Sarri: "Ho visto una squadra più 'mia'. Dispiace aver perso, ma vedo la luce in fondo al tunnel"
12 settembre 2026 | 23:52

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Il tecnico dopo il ko per 2-1 contro il Cagliari: “Sono meno preoccupato oggi rispetto ad altre volte: abbiamo avuto superiorità territoriale, tirato di più, avuto tanti palloni dentro l’area. Ho l’impressione di limare e non di dover ricominciare”
Bergamo. L’Atalanta fa un passo indietro nei risultati, incassando una sconfitta per 2-1 in casa contro il Cagliari che rappresenta il secondo stop consecutivo dopo il ko di Roma di una settimana fa. Questo però lascia sensazioni diverse, per il gioco ancora non brillante e per i pochi miglioramenti messi in mostra rispetto alle ultime uscite. Tutti temi su cui Maurizio Sarri si è soffermato nel post partita, offrendo la sua chiave di lettura.
La prestazione – “Io sono molto meno preoccupato stasera rispetto alle partite precedenti. A Roma abbiamo rischiato di vincere senza giocare “da Sarri”, oggi abbiamo perso giocando da Sarri. Supremazia territoriale nettissima (85%-15%), 22 tiri in porta, 105 palloni giocati in area avversaria. Li abbiamo schiacciati spesso, ma ci abbiamo messo imprecisioni ed errori che ci sono costati la partita. È una base molto più solida su cui partire rispetto ad altre precedenti. Tenere l’intensità del primo tempo non era semplice, siamo un po’ calati ma siamo stati vivi. Oggi dovevamo giocare senza retropensieri, commettendo imprecisioni che abbiamo anche pagato”.
La maxi-sosta e i progressi – “Noi avremo tra i 23 e i 26 giocatori in nazionale, Under 23 compresi, quindi non si farà niente in quei giorni. Rischiamo di doverci allenare con 5 giocatori”.
I miglioramenti – “Siamo in crescita dal punto di vista fisico, vedasi Kessié e Rowe che avevano giocato poco o niente. Dal punto di vista della mole di gioco, potevamo creare molte più occasioni. Non era estremamente semplice, ma è una base. Sono dispiaciuto, ma rispetto ad altre volte ho meno preoccupazioni. Non tutti i gruppi ti rispondono allo stesso modo, non so in quanto i tempi. Ora ho l’impressione di dover limare cose e non di dover ricominciare”.
Il centrocampo – “Gaetano sta facendo molto bene, il Kessié di stasera non lo ha fatto rimpiangere, ha fatto una buonissima partita pur essendo rimasto praticamente fermo. È un giocatore solido e per noi sarà molto importante, come lo sarà anche Gaetano”.
Le scelte – “Abbiamo deciso di mettere quattro attaccanti nell’ultimo quarto d’ora e ho tolto Samardzic. La coppia a due Kessié-Ederson mi sembrava più adatta da lasciare. Kolasinac ha esperienza e personalità, uno dei pochi che si fa sentire in campo, in questo momento mi piace tenerlo coinvolto, ma non mi sono dimenticato di Bernasconi e gliel’ho detto”.
I nuovi – “Rowe ha sbagliato qualcosa ma è stato vivo, Kessié gioca con un’esperienza diversa e si inserisce molto più facilmente”.
De Ketelaere – “Ha fatto una partita in cui non ha inciso, ma mi è piaciuto l’atteggiamento, è stato intenso e con grande partecipazione alla pressione. Viste le qualità tecniche, se rimane acceso prima o poi ci farà la differenza”.
Preoccupazioni – “Io non sono una persona preoccupata, ma mi girano spesso… Certi giorni non mi sopporto neanche io. Ero preoccupato dopo Bologna, in parte dopo Roma, dove non ho visto una squadra mia. Però vedo la luce in fondo al tunnel”.
Pressing – “Si può anche pressare sulla linea di fondo rimanendo lucidi. Sul gol di Mendy eravamo tutti in ritardo”.
Bellanova – “Ho visto un giocatore con velocità di base impressionante che ha anche tempi di inserimento, più adatto a quattro che a cinque, perché arriva più da dietro, mi sembra in rampa di lancio”.
I cambi – “Sono stati fatti in un momento in cui la partita era più difficile, spero sia stata una difficoltà materiale e non mentale altrimenti sarebbe più preoccupante”.

Le prestazioni e i miglioramenti – “Oggi ci è mancato quel centimetro per fare un risultato, abbiamo tirato 22 volte, tante occasioni, abbiamo pressato tanto a ritmi alti, è quello che vogliamo essere. Noi guardiamo avanti per crescere ogni settimana come abbiamo fatto in questi giorni. All’inizio di questo ciclo pensavamo troppo, oggi invece ha chiesto di non farlo, pressare in avanti e fare il nostro calcio, abbiamo mostrato questo oggi, dobbiamo continuare ad allenarci forti, perché ci vedo in crescita”.
Da mezzala destra – “Voglio essere offensivo, fare tanti passaggi, tirare, voglio aiutare la squadra, anche in fase difensiva. Sto dove mi mette il mister, posso fare tanti ruoli, mi sento un fantasista e ho giocato tante volte da mezzala, mi trovo molto bene perché ho tanti palloni nei piedi, voglio dare i palloni ai nostri attaccanti. Ma mi vedo anche play in futuro, come ha detto il mister. So di avere tiro da fuori, devo farlo di più”.
La prestazione – “Questa vittoria non è un traguardo, dobbiamo continuare a lottare per raggiungere il nostro obiettivo. Abbiamo cambiato più volte per cercare l’assetto migliore e i gol sono frutto di quel che abbiamo preparato. Abbiamo sfruttato questo momento, poi diventerà più forte perchè è allenata da un maestro. Sarri mi ha fatto due lezioni a Coverciano, mi ha fatto innamorare lui di questo calcio”.
La dedica – “Dedico questa vittoria al nostro direttore tecnico Roberto Muzzi, che ha perso il papà. Stamattina alle 8 siamo andati a Roma e siamo tornati alle 16. C’è tanto di suo in questa vittoria, perché Mendy è uno dei tanti che ha coccolato e cresciuto, oltre a quelli che siedono in panchina”.