Semiconduttori, veto di Washington ad Apple: "No ai chip cinesi per l'iPhone"

L'amministrazione guidata da Donald Trump interviene a gamba tesa sulle strategie di approvvigionamento di Apple, ponendo un alt deciso all'ipotesi che la casa di Cupertino acquisti chip di memoria dalla Cina per i propri dispositivi. La mossa si inserisce nel contesto della forte pressione sulla supply chain tecnologica mondiale, sferzata dall'esplosione della domanda di microprocessori necessari ai data center dedicati all'intelligenza artificiale, un fenomeno che sta facendo schizzare i prezzi alle stelle.

Antitrust, avviata indagine su Apple per servizi cloud

Antitrust, avviata indagine su Apple per servizi cloud (Pixabay)

La posizione della Casa Bianca è stata esplicitata dal segretario al Commercio americano Howard Lutnick in un'intervista al Wall Street Journal. A margine di una visita allo stabilimento produttivo di Apple a Houston, Lutnick ha chiarito che l'amministrazione non è affatto favorevole a questa opzione e ha confermato di aver trasmesso il messaggio ai vertici del colosso tecnologico in modo "inequivocabile". "Ci devono essere altre soluzioni al problema della memoria, ma non è positivo che le aziende americane utilizzino memoria cinese", ha dichiarato il segretario.

Apple stava valutando la possibilità di testare i chip di memoria realizzati dai produttori cinesi CXMT (ChangXin Memory Technologies) e Yangtze Memory Technologies (YMTC), in vista di un loro potenziale inserimento nei dispositivi destinati al mercato cinese. Altre aziende del settore informatico, come HP e Acer, hanno già iniziato a integrare componenti CXMT sui laptop commercializzati fuori dagli Stati Uniti.

Casa Bianca a Washington

Casa Bianca a Washington (ansa)

La normativa statunitense impone ai gruppi americani di richiedere un'apposita licenza governativa prima di condividere dettagli e specifiche di prodotto con CXMT e YMTC, passaggio indispensabile qualora i produttori cinesi dovessero realizzare chip personalizzati su misura per l'iPhone. Apple resterebbe invece libera di acquistare componenti standard e di negoziarne i costi, ma la linea politica di Washington punta in un'altra direzione: Donald Trump spinge infatti per un deciso consolidamento della produzione nazionale di semiconduttori, mettendo al centro del piano strategico colossi statunitensi come Intel.