Scontri in piazza, disordini a Roma, Bologna, Firenze e Torino: fermata la presunta mente del Movimento 17 ottobre
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Nella capitale il corteo ha forzato gli ingressi e ha occupato il Colosseo, con l’invito a “non distruggere nulla”
Città blindate in tutta Italia dopo gli scontri dello scorso weekend a Milano e il tam tam del Movimento 17 ottobre sui social per convocare in piazza nuove manifestazioni. Scontri a Torino, Roma, Bologna, Firenze. Fari puntati su Milano dove, come nelle altre città, è stato predisposto un ingente dispositivo di sicurezza per impedire che potessero replicarsi gli stessi danneggiamenti della scorsa settimana, con vetrine sfondate e negozi saccheggiati. Quasi 400 le persone identificate nel corso dei controlli preventivi in tutta Italia. A Milano, in mattinata, la Polizia ha individuato e fermato la presunta ‘mente’ del Movimento 17 ottobre: Youssef Siher, 30 anni, italiano di seconda generazione, di origini egiziane. La Polizia lo ha rintracciato a Milano, mentre in provincia di Brescia, dove risiede, sono state effettuate delle perquisizioni. Il trentenne, portato fin dal mattino negli uffici della Polizia per essere interrogato, deve rispondere dell’accusa di istigazione a delinquere aggravata e violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche. Gli investigatori della Polizia di Stato, su indicazione del pm, stanno analizzando e comunicando gli elementi di prova acquisiti per consentire alla Procura di Milano di procedere al fermo del 30enne.
Le chat del movimento erano silenti già dal pomeriggio di venerdì, dopo l’ultima comunicazione con la quale venivano annullate le piazze convocate in precedenza, dando appuntamento alle 14.30 di sabato per i nuovi punti di incontro. Comunicazioni che, dopo il fermo del trentenne, non sono mai arrivate. Numerosi i giovani sono stati fermati in vari punti di Milano, dove fin dal mattino sono iniziati i servizi di pattugliamento delle forze dell’ordine insieme con i parà della Folgore. Una minima parte dei giovani fermati sono minori per i quali, a quanto apprende LaPresse, è stato applicato il fermo preventivo, previsto dall’ultimo decreto sicurezza. Nella Capitale, sono entrati in funzione gli idranti contro i manifestanti, in via Vittorio Emanuele Orlando. Sempre a Roma, il corteo ha forzato gli ingressi e ha occupato il Colosseo, con l’invito a “non distruggere nulla”. A Torino, dove la manifestazione era stata convocata contro il riarmo, si sono verificate tensioni in Lungo Dora Savona, al confine fra centro e barriera, dove i manifestanti hanno provato a sfondare il cordone di sicurezza, ma sono stati respinti con una carica di alleggerimento. A Bologna, cariche delle forze dell’ordine per disperdere i manifestanti, all’altezza dell’incrocio tra via Marconi e piazza dei Martiri per impedire al corteo di raggiungere la stazione centrale. Tensioni anche Firenze dove i manifestanti hanno tentato di sfondare il cordone delle forze dell’ordine che bloccava l’ingresso di via Tornabuoni, la via fiorentina dello shopping e del lusso. Gli agenti hanno effettuato cariche di alleggerimenti respingendo i manifestanti con i manganelli. A Milano, dove il corteo con 10mila partecipanti si è svolto senza particolari incidenti, un piccolo gruppo di manifestanti è arrivato davanti alla questura, in solidarietà con il 30enne fermato in mattinata.
“Non siamo maranza, siamo giovani senza un futuro”, le parole di Luca, uno dei manifestanti. “Non conosciamo il ragazzo arrestato, di poco più grande di noi perché il Movimento non ha un leader – assicura – E ci dà fastidio essere categorizzati come maranza, come ragazzi che fanno casino, quando quelle sono persone che non ci rappresentano – afferma – Io prendo le distanze da ogni tipo di violenza, ma ritengo che la violenza più grave sia quella che stiamo subendo noi: ci manca un futuro e questa è una violenza molto più grave”.