«Siamo in quattro a scuola con il niqab»: la reazione della studentessa 16enne al nuovo divieto
MONFALCONE (GORIZIA) - Ha 16 anni, è nata e cresciuta a Monfalcone e ogni mattina entra a scuola indossando il niqab. «È una scelta personale e libera», racconta. Ma dal governo è appena arrivato lo stop al volto coperto negli istituti scolastici e lei non sembra intenzionata a trasformarlo in uno scontro: «Quando uscirà la legge, ci adegueremo».
La studentessa frequenta l'Isis Pertini di Monfalcone e ha raccontato la propria esperienza all'ANSA pochi minuti prima del suono della campanella. Nella sua scuola, spiega, non è l'unica: «Siamo in quattro a indossarlo».
Per entrare nell'istituto è già prevista una procedura di riconoscimento che permette di verificare l'identità delle alunne che hanno il volto coperto.

«A scuola mi sento integrata»
La ragazza rivendica la propria scelta ma soprattutto respinge l'idea che il niqab rappresenti per lei un ostacolo nei rapporti con gli altri. «Nella nostra religione c'è gente che si mette il velo, c'è chi decide di coprirsi anche la faccia, ma c'è anche chi si veste normalmente, magari con maglietta e jeans. È una scelta personale e libera», spiega.
Una scelta che, aggiunge, «non preclude la socialità». La sedicenne racconta di avere molte amiche, non soltanto ragazze originarie del Bangladesh, e ribadisce: «Qui mi sento integrata». Monfalcone è una città nella quale circa il 30% dei residenti ha cittadinanza straniera, con una forte presenza della comunità bengalese.
Il decreto approvato dal governo
Le parole della studentessa arrivano all'indomani del via libera del Consiglio dei ministri al nuovo decreto sulla scuola, che contiene anche il divieto di presentarsi negli istituti con il volto coperto da burqa o niqab. La sedicenne conosce la novità. E alla domanda su cosa farà quando le nuove disposizioni entreranno in vigore risponde semplicemente: «Quando uscirà la legge, ci adegueremo».
Davanti all'Isis Pertini, intanto, altre studentesse raccontano una quotidianità nella quale il velo non sembra rappresentare una barriera nei rapporti tra compagni. «Qui il processo di integrazione è ben avviato», sostiene una ragazza del quarto anno dell'indirizzo socio-sanitario. Un'altra studentessa conferma che durante la ricreazione i gruppi si formano «non divisi per nazionalità, piuttosto per amicizia». E anche di fronte alle compagne che scelgono di coprire il volto, una studentessa del secondo anno dell'indirizzo turistico dice: «Non mi sento a disagio, è una scelta personale».