Se il futuro della danza è già qui - L'Unione Sarda.it
L’evento.
10 ottobre 2026 alle 00:36
In scena gli allievi dell’Accademia Teatro alla ScalaSarà il Teatro Massimo di Cagliari a ospitare, martedì, gli allievi della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala, diretta da Frédéric Olivieri, per una serata dedicata alla danza, inserita nel programma del Festival Multidisciplinare Sardegna, organizzato dall’Associazione Enti Locali. Un appuntamento che porta sul palcoscenico cagliaritano il talento, la disciplina e l’energia di una nuova generazione di danzatori, formati in una delle più autorevoli istituzioni della danza italiana. Una serata pensata come un viaggio attraverso linguaggi, stili e sensibilità differenti, capace di unire la tradizione della grande scuola italiana con lo slancio e la vitalità dei giovani interpreti.
Gli “Under 19”
Sotto i riflettori, alle 21, saliranno gli “Under 19”, gli allievi della Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala, ballerini junior impegnati in un percorso di formazione tra i più accreditati a livello internazionale. Danzatori giovani ma già capaci di esprimere sulla scena una maturità artistica sorprendente, che raccontano attraverso il corpo la disciplina e la passione di una professione costruita giorno dopo giorno. Il loro percorso nasce dalla conoscenza rigorosa del vocabolario del balletto classico-accademico, ma si apre costantemente alla contemporaneità, alla sperimentazione e a differenti modalità di intendere il movimento. È proprio nell’incontro tra tradizione e nuovi linguaggi che prende forma una formazione capace di accompagnare questi giovani artisti verso la complessità della danza. Un percorso fortemente sostenuto dalla direzione di Frédéric Olivieri, figura di riferimento della formazione coreutica contemporanea, che ha arricchito il cammino degli allievi anche attraverso masterclass e incontri con alcuni tra i danzatori e coreografi più affermati della scena attuale.
Il programma
Il programma della serata restituisce pienamente questa apertura. Accanto a un grande titolo del repertorio classico come “Paquita”, nella celebre coreografia di Marius Petipa, padre del balletto accademico, saranno presentate due creazioni rappresentative della danza contemporanea: “Rossini Cards” di Mauro Bigonzetti e “Bolero X” di Shahar Binyamini. Tre mondi coreografici differenti, dunque, riuniti in un unico spettacolo per mostrare la straordinaria ricchezza della danza e il dialogo possibile tra il grande repertorio e la ricerca contemporanea.
I balletti
Apre la “Suite dal Divertissement” di “Paquita”, rimontata da Tatiana e Leonid Nikonov sulla versione creata da Marius Petipa nel 1881 con le musiche di Ludwig Minkus. Ambientata nella Spagna napoleonica, l'opera narra la complessa storia d’amore tra la gitana Paquita, ignara delle sue nobili origini, e l'ufficiale Lucien. Il cuore della suite è il pas de deux sull’adagio della coppia principale, Lucien e Paquita. Un passo a due che richiede una tecnica di notevole maturità, in cui la serrata sintassi accademica si sposa con le trame geometriche delle quattordici ballerine che compongono il corpo di ballo. Il finale, tra i virtuosismi delle variazioni di Lucien e Paquita e la travolgente Coda, impegna gli allievi negli sfavillanti piqués taquetés e nei classici fouettés en tournant, restituendo tutta la brillantezza della grande tradizione classica.
Si passa poi al contemporaneo con estratti da “Rossini cards”), un lavoro dinamico e rigoroso che sposa la vitalità dei giovani interpreti con il ritmo incalzante delle musiche di Rossini. L'inizio è affidato a un assolo femminile tormentato sull'Andante della Sonata n. 2 in La minore per archi e un terzetto giocato su ardite elevazioni sull'Allegro della stessa sonata. Dopo un secondo assolo sulle punte sul Prélude fugassé e un accenno ironico alla passione di Rossini per la cucina, il pezzo esplode nel finale corale sull'Ouverture de “La gazza ladra”, con tutti i ballerini sul palco in giacca, pantaloni e basco nero. Chiude lo spettacolo “Bolero X “ di Shahar Binyamini, ripreso da Walter Madau. Creato nel 2022 a Seul, il brano rivela la cifra stilistica dell’ex danzatore della Batsheva Dance Company, noto anche per le sue ricerche sulle connessioni tra danza e scienza al Weizmann Institute ed oggi fra i coreografi più ricercati della nuova generazione. Sul celebre e ostinato ritmo di Maurice Ravel, gli allievi danno vita a un travolgente crescendo collettivo: una coreografia ricca di torsioni, spirali e tensioni fisiche che trasforma la musica in una potente celebrazione dell'energia vitale, della natura e del movimento ( red. spett. ).
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