Scampia, voglia di riscatto apre la libreria Mondadori: «La cultura contro i clan»

«L’agguato di martedì sera è avvenuto a cento metri da casa mia. Questo vuole dire che c’è ancora molto da fare. Ma non si può negare che Scampia non sia più quella di vent’anni fa e la realtà che oggi inauguriamo ne è la prova». Rosario Esposito La Rossa ha gli occhi lucidi per l’emozione poco prima del taglio del nastro della nuova libreria Mondadori di via Zuccarini, all’uscita della metropolitana. Di fronte ci sono altri due simboli della rinascita che, di fatto, è avvenuta nel quartiere delle Vele: Pier Paolo Pasolini e Angela Davis, i murales realizzati da Jorit. E da ieri accanto a questi simboli di resistenza ce n’è un altro di 70 metri quadrati dove si diffonde cultura. All’inaugurazione sono intervenuti il sindaco Gaetano Manfredi, il presidente dell’ottava Municipalità Nicola Nardella, l’amministratore delegato di Mondadori Carmine Perna e il direttore risorse umane di Eav (ente proprietario dei locali) Alfonso Esposito.

La libreria 

Un sogno che diventa realtà, grazie a La Scugnizzeria e Mondadori uniti per inaugurare nel cuore di Scampia una libreria con oltre 10mila libri. Ad aprire le porte della nuova realtà culturale dedicata ad Antonio Landieri, vittima innocente di camorra, la cui immagine campeggia sulla porta d’ingresso, sono stati Rosario e sua moglie Maddalena Stornaiuolo. «Inauguriamo anche questo punto vendita, il quinto, dopo quello del Vomero intitolato a Giancarlo Siani – spiega Esposito La Rossa – il significato, però, credo sia chiaro: siamo a seicento passi da dove hanno ammazzato mio cugino Antonio. Ricordo che quando dovevamo spostarci anche solo per comprare un libro, avevamo paura di prendere questa metropolitana, che era vista come il “lupo” che portava i tossicodipendenti a Scampia ed era completamente militarizzata. Oggi, invece, appena si arriva si incontrano una libreria e i murales di Pasolini e la Davis. Secondo me è cambiato proprio il paradigma». Ma Rosario e la moglie hanno continuato a sognare e investire in cultura in tutti questi anni. «Abbiamo voluto fortemente questo posto: era chiuso da anni, così abbiamo partecipato al bando dell’Eav e lo abbiamo vinto. Abbiamo fatto un investimento importante per portare dai 7 agli 8mila libri in questa piazza».

La sfida

Eppure solo due sere prima a pochi chilometri un detenuto in semilibertà è stato ammazzato all’uscita del carcere. Da un lato la rinascita dunque, dall’altro la sensazione di ripiombare nell’incubo della faida. «Quello che è accaduto non ci deve far dimenticare che non abbiamo vinto ancora niente. Questa è ancora una guerra aperta, perché i disagi qui non sono finiti dal punto di vista lavorativo e per le categorie fragili. La presenza della grande criminalità organizzata è un dato di fatto, non lo dico io. Tuttavia - aggiunge - non c’è più la militarizzazione di dieci o venti anni fa». Qual è la soluzione dunque? «Per eliminare questa piovra gigante c’è bisogno di lavoro: altrimenti puoi fare tutte le associazioni del mondo, ma quando un ragazzo arriva a vent’anni senza lavoro ti dice: “Sì, belle parole, ma io come campo?”. La nostra missione qui è proprio creare lavoro: assumeremo altre due persone a tempo indeterminato. Oggi abbiamo Maggie che è in attesa: con il contratto a tempo indeterminato avrà la maternità tutelata. Sono queste le cose che ti fanno dire che stiamo facendo qualcosa di bello».

Le istituzioni  

«Ci tenevo in modo particolare ad essere qui - ha detto il sindaco - non solo perché avevamo condiviso questo percorso e questa idea da molto tempo, ma anche perché aprire una libreria nella stazione di Scampia è il segno tangibile che qualcosa è davvero cambiato. Oggi questo è un quartiere molto più dinamico: c’è la presenza dell’Università, ci sono tanti giovani e, soprattutto, gli abitanti si sono riappropriati del loro futuro. Questo è un grandissimo risultato e un enorme successo per l’intera comunità». Per Nardella «l’Università, il progetto Restart Scampia, ora questa libreria sono tutti polmoni sociali che dobbiamo mettere a sistema per farne punti di anticamorra sociale». «Ogni volta che abbiamo aperto una libreria è per dare un servizio culturale al territorio - ha sottolineato Perna - e in questo caso ne siamo ancora più convinti perché questo è un luogo dove fare cultura e incontrarsi. Annualmente apriamo più di 30 librerie a livello nazionale e in gran parte lo facciamo in luoghi che non sono quelli dello shopping ma in zone dove c’è bisogno».