«Siete troppo rumorosi». E i vicini del piano di sotto li prendono a bastonate: una coppia finisce in ospedale a Perugia

Una settimana fa, non erano nemmeno le otto, mamma, padre, i due figli minori e il cane di famiglia stavano uscendo di casa, chi per andare al lavoro, chi a scuola e chi a passeggiare. Ma arrivati al portone, hanno raccontato, sono stati aggrediti da due vicini, padre e figlio di origini macedoni, prima a botte e poi a bastonate, tra insulti irripetibili soprattutto alla donna.

E adesso, dopo una settimana, mentre papà e mamma, peruviani, sono ancora acciaccati per fratture e lesioni, chiedono aiuto, soprattutto per i due figli, di 14 e 15 anni: «Ora hanno paura di uscire. Sono terrorizzati e per giorni non sono neanche voluti andare a scuola per il timore di incontrare i vicini del piano di sotto».

Le denunce

Ecco quello che sta succedendo in un condominio del Girasole, a San Mariano, dopo l'aggressione secondo i loro racconti subita da un'intera famiglia da parte dei vicini che si lamentano continuamente dei rumori dall'appartamento all'ottavo piano. Una convivenza difficile, con cinque denunce da parte dei peruviani a cui i macedoni hanno risposto immediatamente, in una sequenza speculare di querele e di versioni.

Va detto, infatti, che anche padre e figlio con tanto di referto del pronto soccorso hanno raccontato di essere stati aggrediti all'improvviso e di aver riportato ferite dopo la mezz'ora di botte da orbi che ha terrorizzato un intero condominio di oltre venti famiglie. Con le immagini della violenza diventate virali, dopo che il figlio 14enne dei peruviani ha ripreso tutto con il cellulare, mentre gridava di smettere e chiedeva aiuto a squarciagola.

Il finale è stato di prognosi di 30 e 35 giorni, tra lesioni a braccia e gambe per lui, contusioni, fratture del metatarso, di una falange e dell'orbita di un occhio per lei, mentre gli altri due, assistiti dall'avvocato Antonio Cozza, hanno riportato lesioni al collo e a una spalla.

Dopo l'inizio della violenza, il peruviano ha raccontato di essersi difeso con un pezzo di legno e i macedoni insistono sulla presenza di un coltello che il vicino invece spiega come utensile che stava portando al lavoro per il pranzo.

Insomma, versioni completamente discordanti - tanto che i carabinieri intervenuti hanno parlato di rissa - per cui di certo resta al momento, mentre gli accertamenti e la giustizia faranno il loro corso, una situazione per cui due ragazzini non vogliono più uscire di casa.

«Quando siamo tornati dall'ospedale - racconta la donna che ha certamente avuto la peggio - ci hanno detto che non volevano più andare a scuola. Ed è un peccato, perché sono bravi. Ma è la seconda volta che soprattutto il più piccolo assiste a una loro aggressione. Era già accaduto a giugno, ma da un anno e mezzo che quella famiglia abita sotto di noi almeno quattro volte ci hanno aggredito.

Mi insultano se vado a portar fuori il cane, mi inseguono con l'auto, mi dicono parole terribili e ora se i ragazzi escono chiedono di essere presi fermata dell'autobus, per non rientrare da soli». La coppia racconta di come anche altri vicini, nel tempo, siano stati assaliti verbalmente e fisicamente dalla famiglia in cui il padre dice di sentire continuamente rumori dagli appartamenti vicini.

Lavora di notte e ha bisogno di dormire dal pomeriggio fino alle 23. «Viene a casa, tira calci alla porta, urla e ci minaccia - insiste la donna - perché esco con il cane o faccio una lavatrice. Io faccio di tutto per non fare rumore ma non si può vivere così. Anche gli altri vicini lo sanno ma hanno paura delle rappresaglie».

«Vogliamo solo che vengano allontanati da questo condominio, dove noi viviamo da 20 anni», chiude il marito, attualmente immobilizzato a casa.

«Sono una famiglia pacifica, non hanno mai creato problemi», ribadisce l'avvocato Francesco Mangano che li assiste, in attesa di capire cosa succederà con le denunce. In una situazione che al Girasole sta diventando esplosiva.

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