Sarri: "Mezz'ora al top, poi siamo diventati passivi. Scamacca-Krstovic? Staffetta studiata" - BergamoNews
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24 agosto 2026 | 00:01

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Il tecnico nerazzurro: “Il centrocampo è partito bene, poi ha lasciato a Matic troppo spazio. Rimesse laterali? Bisogna interpretare la regola”. Pasalic: “Con il mister una nuova sfida, ci spinge a migliorarci ancora”
Bergamo. Uscito tra gli applausi della New Balance Arena, Maurizio Sarri si porta a casa i suoi primi tre punti da allenatore dell’Atalanta, ottenuti dopo una vittoria contro il Sassuolo per 2-1. Una mezz’ora convincente, poi un episodio per siglare il raddoppio e mettere a bilancio il primo +3 della stagione. È solo un altro mattoncino di un lavoro lungo e che richiederà tempo.
La prestazione e i progressi – “Pensiamo ai tre punti, poi da domattina penseremo al ritorno. Nei primi 25-30 minuti siamo stati meno pensanti, tenendo il giusto ritmo. Alla fine abbiamo creato senza subire, poi siamo diventati più passivi. Nel finale poteva venir fuori anche una vittoria più rotonda, facendo piccoli passi in avanti e inserendo i nuovi, come Elmas e Kristensen, ma anche De Ketelaere, è arrivato il 4 agosto e poi si è fatto male. Sono tre giocatori che si sono allenati pochissimo, lavoriamo per l’inserimento anche di questi, che oggi sono stati molto utili. Spero di vedere la miglior Atalanta molto velocemente ma non è facile”.
Il centrocampo – “Ha fatto un ottimo lavoro per 30 minuti, le sofferenze sono cominciate per colpa loro, Matic ha preso in mano la situazione con troppo spazio a disposizione, lì sono cominciate le sofferenze. Anche Samardzic quando è entrato ci ha dato una bella mano”.
Krstovic – “La staffetta ha una spiegazione logica ed è il tentativo di recupero di Scamacca, che è in crescita e ha fatto un buon primo tempo. Abbinato alla capacità di Niko di avere ingressi dirompenti, mi ha fatto fare questo tipo di scelta”.
Esterni offensivi – “Meglio, primo tempo più vivo e con più iniziative, stasera avevamo soluzioni alternative dopo il calo, ci han dato entrambi una grossa mano”.
Le cose da migliorare – “Mi preoccupa soprattutto che quando siamo calati siamo diventati passivi: se difendi basso è un problema, è qualcosa che dobbiamo mettere a posto”.
Elmas – “Non è che sia poi così vecchio, anche se gioca da tanto… Non so in che condizioni è arrivato perché è arrivato ieri, lo abbiamo visto nel pomeriggio, se lo mettevamo a fare i test ieri oggi non avrebbe potuto giocare. Ho visto solo un’ora in amichevole, ad occhio l’abbiamo utilizzato per quel che aveva mostrato. Domani avremo un quadro più completo”.
Raspadori – “Spero che Jack si sia sbloccato definitivamente, ha coperto un ruolo che conosce già rispetto al passato, ha fatto anche una fase difensiva di livello”.
L’episodio del 2-1 – “Quando c’è bisogno bisogna sapere anche lunghi, come nel gol del 2-1, Samardzic ha fatto bene questo lavoro”
Rimesse laterali – “Il Sassuolo ha fatto gol 30 secondi dopo che avevano il pallone in mano, l’arbitro ci ha messo pressione da questo punto di vista, quello dei 5 secondi è un adeguamento e l’aspetto positivo è che giovedì abbiamo fatto una partita europea con 69 minuti di tempo effettivo. E anche stasera è stato un dato elevato. Venendo da un campionato col tempo effettivo più basso d’Europa è un rimedio, ma va interpretata se c’è una squadra che sta perdendo tempo”.
La prestazione – “Abbiamo iniziato bene, facendo gol, creando occasioni, potevamo andare sul 2-0 e la partita avrebbe preso un’altra direzione. Poi abbiamo lasciato troppo spazio a loro, ci siamo abbassati un po’ troppo, ma anche soffrendo eravamo tutti uniti. Abbiamo preso tre punti importanti”.
Le novità – “Il cambio di sistema di gioco. Per il resto siamo tutti uguali, sia la vecchia guardia che la nuova guardia, siamo tutti a disposizione del mister, abbiamo dato tutto per fare quello che il mister vuole il più velocemente possibile, fare il gioco più fluido e come lo vuole lui”.
Ritrovare Sarri – “Nel 2018, quando è arrivato a Londra, ho fatto 10-15 giorni di ritiro con il Chelsea con lui, poi sono venuto a Bergamo. In quel momento avevano tanti campioni e non c’era spazio per me. Ora mi son trovato in una posizione in cui mi trovo molto bene, sono nato mezzala e l’ho fatto tutto il settore giovanile, oltre che nel mio primo anno da professionista”.
Rinnovarsi di anno in anno – “Nei miei primi 5 anni di carriera ho sempre cambiato tutto, poi ho trovato con l’Atalanta una squadra dove mi sento bene. Mi sono reso conto che qui si sta benissimo. Certo, i risultati hanno aiutato, ma se penso a tutto quel che abbiamo costruito… Anche adesso qui mi sento bene, la famiglia sta bene, la città è bella, extra-calcio va tutto bene. E se parliamo di calcio, anche con il nuovo mister, le novità danno la spinta a migliorarti, perché vuoi inserirti, capire cosa vuole lui e dove puoi migliorare te stesso. Io ho 31 anni, vediamo che la carriera si è allunga tanto, ci sono giocatori che arrivano fino ai 40 e incidono. Io voglio giocare a calcio fin quando posso, perché è una cosa bellissima”.

La staffetta con Scamacca – “Chi inizia inizia, non c’è problema: io ho sempre fame, vado sempre a duemila e voglio dare tutto per mia squadra perché loro danno tutto per me. Siamo partiti bene, poi abbiamo giocato il nostro calcio. Il nostro campionato è iniziato in maniera perfetta”.
La Conference League – “Vogliamo vincerla, è un’occasione per noi: la prima partita è stata così così, domani abbiamo giorno libero e martedì iniziamo a preparare, perché andiamo per vincere con la nostra mentalità”.
I tre punti – “Vittoria importantissima perché è la prima e sappiamo quanto conta: davanti ai nostri tifosi vale di più, li ringrazio per il supporto. Questo è un successo che serve per l’entusiasmo, siamo contenti per tutto il lavoro fatto e per aver iniziato bene”.
Il ruolo – “Esterno d’attacco so di poterlo fare e poter determinare, devo lavorare tanto, quel che ho raggiunto l’ho raggiunto attraverso il lavoro quotidiano, con questi compagni è tutto più semplice. E se c’è da sporcarci le mani, lo facciamo”.
L’analisi della gara – “Una partita fatta bene e in cui non meritavamo di perdere, siamo partiti piano. Abbiamo preso il secondo gol in un momento particolare, ci dà rabbia, ma è bello aver visto la squadra giocare con coraggio. Le partite si vincono nelle due aree, dove potevamo fare meglio.
Il gol del 2-1 – “Avevamo provato lo schema, è qualcosa che crediamo di poter fare sempre, è un po’ noioso ma a volte sei costretto perché si genera un gol su tre”.