Sarri: "La transizione sarà lunga e difficile. Difesa a 4? Potevamo essere nella tragedia..."
14 agosto 2026 | 23:42

Foto Getty
Il tecnico nerazzurro fa il punto dopo il trofeo Bortolotti: “Nei primi 20′ del secondo tempo ho visto ciò che vorrei. Questo gruppo ha qualcosa in più, sono soddisfatto di quello che sto vedendo”. E sul mercato: “Vediamo il direttore cosa farà, è scaltro. io penso al campo. I tempi sono insulto a noi allenatori”
Bergamo. Dopo il terzo test internazionale dell’estate, per Maurizio Sarri è tempo di tirare i primi bilanci. La sua Atalanta cresce di giorno in giorno e di partita in partita e ora si prepara alla prima partita ufficiale della stagione, il 20 agosto contro l’Hapoel Tel Aviv, con un carico di certezze costruite e consolidate durante questi quasi quaranta giorni di lavoro in campo.
“Abbiamo fatto una partita ordinata, ed è già tanto, visto il momento della preparazione in cui siamo. Sono contento, ma so anche che conta fino a un certo punto: bisogna progredire ancora tanto, abbiamo 6 giorni per migliorare ancora cercando di lavorare al meglio” afferma il tecnico nel post-gara, tirando le somme sul lavoro fatto finora. “Sono soddisfatto di quel che vedo in allenamento, è un gruppo che non è solo professionale, ma ha qualcosa in più: attaccamento ad ambiente, società e tifoseria. Qualcosa che viene da lontano. È una tifoseria bella tosta, noto soprattutto un’unione di grande appartenenza”.
“La sfida più difficile era la linea difensiva” afferma guardando al percorso nel suo complesso, “invece l’applicazione dei ragazzi è stata forte, non siamo ai livelli a cui aspiriamo, però non siamo neanche nella tragedia in cui si poteva pensare di essere nei primi 3-4 mesi. La transizione sarà lunga e difficile, prevede momenti in cui avremo delle grandi difficoltà e lì dovremo abbassare la testa e lavorare. Questo gruppo ha fatto un ciclo importante, poi qualche pezzo va avanti con l’età e a volte si perde”. Sulla partita: “Abbiamo giocato contro una squadra che fa tanto possesso palla e stasera non l’ha fatto. Dobbiamo velocizzare le uscite. Nel secondo tempo, nei primi 20’, ho visto quello che vorrei vedere. Nel primo tempo contro il loro blocco stretto abbiamo faticato, serviva più coraggio nel muovere la palla non da fermi”.
Nel frattempo va avanti il tema del calciomercato, con i nerazzurri alla ricerca di rinforzi: “Il direttore è uno dei più scaltri nel panorama europeo, se si prospettano occasioni qualcosa farà. Ma io non sono mai stato un tecnico da gestione o da mercato, bensì da campo. Mi dà molta più soddisfazione questo, poi se lui può far qualcosa, lo farà. Io non posso disperdere le mie energie. L’obiettivo lo stabiliremo a lungo periodo, nel breve pensiamo a costruire la squadra. Vedremo se avrà bisogno di un percorso di sei mesi o di due anni, questo ce lo diranno il tempo e il lavoro”.
“Il mercato è una delle cose più noiose… Ed è trent’anni che si parla di solo di questo” prosegue, “vedo tutto fermo, le date sono folli, il mercato si fa in 60 giorni e si decide tutto in settimana. Per noi è un insulto essere in ritiro, avere 25 giocatori e poi dopo tre settimane 7 non li hai più. Fino a pochi anni fa lo dicevo solo io, oggi lo dicono anche altri”.
Le situazioni di Ahanor e De Ketelaere: “Faremo un tentativo di recupero, ma non so dire adesso se ci riusciremo. Cambiare totalmente il modo di giocare in un post Mondiale è ancora più difficile, con i giocatori che tornano a rate, mi sembra di giocare al gioco dell’oca che ogni tanto devo ripartire da capo”.
Chiusura sui singoli, a partire dal neoacquisto Kristensen: “Me lo hanno descritto come un buon giocatore, io gioco a 4 da una vita e pongo più attenzione a quelli. Io lo conoscevo meno, ma ha le basi per diventare un giocatore forte anche a 4. Ero più contento ad averlo il 9 di luglio…”. E Raspadori? “Si sta impegnando molto, ma può fare di più”.
Un ricordo speciale è stato dedicato anche a Valter Polini: “Era un mio grande amico, i miei genitori han vissuto in questa zona ed erano molto attaccati ad una famiglia: la figlia dei loro amici ha sposato Valter. Veniva a trovarmi spesso in Toscana. Avevo un forte rapporto d’amicizia con lui”.