Si muovono le istituzioni: "Serve una cabina di regia. La qualità va tutelata"

I deputati Rossi (Pd), Gadda (IV) e Nevi (FI): "Patto per superare le difficoltà"

I deputati Rossi (Pd), Gadda (IV) e Nevi (FI): "Patto per superare le difficoltà"

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"Parliamo della ristorazione collettiva come di un settore essenziale per la comunità, ma purtroppo non viene ancora trattato come tale". La denuncia di Alessio Bordone, group chief Sales Officer di Cirfood, risuona nella cornice del Cirfood District, durante la quarta edizione del summit dal titolo "Tra diritti e doveri, come continuare a garantire la qualità dei servizi?". Un appuntamento che ha messo attorno al tavolo imprese, istituzioni e rappresentanti della filiera agroalimentare per sciogliere un nodo fondamentale: garantire la sostenibilità economica del welfare pubblico senza sacrificarne la qualità.

I numeri del comparto descrivono un settore fondamentale per il Paese: ogni anno la ristorazione collettiva garantisce circa 800 milioni di pasti, occupando 100.000 persone (di cui l’85% donne e l’89% con contratto indeterminato) e generando quasi 5 miliardi di fatturato. Un settore che copre quasi il 70% di scuola e servizi socio-sanitari. Tuttavia, il quadro economico appare squilibrato. A fronte di costi crescenti legati alle materie prime, all’energia e al lavoro, e di richieste qualitative sempre più elevate, i prezzi medi dei pasti – fermi a poco più di 5 euro – e le risorse messe a disposizione dalle stazioni appaltanti restano rigidi. Il rischio è che la compressione dei margini riduca la capacità d’innovazione e la qualità del sistema welfare, indebolendo i servizi essenziali. Per superare l’impasse, servono regole applicabili, corrispettivi economici sostenibili e dialogo costante con le amministrazioni.

Sulla stessa linea d’onda si inserisce il dibattito parlamentare e istituzionale. L’assessora Marwa Mahmoud ribadisce la funzione profonda della ristorazione scolastica: "Il pasto a Reggio Emilia ha un valore educativo profondo. Moltissimi bambini mangiano a scuola quello che a casa non mangiano, ed è fondamentale che, a prescindere dal background socioeconomico, tutti possano accedere a un pasto sano e completo".

È stata poi la volta dei deputati della Camera Andrea Rossi (Pd), Maria Chiara Gadda (Italia Viva) e Raffaele Nevi (FI), che sono intervenuti per affrontare il tema strategico della ristorazione collettiva, evidenziando come la politica tenda a darla per scontata e a sottovalutarne il peso sociale ed economico. Per superare la frammentazione istituzionale e le difficoltà legate all’inflazione, i parlamentari hanno proposto strumenti concreti di coordinamento – come l’istituzione di cabine di regia e mozioni condivise in Commissione Agricoltura per dare voce agli operatori e tutelare l’intera filiera agroalimentare, colpita dai rincari energetici e climatici – oltre che un "patto repubblicano" per tutelare stabilmente il settore, la filiera agricola e il benessere delle future generazioni. L’obiettivo del summit è condiviso: trasformare il riconoscimento del valore sociale del settore in azioni concrete, affinché innovazione, giusta remunerazione della filiera e qualità restino accessibili alle generazioni d’oggi e domani.

r.d.

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