Schlein risale il Correntone: "Ora andiamo a vincere. Leadership? Faremo presto"
La segretaria dem chiude la tre giorni degli orlandiani a Montepulciano. L’accelerata di fronte allo spettro del voto anticipato a maggio 2027. Economia e sicurezza tra i temi. E sull’Ucraina rilancia: "Serve un negoziatore Ue".

Elly Schlein, segretaria del Pd, qui sopra accolta a Montepulciano e in alto sul palco

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MONTEPULCIANO (Siena)"È l’ultimo miglio, andiamo a vincere!". Almeno stavolta "l’hanno vista arrivare". Gran parte della classe dirigente dem che quattro anni fa l’ha accolta come segretaria con un certo grado di disorientamento, ha consegnato a Elly Schlein i gradi per affrontare le due battaglie campali all’orizzonte del Pd: le probabili primarie contro Giuseppe Conte (M5S), le probabili elezioni politiche contro Giorgia Meloni (FdI). Tanto più se l’ipotesi di un voto anticipato a maggio torna a essere dibattuta, a destra come a sinistra. Schlein ha riservato alla premier gran parte dei suoi attacchi, mentre al leader M5S ha parlato senza citarlo. Nel discorso finale pronunciato alla tre giorni di Montepulciano ha infatti ribadito la sua posizione sull’Ucraina, confermando la volontà di sostenere la pace con tutti i mezzi possibili. In altre parole: anche con quelli che Giuseppe Conte rifiuta. Poi l’appello: "È incredibile che l’Unione europea non abbia ancora fatto una discussione per individuare un negoziatore unico", ha detto chiamando in causa l’Ue.
Solo un anno fa, proprio a Montepulciano, si formava il "Correntone", per condizionare in maniera organizzata il percorso di Schlein. Dodici mesi dopo, nello stesso posto, si serrano i ranghi in vista degli scontri. Dando il via alla vera campagna elettorale. Le parole d’ordine cambiano soprattutto nei toni e negli accostamenti scelti dalla segretaria: "Dopo quattro anni di governo Meloni l’Italia è più povera e più incazzata", dice aprendo il suo discorso. Cita papa Leone XIV sul "disarmo dell’intelligenza artificiale", ringrazia il presidente della Repubblica per le sue parole sulla scuola. C’è persino la parola spesso difficile da pronunciare per la sinistra, "sicurezza", che Schlein declina attraverso azioni di controllo e prevenzione.
Una lunga carrellata che somiglia molto alla traccia di quel programma da costruire con gli alleati — "Faremo presto, prometto", dice — prima della gara per la leadership del campo largo: "Tetto al prezzo del carburante, salario minimo, modello spagnolo sulla lotta alla precarietà, un vero piano per la casa, regolazione per i grandi operatori tecnologici della Rete". E ancora: "Le tasse si devono pagare dove si fanno i profitti, c’è bisogno di progressività fiscale".
Le gerarchie delle immagini e degli interventi — ce ne sono stati 70 nella tre giorni — hanno ancora un peso. E così, prima della segretaria, erano intervenuti proprio i maggiori azionisti del Correntone: Giuseppe Provenzano, Michela Di Biase e Roberto Speranza. Si portano dietro i mondi di Andrea Orlando, Dario Franceschini e l’esperienza di MdP/Articolo Uno. "Chi pensava che l’intelligenza con il nemico fosse utile sbagliava", punge Provenzano, chiamando ancora indirettamente in causa i 5 Stelle sull’Ucraina. "Mettiamo nel programma il voto ai sedicenni", propone Di Biase.
"Avrei preferito non si facessero le primarie perché sono preoccupato della tenuta elettorale di chi non le vincerà", dice Speranza, mandando un altro siluro a Conte. E allora cos’è, esattamente, questo Correntone? "Qui ci sono tutti quelli che oggi fanno seriamente il tifo per Elly Schlein", risponde schietto un militante fuori dal tendone. La differenza la fa quel "seriamente". Che allude al fatto che gli assenti dem vogliano magari molto bene al proprio partito, ma non abbiano affatto interesse al successo della segretaria. Ma aiuta anche a capire cosa ci fanno autentici ex democristiani e incalliti ex comunisti nello stesso gruppo, stretto attorno al destino della segreteria.
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