Scuola, calo dispersione e studenti più preparati il cambio di rotta del Sud

C'è un dato che vale più di una semplice statistica e racconta la trasformazione della scuola italiana. Il Rapporto Invalsi 2026, presentato ieri alla Camera dei Deputati, certifica che il sistema nazionale non solo continua a ridurre l'abbandono scolastico, ma migliora anche la qualità degli apprendimenti. Diminuiscono gli studenti che lasciano precocemente gli studi, cala la quota di diplomati privi delle competenze essenziali e cresce il numero di ragazzi che raggiunge i livelli più alti di preparazione. In questo scenario, il Mezzogiorno recupera terreno più rapidamente del resto del Paese e la Campania emerge come uno dei simboli del nuovo corso della scuola italiana. Il primo indicatore riguarda la dispersione scolastica esplicita (Elet), cioè i giovani tra i 18 e i 24 anni che interrompono precocemente il percorso di istruzione e formazione. Secondo la stima elaborata da Invalsi, l'Italia passa dall'8,2% del 2025 al 7,3% nel 2026, il valore più basso mai registrato. Un risultato storico che consente al Paese di superare con largo anticipo sia il target del Pnrr (10,2%) sia l'obiettivo europeo del 9% fissato per il 2030, collocandosi davanti a Paesi come Germania (13,1%), Spagna, Finlandia, Olanda, Danimarca, Estonia, Austria e Romania.

La premier  

«I dati Invalsi 2026 dicono una cosa semplice, e bella: oltre 520mila ragazzi che rischiavano di lasciare la scuola, non l’hanno fatto». Lo afferma sui social la premier Giorgia Meloni. «L’abbandono scolastico - aggiunge - era all'11,5% nel 2022. Oggi è al 7,3%. Abbiamo superato, con anni di anticipo, l'obiettivo UE del 9% per il 2030 e siamo davanti a Spagna (12,8%) e Germania (13,1%). Ma non abbiamo abbassato l’asticella per trattenere di più: scende il numero di chi arriva al diploma senza competenze adeguate e crescono le eccellenze». Secondo Meloni, «funzionano gli strumenti che abbiamo costruito: docente tutor, Agenda Sud, Piano Estate, Decreto Caivano, investimenti su digitale e Stem. Il Sud recupera terreno, i divari si riducono. Restano fragilità alle elementari, in Italia come all'estero. È esattamente ciò a cui rispondono le nuove Indicazioni nazionali: più lettura, grammatica e sintassi, rivoluzione della matematica, carta e penna dove serve. Il lavoro - conclude la premier - non è finito. Ma la direzione è quella giusta. A chi ha pensato di lasciare e non l'ha fatto: siete voi la notizia più bella di oggi».

Dal 2022 al 2026 la quota di giovani che consegue un diploma o una qualifica professionale passa dall'86,5% al 92,7%. In termini assoluti significa che circa 520 mila studenti in più hanno completato il percorso scolastico rispetto a pochi anni fa. Accanto agli abbandoni diminuisce anche la dispersione implicita, cioè la quota di studenti che consegue il diploma senza aver acquisito competenze adeguate. Il fenomeno passa dall'8,7% del 2025 al 6,3% nel 2026, con una riduzione di 2,4 punti percentuali, mentre le eccellenze crescono dal 12,3% al 13,1%. È uno dei dati più significativi del Rapporto: la scuola riesce contemporaneamente a trattenere più studenti e ad aumentarne il livello di preparazione. Il miglioramento riguarda soprattutto le competenze fondamentali. Nell'ultimo anno delle scuole superiori, in Italiano, la quota degli studenti che raggiunge il livello atteso passa dal 52% al 54% a livello nazionale. Ma è il Mezzogiorno a registrare la crescita più marcata, salendo dal 44% al 47%. Ancora più evidente il recupero in Matematica, dove il dato nazionale cresce dal 49% al 52%, mentre nel Sud aumenta dal 45% al 51%, riducendo sensibilmente il divario con il Centro-Nord. Positivi anche i risultati in Inglese: il 63% degli studenti raggiunge il livello previsto nella comprensione scritta (Reading) e il 48% nella comprensione orale (Listening), con gli incrementi più consistenti registrati proprio nelle regioni meridionali.

I risultati 

È dentro questa dinamica che si colloca il grande recupero della Campania. La fotografia provinciale conferma il cambiamento. Nel secondo ciclo Caserta registra il maggiore incremento regionale delle eccellenze, passando dal 4,89% del 2021-2022 al 6,66% nel 2025-2026 (+1,77 punti). Benevento sale dall'8,01% al 9,27%, mantenendo i livelli più elevati della Campania; Avellino cresce dall'8,48% all'8,99%, confermandosi tra le province più solide del Mezzogiorno; Salerno passa dal 4,90% al 5,28%, mentre Napoli aumenta dal 4,73% al 5,20%, nonostante la complessità della realtà metropolitana. Anche sul fronte della dispersione implicita il miglioramento è diffuso. Avellino presenta i valori più contenuti, compresi tra il 13% e il 14%, seguita da Salerno e Benevento (14-15%). Napoli si colloca tra il 15% e il 17%, mentre Caserta, pur mantenendo valori più elevati (16-18%), continua a ridurre il fenomeno accompagnandolo con la crescita più consistente delle eccellenze.

Nel commentare il Rapporto, il ministro dell'Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha indicato proprio la Campania come uno dei "simboli" della trasformazione in atto, definendo "straordinario" il risultato raggiunto nella lotta all'abbandono scolastico e ricordando come oggi la regione presenti livelli di dispersione inferiori perfino a quelli della Toscana. Solo in Campania, ha sottolineato, fra 2023 e 2026 sono state recuperate alcune decine di migliaia di giovani. «Abbiamo tolto questi ragazzi dal lavoro nero, dalla criminalità o dal divano», dichiara Valditara, attribuendo questi risultati all'azione congiunta «di Agenda Sud, Decreto Caivano, docente tutor e Piano Estate», annunciando inoltre un rafforzamento degli interventi nelle periferie del Centro-Nord attraverso Agenda Nord e ribadendo la volontà di estendere ai territori oggi più in difficoltà gli strumenti che hanno prodotto i migliori risultati nel Mezzogiorno.