Saturno Buttò, il pittore alla gogna per l'omicidio di Garlasco vince la battaglia: Google dovrà togliere i video infamanti

PORDENONE - Il “signor Google” ha 96 ore di tempo per rimuovere una serie di video infamanti, pubblicati su Youtube da alcuni appassionati del genere “crime”, in cui si accostano nome e opere del pittore Saturno Buttò alle nuove indagini sull’omicidio di Chiara Poggi. Così ha deciso il giudice del Tribunale di Pordenone, Maria Paola Costa, nell’azione cautelare avviata dal noto pittore di Bibione contro Google Italy e Google Ireland.

 
La rimozione

Nella vicenda il colosso del web è intervenuto direttamente, rappresentato dal docente universitario Massimiliano Masnada. Già a maggio i video incriminati sono stati valutati e otto su diciannove sono stati subito rimossi per il loro carattere manifestamente illecito. «Se il giudice riterrà che anche gli altri vadano a colpire la dignità e la reputazione dell’artista - era stata la promessa - siamo pronti a cancellare anche gli altri». Nel frattempo i video da 19 sono diventati 31, come accertato dal consulente a cui si è affidato Buttò, il dottor Alessandro Bianchettin di Fiume Veneto che guida l’Alfa Team information technology. Adesso tutti e 31 dovranno essere cancellati dalla rete perché, afferma il giudice, sono lesivi.

 
Pista satanica

I video contestati accostano Buttò - artista che attinge al sacro per indagare trasgressioni ed erotismo spesso avvolti da un’aura demoniaca - a pratiche sataniche o addirittura a condotte di abuso sui minori. È successo dopo che Mattia Capra, amico di Andrea Sempio, l’indagato dell’inchiesta bis, ha postato sul proprio profilo Facebook 104 dipinti dell’artista di Bibione. È così che il pittore si è ritrovato catapultato nel caso Garlasco e tacciato di essere un satanista dedito a pratiche esoteriche e addirittura un pedofilo. Video - ritiene il giudice Costa - che hanno una carica lesiva «eccezionale», pertanto vanno subito disabilitati, perché non hanno nulla a che fare con la «libertà di manifestazione del pensiero». Sono infatti fondati soltanto su falsità.


Battaglia legale

L’impegnativa battaglia giudiziaria ingaggiata da Buttò con i suoi legali, in particolare l’avvocato Leone Bellio, segna un importante punto a favore. Il fronte penale, infatti, è ancora aperto. La denuncia-querela per concorso in diffamazione aggravata nei confronti di alcuni youtuber, finita per competenza alla Procura di Forlì, è stata archiviata senza dare ai legali del pittore la possibilità di opporsi alla decisione. Inutile anche il reclamo al giudice unico presentato dall’avvocato Bellio, che ha insistito sul danno patito tra ottobre 2025 e gennaio 2026 dall’artista.


Nuova denuncia

Ma i video hanno cambiato la percezione mediatica di Buttò, la battaglia, dunque, non si ferma. Ora tutto si sposta a Pavia, provincia dove risiede il più attivo degli youtuber che hanno cavalcato la pista satanica facendo riferimento ai quadri di Buttò. E Procura che sul caso Garlasco ha indagato e ancora indaga. Un mese e mezzo fa è stata depositata una denuncia-querela per diffamazione contro lo youtuber e gli eventuali concorrenti. I video, infatti, hanno avuto migliaia di visualizzazioni e sono stati condivisi su Facebook con una lunga scia di commenti sgradevoli. Buttò, dunque, non si ferma.