Seltsam: «Sono un eterno secondo, ma per me la musica è rivalsa e libertà. Un sogno? Arrivare finalmente a Sanremo»
Ci sono giornate talmente storte che trovare un modo per raccontarle diventa quasi impossibile. E allora, quando le parole non bastano, può arrivare una canzone. È quello che ha fatto Lorenzo Giovanniello, conosciuto da tutti come Seltsam, cantautore romano che è riuscito a ritagliarsi un suo spazio nel panorama musicale italiano, soprattutto dopo aver partecipato a Sanremo Giovani, fermandosi a un passo dall’Ariston.
Proprio la delusione per la gara e lo stato di salute del suo cane Ettore si sono trasformati nel suo ultimo brano “Giornata di merda”: un titolo diretto e ironico, proprio come il modo in cui il 25enne ha scelto di affrontare quel momento. «Sono un cantautore e scrivo ciò che sento, mi sono sfogato con una canzone. Non c’erano mezzi termini con cui scriverla», dice a Leggo.
Il nome d’arte

Del resto, già il nome con cui si presenta sul palco racchiude una delle contraddizioni che caratterizzano il suo percorso. “Seltsam” è un soprannome che utilizza da circa cinque anni e che, inizialmente, era stato pensato per una band: «L’abbiamo trovato in un testo di una poesia tedesca, con traduzione italiana, e vuol dire "strano" ma al tempo stesso "meraviglioso"». A colpirlo è stato proprio il contrasto contenuto in quella parola, perché dietro al nome d’arte non c’è il tentativo di costruire un personaggio distante dalla realtà: «Alla fine sono un ragazzo normale che vive in un quartiere normalissimo di Roma, Tor Marancia».
Dopo Sanremo Giovani

E quella normalità è rimasta anche dopo l’esperienza di Sanremo Giovani, da cui hanno avuto accesso all’Ariston Angelica Bove e Nicolò Filippucci. La finale per Seltsam, dove si è presentato con il singolo “Scusa Mamma”, è stata un momento di grande esposizione, ma anche di tensione: «Per me è stato bellissimo, altrettanto stressante. Mi considero un eterno secondo».
Non nasconde di aver sperato nella favola: arrivare da sconosciuto e conquistare il posto alla kermesse musicale: «Questo mestiere non è fatto solo di sogni, ma anche di tante realtà».L’eliminazione, però, non è diventata una battuta d’arresto. Anzi, gli ha permesso di capire meglio quali siano i suoi punti di forza. «Ho preso tanta consapevolezza, oggi sono più sicuro dei miei mezzi», ammette. Un’esperienza che, infatti, gli ha lasciato qualcosa di più grande: la consapevolezza di poter arrivare a un pubblico sempre più ampio. «La mia rivalsa è stata far vedere che un ragazzo tanto semplice è riuscito a costruire qualcosa di così grande. Tanti giovani mi hanno scritto che sono stato di ispirazione per loro, anche se mi sento il solito pischello di quartiere».
La famiglia, il suo punto fermo

Dopo il contest, il cantautore ha avuto anche il tempo di fermarsi e ritrovare il proprio equilibrio: «Da gennaio a marzo ho avuto tempo per ricentrarmi, anche grazie alla mia famiglia che mi ha permesso di rimanere con i piedi per terra». La stessa che, del resto, lo ha avvicinato alla musica: durante i viaggi in macchina insieme a suo padre, Lorenzo ascolta artisti e generi differenti. Nonostante i suoi genitori svolgano professioni completamente diverse dalla sua: la mamma è magistrata, mentre il papà è avvocato. Percorsi professionali che lo hanno portato, prima della musica, a laurearsi in Giurisprudenza all’Università Roma Tre. «Sono sempre stati molto presenti, senza essere ingombranti – continua –. A me e a mia sorella hanno insegnato la libertà».
Un sogno nel cassetto
Oggi Seltsam continua a fare musica: «Per me è libertà, ma anche rivalsa quando bisogna interfacciarsi con il mercato. Sono un cantautore e quindi scrivo ciò che sento, non quello di cui si ha bisogno». Non è un caso se, per diverse settimane, ha scelto di allontanarsi da tutti per andare a Capalbio, in Toscana, per lavorare alle canzoni del suo primo album. Con in testa, però, un unico grande sogno: «Poter finalmente fare un Festival di Sanremo».
Ultimo aggiornamento: giovedì 13 agosto 2026, 05:00
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