Scuola, gli stranieri in Italia sono l'11,6%: Milano e Roma davanti a tutti. Meloni: «Gli italiani non saranno minoranza»
Un tetto agli studenti stranieri per classe, l'obbligo di imparare l'italiano per i genitori di quelli con problemi gravi di inserimento scolastico, il divieto di burqa e niqab a scuola: nella domenica della Pontida leghista e della kermesse sovranista di Futuro nazionale, quasi come fosse un rilancio della sfida a destra sui temi securitari e identitari, Giorgia Meloni piazza l'annuncio di un provvedimento imminente in Consiglio dei ministri, per affrontare «una questione di civiltà».
Cosa ha detto Meloni
A metà del suo discorso Meloni rivela che «sta per arrivare in Cdm» il provvedimento che Valditara aveva prospettato ad agosto. Il divieto di velo integrale è stato proposto nei mesi scorsi da FdI e dalla Lega, ed era tra gli impegni di una risoluzione di Futuro nazionale approvata dalla commissione Cultura della Camera. Ora il governo lo vuole introdurre anche con il tetto agli alunni stranieri. «Non esiste che in classe a sentirsi in un angolo siano bambini italiani perché sono diventati la minoranza», alza la voce Meloni.
E poi: «A scuola si va a viso scoperto e in Italia nessuno, in nome di una vera o presunta tradizione, può decidere che una giovane donna debba nascondersi. La parità uomo-donna non è negoziabile».
Quanti sono i giovani stranieri a scuola?
Nelle scuole italiane, dall'asilo alle superiori, sono 930 mila gli alunni non italiani, l'11,6% del totale. Più di un quarto si trova in Lombardia (236mila, ovvero il 26%, con un aumento di 15mila in quattro anni) seguita da Emilia-Romagna (112.839), Veneto (94.669), Lazio (80.051) e Piemonte (78.039). Dal punto di vista delle città, quella con più studenti non italiani è Milano dove sono 79.039 seguita da Roma (63.782), Torino (39.465) e Brescia (32.747).
Sono i dati dell'ultimo rapporto Ismu, Iniziative e Studi sulla Mobilità Umana.
Inferiori le presenze al sud, dove però è più alto il numero di minori non accompagnati: se è vero che anche in questo caso il numero maggiore si trova a Milano (oltre mille), al secondo posto si trova Catania con 745. Gli studenti non italiani hanno maggiori difficoltà anche perché si trovano in contesti svantaggiati: è più alto il rischio di dispersione implicita (che è al 22,5% contro l'11,6% degli italiani).Però si registra qualche cambiamento. Ad esempio cresce la presenza di studenti stranieri nei licei, soprattutto fra gli stranieri nati in Italia, anche se ancora resta un divario. Alle medie oltre il 50% degli italiani pensa di iscriversi poi al liceo ma solo il 38,3% degli stranieri.
Per quanto riguarda il risultato scolastico, il Rapporto Invalsi ha mostrato che gli studenti stranieri in terza media hanno punteggi inferiori di 22,6 punti in italiano e di 13,5 in matematica; proseguendo gli studi quello in matematica si cancella e resta in italiano, mentre nelle prove di inglese i non italiani hanno risultati migliori. Secondo un altro studio, quello dell'Idos, negli ultimi 11 anni la presenza di studenti con cittadinanza straniera è cresciuta del 16% a fronte di un calo del 12,5% degli autoctoni, arginando oltretutto l'emorragia, legata al calo demografico, che ha portato il totale di alunni dai quasi 9 milioni del 2014 ai circa 8 milioni di oggi (-9,9%). Dei circa 931mila studenti stranieri quasi due terzi (65,2%, pari a oltre 607mila unità) sono nati in Italia: 11 anni fa erano poco più della metà (51,7%). La metà degli iscritti stranieri si distribuisce nelle 5 principali cittadinanze: romena, albanese, marocchina, cinese ed egiziana; i restanti si ripartiscono in molte decine di altre nazionalità.
Ultimo aggiornamento: lunedì 21 settembre 2026, 05:00
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