Siccità, nuove misure per gestire l'acqua in Trentino: “I Consorzi

TRENTO. Siccità, in Trentino confermato il livello medio di severità idrica e la Provincia introduce delle misure per “razionalizzare la fruizione delle risorse idriche”. A confermarlo sono le autorità provinciali, che a fronte dell'attuale situazione di severità idrica hanno dato il via libera a un provvedimento ad hoc proposto dall'assessore Mattia Gottardi.

La misura, dice la Pat, consente ai Consorzi di bonifica e ai Consorzi di miglioramento fondiario di chiedere, in presenza di determinate condizioni, una rimodulazione temporanea del deflusso minimo vitale (Dmv), cioè della quantità d'acqua che deve rimanere nei corsi d'acqua a valle delle opere di presa per salvaguardare l'equilibrio ambientale e la sopravvivenza della fauna ittica.

“Il provvedimento – scrive Piazza Dante – si inserisce nel quadro di criticità attuale nel Nord Italia, determinato dalle ondate di calore che hanno interessato il nostro territorio a partire dallo scorso giugno, dai ridotti apporti di neve in quota dello scorso inverno e dalle scarse precipitazioni primaverili ed estive”.

La possibilità riguarda i consorzi le cui concessioni prevedono il rilascio del deflusso minimo vitale attraverso appositi manufatti regolabili: “Per ottenere la rimodulazione – sottolineano le autorità – dovranno dimostrare di avere già attivato tutti i sistemi e gli accorgimenti disponibili per ridurre il consumo di acqua e presentare una relazione con i dati sulle portate disponibili, sul fabbisogno minimo delle colture e sull’eventuale presenza di altre fonti di approvvigionamento. La riduzione potrà essere effettuata assicurando comunque un flusso sufficiente a tutelare la fauna ittica, informando puntualmente l’associazione pescatori titolare del diritto di pesca. I consorzi dovranno monitorare costantemente la situazione ambientale del corso d’acqua e ripristinare immediatamente il precedente livello di rilascio qualora emergano problemi. Per i corsi d’acqua non compresi nell’apposito elenco individuato dalla Provincia, sarà necessaria una verifica puntuale, anche attraverso sopralluoghi e misurazioni delle portate da parte di Appa, che dovrà esprimere il proprio parere favorevole”.

Le misure resteranno in vigore fino al ritorno a una situazione di bassa severità idrica e comunque non oltre il 30 settembre 2026.

“Nella seduta odierna, la Giunta ha inoltre approvato l'accordo con la Regione Lombardia – continua la Pat – per l'erogazione di volumi idrici aggiuntivi nel bacino del Chiese nel biennio 2026-27, per un massimo di 10 milioni di metri cubi di acqua dagli invasi idroelettrici di Malga Bissina e Malga Boazzo per ciascuna stagione irrigua, in ragione delle difficoltà del comparto agricolo bresciano e mantovano nel soddisfare i propri fabbisogni irrigui. Il rilascio dei quantitativi aggiuntivi andrà a beneficio degli utilizzatori delle acque del lago d'Idro”.

L'Osservatorio delle Alpi Orientali ha poi confermato il livello medio di allerta per la potenziale carenza idrica nel bacino dell'Adige e del Brenta per il territorio del Trentino Alto Adige, portando invece il livello ad alto in Veneto. Nei giorni scorsi, l'Osservatorio del Po ha convalidato il livello alto per il proprio bacino (in cui confluiscono anche i due corsi d'acqua trentini del Chiese e del Sarca).

Restano valide – dice in conclusione la Provincia – le indicazioni rivolte a cittadini, settore agricolo e gestori per un uso consapevole e parsimonioso della risorsa idrica. Al riguardo, si rinnova l'invito a limitare i consumi non indispensabili, in particolare per l'irrigazione di giardini e aree verdi, il lavaggio di cortili e piazzali e il lavaggio privato delle auto”.