Scoperta incredibile: un vaso di monete d'argento del '600 riemerge dal bosco

Dariusz Mastalerz stava passando il metal detector in un bosco della Masovia, a circa 35 chilometri a nord-ovest di Varsavia, quando lo strumento ha segnalato un'anomalia forte. Sotto pochi centimetri di terra sono comparsi i primi frammenti di un vaso di terracotta, e poi il luccichio di monete d'argento.

Mastalerz si è fermato subito, ha fotografato il punto esatto del ritrovamento senza toccare altro, e ha chiamato il Conservatore provinciale dei monumenti storici della Masovia. La scoperta, resa pubblica il 5 agosto, riguarda un deposito monetario del XVII secolo rinvenuto nel distretto di Nowy Dwór Mazowiecki, (eccone un'immagine) un'area che dal Medioevo segna il punto d'incontro tra i fiumi Vistola, Narew e Wkra, da sempre nodo di commerci e movimenti militari. Il sito è stato posto sotto tutela, e il materiale è passato in consegna al Conservatore regionale dei beni culturali, che ne coordinerà lo studio e il trasferimento in museo. Mastalerz è affiliato all'associazione Mazowieckie Poszukiwania Przeszłości, che collabora con le istituzioni polacche nelle attività autorizzate di ricerca con metal detector — lo stesso tipo di collaborazione che ha portato alla scoperta, in Norvegia, di un tesoro vichingo: monete antiche riemergono dal passato. Il suo comportamento, fermarsi e avvertire subito gli archeologi invece di continuare a scavare, ha permesso di preservare informazioni che altrimenti sarebbero andate perse: la posizione del vaso, la profondità, la disposizione delle monete al suo interno sono dati che raccontano tanto quanto le monete stesse.

Le prime analisi collocano l'intero deposito nell'epoca di Sigismondo III Vasa, sovrano della Confederazione polacco-lituana tra il 1587 e il 1632. Si tratta di alcune decine di monete d'argento, soprattutto ort e trojak, alcune ancora con il ritratto coronato del re perfettamente leggibile. Il motivo per cui quel tesoro finì sottoterra ha una spiegazione storica precisa. Tra il 1655 e il 1660 la Confederazione polacco-lituana fu travolta dalla Svezia, l'invasione delle truppe di Carlo X Gustavo durante la Seconda guerra del Nord. Varsavia e Cracovia caddero, i villaggi bruciarono, la popolazione del paese si ridusse di circa un quarto per guerre, epidemie e carestie. In quegli anni migliaia di famiglie nascosero sotto terra denaro e oggetti preziosi, sperando di recuperarli a conflitto finito. Molti morirono, furono deportati o non tornarono mai più nei luoghi dove avevano sepolto i propri risparmi. Gli archeologi ora cercheranno di stabilire se il vaso fu interrato con calma, come forma di risparmio, o in fretta, sotto la pressione di un pericolo imminente. Analizzeranno anche le zecche di provenienza delle monete, le leghe metalliche e i segni di usura, dati che aiuteranno a ricostruire le reti commerciali della Confederazione nel primo Seicento. Chi fosse davvero il proprietario del vaso, un mercante, un proprietario terriero, un soldato in fuga, resta per ora un'ipotesi aperta.

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