Sfratti a Garbatella e Marconi, persino una centenaria rischia la casa: municipio e partiti uniti contro Cassa Forense

Non cala l'attenzione sul destino degli inquilini di Cassa Forense, proprietaria di immobili che sono confluiti oltre 10 anni fa nel Fondo Cicerone. In XI municipio, quello di Magliana, è stata approvata all'unanimità una mozione firmata da esponenti di tutte le forze politiche, anche di opposizione, contro gli sfratti e la disdetta dei canoni. 

Il contesto è ormai noto. Tra via Luigi Rava e viale Marconi in XI municipio e via Badoero a Garbatella (VIII), decine di storici inquilini sotto contratto con Cassa Forense hanno visto disdetti gli affitti, o sono finiti sotto sfratto. Il caso più clamoroso è quello della signora Pina, centenaria, inquilina di via Badoero, che ha ricevuto la visita dell'ufficiale giudiziario il 9 luglio. Lo sfratto è stato sospeso e rimandato a ottobre. 

Nel caso di viale Marconi, l'obiettivo della proprietà è quello di realizzare uno studentato insieme a Cassa Depositi e Prestiti e Inps. Su via Rava e via Badoero restano dei dubbi. Il Fondo Cicerone, in una nota inviata a RomaTodayil 9 luglio, non ha esplicitato i motivi della strategia immobiliare, se non quella di “ristrutturare gli appartamenti per poi affittarli nuovamente”. C'è da dire, però, che questa intenzione era riferita esclusivamente alle palazzine di Garbatella. 

L'atto politico del centrosinistra

In ogni caso, la situazione è stata presa in carico anche dalla politica. Il 9 luglio il sit-in di solidatietà per la signora Pina ha visto la presenza anche dei partiti di centrosinistra. Gli stessi che, insieme a M5S e FdI, hanno firmato la mozione di Demos presentata in XI municipio. La prima firma è di Enrico Vulpiani: “Le istituzioni si facciano carico morale per intercedere con la proprietà, affinché vengano trovate soluzioni concrete per le persone che rischiano di essere messe fuori casa. Non capiamo perché, se il Fondo ristruttura le case per poi riaffittarle, non debba tenere dentro le famiglie che ci sono anche da 50 anni” si chiede l'esponente di Demos. 

“Allontanamento forzato è ferita grave”

L'iniziativa di Demos parte dai casi di via Rava e viale Marconi, ma abbraccia tutta Roma e oltre: "La trasformazione della casa da bene primario a mero strumento di rendita finanziaria sta producendo effetti devastanti in numerose città europee e italiane. L'aumento dei canoni di mercato rende di fatto impossibile a molti cittadini reperire una soluzione abitativa alternativa nel medesimo territorio. L'allontanamento forzato di anziani e residenti storici dai quartieri nei quali hanno costruito relazioni sociali, familiari e di mutuo aiuto rappresenta una grave ferita per la coesione
delle comunità locali" si legge nella mozione. Che poi affonda il colpo: "Appare particolarmente grave che soggetti nati con finalità previdenziali e di interesse
collettivo possano concorrere, direttamente o indirettamente, alla creazione di situazioni di disagio abitativo e marginalizzazione sociale". 

L'invito senza risposta

Un attacco frontale, che vede allineati tutti i partiti del territorio. Ma a oggi di incontri non ne risultano all'orizzonte. Nel frattempo gli inquilini di via Luigi Rava hanno organizzato un pranzo il 1° agosto, per celebrare il senso di comunità e la storia di tante famiglie che vivono i palazzi da decenni. Sono stati invitati anche Cassa Forense e Fabrica Immobiliare, società del gruppo Caltagirone che controlla il Fondo Cicerone. Ma non è ancora arrivata risposta.