Sandro Ruotolo: «Niente lezioni dalla destra: ora stiamo facendo pulizia»

Cita Libero Grassi e parla di «umiltà». E dai commissari dei circoli Pd si aspetta che facciano tornare il «partito degli eletti e non degli elettori». Ma Sandro Ruotolo, europarlamentare dem, ce l’ha anche con la destra e il civismo, suo bersaglio preferito quando si parla di legalità.

La destra scende in piazza a Castellammare per chiedere che si accenda un riflettore sul Pd, lei che ne pensa?

«Quasi nelle stesse ore in cui la destra scende in piazza a Castellammare, noi saremo ad Ercolano a presentare il pool per il contrasto alla criminalità organizzata, del quale faccio parte insieme ad Antonio Borrelli, Paolo Siani, Nino Daniele: questo dimostra che la nostra risposta è stata immediata e con molta umiltà ci mettiamo in discussione e riflettiamo. Anche la destra dovrebbe riflettere: a Castellammare è piena di esponenti che hanno avuto contatto con la malavita locale. Parlano di “mafia sinistra”, ma esiste anche la “mafia destra” e la “mafia civica”. Quando arriva lo scioglimento si azzerano le amministrazioni, ma la mafia resta e il problema riguarda tutti. A Castellammare, poi, il penultimo scioglimento era proprio di un governo di centrodestra. Certe strumentalizzazioni sono inaccettabili».

Tuttavia il centrodestra punta il dito sugli scioglimenti dei Comuni a guida Pd. Non sono dati reali?

«Io cito i dati di Avviso Pubblico: dicono che il 50% dei Comuni sciolti sono composti da amministrazioni civiche, il 28% dal centrodestra e il 22% dal centrosinistra. Lezioni non ne accettiamo da nessuno, anzi tutti i partiti dovrebbero interrogarsi su come superare il civismo criminogeno, invece di perderci dietro polemiche inutili».

Il Pd però non può dirsi estraneo alla stagione delle infiltrazioni. Che autocritica siete disposti a fare?

«Noi ci stiamo ponendo con molta umiltà. Sappiamo che un tempo eravamo la soluzione ed ora siamo parte del problema, ma questo non ci impedisce di reagire con forza. Ad Ercolano puntiamo a riportare lo spirito della città che si liberò dalla morsa del racket, quando il sindaco era Nino Daniele. Nel corso dell’ultima campagna elettorale, a Casandrino, abbiamo denunciato tentativi di sopraffazione e compravendita dei voti. Dirò di più: a Castellammare, dove pochi giorni dopo il voto abbiamo fatto nascere l’Osservatorio sulla camorra, se il sindaco avesse ascoltato il Pd, probabilmente non saremmo arrivati allo scioglimento. Qui si tratta di far tornare i partiti forti, di rafforzarne la qualità. Il Pd deve tornare a essere il partito degli elettori, non quello degli eletti, come ahimè succede con certe civiche».

Da dove si riparte, allora, per restituire credibilità alla politica?

«Libero Grassi diceva “Un buon politico fa buone leggi, un cattivo politico fa cattive leggi”. Noi dobbiamo far tornare la buona politica. Stiamo commissariando i circoli: dai commissari mi aspetto soprattutto questo, un ritorno alla qualità della politica, con il coinvolgimento degli elettori: il consenso e la qualità sono due facce della stessa medaglia, non si può pensare di vincere calpestando le regole».