Schengen, la Spagna minaccia l'Italia: via i controlli alle frontiere o risposte «proporzionali»

giorgia meloni pedro sanchez spagna controlli schengen ceuta

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La decisione dopo la crisi di Ceuta. Madrid la definisce «ingiusta, contraria agli interessi dell'Ue e discriminatoria nei confronti della popolazione spagnola»

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Il governo spagnolo chiede all’Italia di revocare entro domenica 9 agosto i controlli alle frontiere reintrodotti il primo agosto dopo la crisi migratoria a Ceuta. E avverte che, in caso contrario, adotterà misura di risposta «proporzionali». In una nota ufficiale, l’esecutivo di Madrid definisce la decisione italiana «ingiusta, contraria agli interessi dell’Ue e discriminatoria nei confronti della popolazione spagnola», sostenendo che sia stata adottata «senza preavviso, unilateralmente e con argomenti spuri che non si conformano né al Codice delle frontiere Schengen né alla verità».  Per il ministro dell’Interno Piantedosi la sospensione «è una misura temporanea, vedremo dopo il 15 agosto. E’ fatta con modalità mirate, selettive, diretta a coloro i quali non sono appartenenti a Paesi dell’Unione Europea». Intervistato all’iniziativa di Fratelli d’Italia ‘Bar Italia’ a Sorrento ha poi aggiunto: «Non c’è alcun aggravio. Questa reazione scomposta nel dibattito nazionale è legata al fatto che si ritiene il governo spagnolo a guida socialista intangibile. Noi abbiamo adottato questa misura con l’unico obiettivo di tutelare la sicurezza nazionale». 

La crisi di Ceuta e Schengen

Una settimana fa il ministero dell’Interno ha disposto la chiusura delle frontiere marittime e aeree con la Spagna. La decisione è stata assunta «a seguito delle più recenti acquisizioni informative analizzate in particolare nel Comitato Analisi sull’Immigrazione e Sicurezza delle Frontiere» che il ministro Matteo Piantedosi ha presieduto al Viminale. Dopo un confronto telefonico tra Piantedosi e l’omologo francese, Laurent Nuñez, «è stata condivisa l’opportunità di un rafforzamento dei controlli lungo il confine terrestre tra i due Paesi nell’ambito di accordi di collaborazione tra forze di polizia già precedentemente sottoscritti tra Francia e Italia».

Le reazioni

La decisione dell’Italia aveva provocato una serie di reazioni in Europa. La Francia aveva espresso solidarietà alla Spagna ricordando che Schengen non è in vigore a Ceuta. 22 Paesi avevano scritto alla Commissione Europea per chiedere la chiusura di Schengen verso la Spagna. Ma a Ceuta, l’Ue «ha superato la prova», aveva affermato il commissario europeo per gli Affari interni e la Migrazione Magnus Brunner al termine dell’ultima riunione, durata quasi tre ore, illustrando alla stampa gli esiti dell’incontro.

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Il governo di Pedro Sanchez contesta le motivazioni adottate da Roma. Ribadendo che i migranti entrati in maniera irregolare a Ceuta la scorsa settimana «non hanno potuto né possono entrare liberamente nello spazio Schengen», poiché la città autonoma «ha un regime speciale con lo stesso». Madrid sottolinea che «la quasi totalità di loro è già tornata in Marocco». Ricordando che, secondo Frontex, l’Italia è lo Stato membro con il maggior numero di attraversamenti irregolari registrati negli ultimi anni, «con cifre che sono arrivate a raddoppiare quelle della Spagna».

L’europeismo

Nella nota Madrid invita Roma a rettificare e porre fine ai controlli introdotti il primo agosto e «trattare gli spagnoli come il resto dei cittadini europei. «Se non lo facesse prima della conclusione di domenica 9 agosto, la Spagna si vedrà obbligata ad adottare misure proporzionali per proteggere gli interessi e la dignità dei suoi cittadini», avverte Madrid. L’esecutivo conclude affermando: «Confidiamo che prevalga l’europeismo, il buon senso e la buona fede. I governi sono chiamati a promuovere l’intesa tra Paesi e l’interesse generale delle rispettive popolazioni, non a creare fratture e conflitti sterili alimentati da motivazioni elettorali interne».

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