Siccità, colpi di calore e maltempo hanno messo a dura prova le api
Al netto delle problematiche legate al maltempo e ai colpi di calore, il bilancio finale, spiega Facchinelli, può essere considerato di tenuta e in alcuni casi migliore di altri anni. Fondamentale, in questo momento, continua a rimanere l'attenzione della popolazione
TRENTO. Sole e siccità, l'annata apistica in Trentino non è stata semplice ma nonostante le tante difficoltà il settore sembra riuscire a tenere. A dircelo è Marco Facchinelli, presidente degli apicoltori trentini, l'associazione che riunisce oltre 340 soci.
In Trentino, come nel resto del Paese, si è assistito ad un avvio di stagione promettente grazie a temperature miti. Purtroppo, però, i successivi sbalzi termici, le prolungate ondate di calore a cui abbiamo tutti assistito e i repentini episodi di forte maltempo, hanno messo sotto pressione le api, compromettendo fioriture e disponibilità di nettare. “La parte inziale della stagione è stata molto positiva – ci spiega Facchinelli – e le condizioni che si erano create avevano permesso le api di bottinare”.
E' il caso, per esempio, dell'acacia che il maltempo ne ha compromesso la produzione. Ben diversa, invece la situazione, per i Mille Fiori e la Melata. “Abbiamo avuto un'estate calda e per quanto riguarda queste ultime due produzioni è andata davvero bene” spiega Facchinelli. “I risultati ci sono stati sia a livello collinare ma anche in montagna. Abbiamo api a 1500 o 1700 metri e le temperature in quota sono state parecchio gradevoli contribuendo all'attività delle api e la loro produzione di miele”.
Male per il miele di castagno a causa dei forti colpi di calore. “Purtroppo – continua il presidente degli apicoltori trentini – gran parte dei fiori sono stati bruciati dalle ondate di calore e la produzione che si è registrata è al di sotto delle attese”.
Al netto delle problematiche legate al maltempo e ai colpi di calore, il bilancio finale, spiega Facchinelli, può essere considerato di tenuta e in alcuni casi migliore di altri anni. Fondamentale, in questo momento, continua a rimanere l'attenzione della popolazione.
“La concorrenza è altissima e anche da fuori dell'Italia – ci spiega Marco Facchinelli – e per questo l'invito che noi tutti facciamo ai cittadini è quello di comprare miele trentino. Solo in questo modo possono aiutare un settore importante per il territorio ma possono aiutare anche tanti giovani che si stanno avvicinando a questa attività e dare fiducia”.