Sanità nel mirino degli hacker, l’Usl 2 alza la protezione: intelligenza artificiale e 220mila euro per proteggere i dati dei pazienti

TREVISO Scatta il piano anti-hacker. Tra il nuovo fascicolo sanitario e lo sviluppo delle tele-visite, la medicina corre sempre più spesso online. Per non parlare degli archivi digitali degli ospedali. E l’Usl della Marca è in prima linea nella difesa dei dati personali dei pazienti. L’azienda sanitaria ha affidato la cura della propria “cassaforte virtuale” al Cyber Security Lab della società Unindustria Servizi & Formazione Treviso - Pordenone Scarl di Treviso. L’investimento deciso l’anno scorso supera i 70mila euro, contando l’eventuale proroga delle attività da fine 2026 fino al 31 dicembre 2027. Non solo. L’azienda sanitaria trevigiana adesso è entrata a far parte anche del progetto Reinforce, sviluppato nell’ambito del programma europeo Digital, che punta a dar vita a un sistema potenziato dall’intelligenza artificiale proprio per migliorare la sicurezza informatica nel settore della sanità in tutto il continente. «Il progetto si pone l’obiettivo di rafforzare la sicurezza informatica del settore sanitario europeo - si specifica - aiutando gli ospedali a prevenire e gestire meglio gli attacchi informatici mediante tecnologie di intelligenza artificiale in grado di individuare rapidamente le minacce e intervenire in caso di incidente». Insomma, si lavora per fare scuola in tutta Europa.

Il progetto

Il progetto durerà tre anni. A livello operativo il riferimento è rappresentato dalla società Assist Software Srl. Il finanziamento europeo vale complessivamente oltre 4,5 milioni di euro. E la fetta riguardante l’Usl della Marca sfiora i 150mila euro. Nel team trevigiano ci sono Roberto Da Dalt, direttore dell’unità sistemi informativi, responsabile scientifico, la project manager Elena Procaccini e i referenti tecnici Carlo Moz e Nicola Bottaro. Verranno sviluppati sistemi di crittografia per impedire la lettura dei dati da parte di persone non autorizzate, autenticazioni e intelligenza artificiale in grado di apprendere in modo automatico. «La soluzione sarà sperimentata in sei ospedali pilota di cinque Paesi europei, per verificarne l'efficacia e la possibilità di essere utilizzata su larga scala - si evidenzia nel progetto - l’obiettivo finale è rendere gli ospedali europei più sicuri e resilienti, garantendo la continuità dei servizi sanitari anche in presenza di minacce informatiche».

Gli attacchi

L’ombra di attacchi hacker si fa sempre più lunga. Basti pensare che solo nel 2024 il team di analisti di Yarix, società specializzata nella cybersecurity, ha registrato 485mila attacchi: il 169% in più rispetto all’anno prima. E tra i più colpiti ci sono stati i settori manifatturiero, servizi tecnologici e, appunto, sanità.

Tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022 l’Usl 6 Euganea è stata assaltata da due bande di pirati informatici. Dopo aver chiesto un riscatto - domanda respinta al mittente - il gruppo Lockbit 2.0 aveva iniziato a pubblicare nel “dark web” parte dei dati rubati: 5.763 file riguardanti 9.520 pazienti.

Nel trevigiano, anche Mom nell’aprile dell’anno scorso era stata vittima di un attacco hacker. I pirati si erano intrufolati nei sistemi di MyCicero Srl, la società dell’App per i biglietti online, rubando dati come nome e cognome, data e luogo di nascita, indirizzo mail e di residenza, telefono, codice fiscale e partite Iva. Tanto che ancora tre mesi fa Mom ha invitato tutti a cambiare le password e a stare attenti a eventuali messaggi-truffa resi più credibili con l’utilizzo di alcune informazioni reali.

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