Scavalca un cancello e precipita, imprudenza fatale per un turista: gli ultimi istanti di Jakub ripresi nei filmati

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Il ventunenne polacco Jakub Wiatr era arrivato sabato a Milano e alloggiava in un b&b di piazza Fidia. La notte in discoteca al parco Sempione, l’uscita alle 3 e la caduta alle 3.50 dietro piazza Gae Aulenti

Il ventunenne polacco Jakub Wiatr

Il ventunenne polacco Jakub Wiatr

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Milano – Le immagini di una telecamera hanno immortalato gli attimi immediatamente precedenti alla tragedia, eliminando i pochi dubbi su possibili dinamiche alternative allo scenario dell’imprudenza fatale: i fotogrammi mostrano i movimenti del ragazzo per cercare di valicare un cancello chiuso, l’improvvisa perdita di equilibrio e il tentativo disperato di aggrapparsi al corrimano prima di precipitare per una quindicina di metri con un pezzo di ferro ancora stretto in un pugno.Così è morto il polacco Jakub Mikolaj Wiatr, nativo di Cracovia, che lo scorso 11 aprile aveva compiuto 21 anni e che sabato era arrivato in città per trascorrere alcuni giorni di vacanza con un amico all’ombra della Madonnina.

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Rilievi della polizia scientifica in un cavedio

Il tragico ritrovamento in fondo a un cavedio 

Alloggiava in un bed&breakfast di piazza Fidia, in zona Isola, a meno di un chilometro dal punto in cui è morto. Il corpo del giovane è stato ritrovato attorno alle 11 di ieri: ad avvistarlo, in fondo a un cavedio tra il muro di un parcheggio per i dipendenti della Maire Tecnimont e la parte esterna della scalinata che da piazza Gae Aulenti conduce agli ingressi della stazione Garibaldi, sono stati alcuni turisti danesi, che si sono trovati davanti il portone sbarrato (lungo il perimetro dell’area di piazza Freud chiusa per lavori di riqualificazione) e si sono affacciati sulla sommità dell’intercapedine per capire se ci fosse un passaggio da percorrere. In quel momento hanno avvistato il cadavere e hanno dato l’allarme, ma purtroppo per Jakub non c’era più nulla da fare: stando a quanto ricostruito dagli investigatori del commissariato Garibaldi Venezia, guidati dal dirigente Angelo De Simone, il ventunenne è deceduto qualche minuto prima delle 4 di martedì. Un’ora prima, l’amico e due giovanissime connazionali lo avevano perso di vista all’uscita del locale Just Me di viale Alemagna, dove avevano trascorso insieme la serata bevendo alcuni drink.

L’allarme dell’amico

Il pomeriggio successivo, il ventiduenne polacco G.M., preoccupato perché non riusciva a mettersi in contatto con Jakub, si è presentato negli uffici della stazione Porta Sempione dei carabinieri per presentare una denuncia di scomparsa. Nel frattempo, i familiari del ragazzo sparito nel nulla si sono attivati dalla Polonia, contattando l’associazione Penelope Lombardia e condividendo l’appello sui social con le caratteristiche fisiche del ragazzo e l’abbigliamento indossato la sera precedente. Nessuno di loro poteva sapere che il ventunenne era già morto. Secondo le indagini, il turista polacco ha coperto in una cinquantina di minuti il tragitto tra la zona dei locali del parco Sempione e quella dei grattacieli di Porta Nuova, anche se resta da ricostruire con esattezza il percorso.

La ricostruzione della dinamica

Lì, per motivi ancora da accertare e forse disorientato dall’alcol e dalle vie di una città che non conosceva, ha provato ad aggirare il cancello chiuso, arrampicandosi a destra e tentando pericolosamente di passare nello spazio strettissimo tra le scale e il muro rosso accanto, ai piedi del Bosco Verticale. Purtroppo, il tentativo è fallito, anche per via del cedimento del corrimano sotto il peso del corpo del ventunenne: Jakub è precipitato all’interno del cavedio, senza avere scampo. Una dinamica confermata dai filmati registrati in quei drammatici secondi da uno degli occhi elettronici a presidio dell’area compresa tra piazza Gae Aulenti e la Biblioteca degli alberi, nonché dal fatto che Jakub aveva addosso gli stessi vestiti di lunedì sera. Il ventunenne non aveva alcun motivo di dirigersi verso lo scalo ferroviario; per raggiungere il bed&breakfast in cui avrebbe dovuto pernottare, gli sarebbe bastato attraversare il parco e proseguire a piedi nel quartiere Isola, lasciandosi a sinistra la stazione Garibaldi. Così non è stato.

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