King Cup che difenderemo a settembre in Cina le mie ragazze daranno il meglio”.
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Tutte le news di TennisBuongiorno Tathiana Garbin. L’Italia, non solo del tennis, si sta godendo il fenomeno Sinner. Lei dove l’ha vista la finale di Wimbledon contro Zverev? “Alla televisione, da casa mia e mi spiace non essere stata lì in presenza. Purtroppo Jasmine Paolini si era fermata ai quarti di finale dopo un grande torneo. Sono felice della vittoria di Jannik, non è stato affatto facile”.
"Zverev, non me l'aspettavo"
Si può dire che ha battuto il miglior Zverev mai visto? “Assolutamente sì, sono sincera e non mi aspettavo questo livello di tennis da parte sua, soprattutto questa superficie, pensavo avesse bisogno di più tempo per esprimersi con questa scioltezza. Avevo timore del suo dritto, per cui nei primi tre set ha dimostrato di essere un fortissimo numero 2. Ma Sinner ha fatto vedere di essere superiore a livello di tennis, fisico e di tenuta mentale: quindi ha dimostrato che c’è ancora un gap importante”.
L’ha guardata o se l’è gustata? Un conto è vederla da tifosa, un altro da addetto ai lavori... “Io quando ci sono i tennisti italiani sono sempre coinvolta da tifosa. Mi piace guardare il bel tennis ma se c’è l’azzurro non riesco a non emozionarmi. Dal bel gioco nascono passioni che non si possono allontanare. Anzi...”.
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