San Siro fa 100 anni: Milan, Inter e concerti che hanno fatto la storia

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19 set 2026 - 09:00

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Auguri caro vecchio San Siro, gigante di cent'anni inaugurato nel 1926, sempre un 19 di settembre. Gli anelli, le torri e il primo gol segnato del milanista "Pin" Santagostino, ma vince 6-3 l'Inter (che fino al 1947 non ci giocava). Le luci di Vecchioni e il mondo nella cerimonia di apertura del 1990. Pelé, la boxe e Bob Marley. Pieno a luglio con la samba per Dinho, pieno all'alba post triplete interista. "Che c'è di strano siamo stati tutti là…"

di Marco Salami 

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  • Quando ti alzi la mattina, quel giorno, è un giorno diverso da tutti gli altri. È il giorno che vai allo stadio. È il giorno che vai a San Siro. Lo zaino in spalla, la sciarpa d'ordinanza, rossonera o nerazzurra. Il cuscinetto anni Ottanta, è sempre lo stesso. Quindi si parte, in macchina dalla provincia, col treno, in tram o col metrò, con l'accento sulla 'o' finale. Una parola che richiama una Milano d'altri tempi, nostalgica, andata…

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13 MESI E 5 MILIONI DI LIRE

  • D'altri tempi, sì, perché lì ad attenderti c'è un gigante di cent'anni esatti. Oggi. È il 1925 quando il Presidente del Milan, Piero Pirelli, sollecita la costruzione di uno stadio calcistico. L'ispirazione è inglese, lontano da come lo conosciamo oggi. Ci vogliono tredici mesi e cinque milioni di lire. Le tribune sono quattro, rettilinee, la prima capienza è di 35mila spettatori. Nasce vicino all’Ippodromo per il Trotto.

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  • Alcuni, appunto, oggi lo raggiungono da via Ippodromo. Si chiama così perché lì ci corrono i cavalli. Due grandi parcheggi, poi svolti l'angolo a sinistra lungo via Patroclo. Una lunga camminata mentre l'odore di carne alla griglia inizia ad avvolgerti come una coperta. Per sempre sarà l'odore della partita, una 'madeleine' di Proust. Tutti a sinistra, lungo un muro abbracciato dall'edera. 'Io dell'Inter, lei del Milan', cantava Adriano Celentano in 'Eravamo in 100.000'. 

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  • Entri nella stretta via Achille. Amici che parlano tra di loro, un bimbo tiene stretta stretta la mano del papà. Sta per succedere qualcosa, è una strana sensazione, sfumata. Uno sfarfallio alla periferia dei sensi. Giri l'angolo. Lo vedi. San Siro è un gigante che ti guarda. I suoni ti arrivano in faccia come se qualcuno avesse aperto una porta. Tantissime persone, tantissimi colori. È il luogo dei sogni, dove la realtà e l’illusione si mescolano, come nei film surreali di David Lynch.

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LA PRIMA PARTITA, UN DERBY, IL PRIMO GOL DI, VINCE…

  • Il profumo di storia ha accompagnato generazioni di tifosi. Gli interisti come Gaber e i milanisti come Jannacci. Tutti simboli di una città sempre in movimento. Lo era anche il 19 settembre del 1926, l'inaugurazione. Cent'anni esatti fa. La prima partita, ovviamente, un derby. Il primo gol assoluto nella storia di San Siro (non ancora "Meazza", che avrebbe iniziato a giocare con l'Ambrosiana Inter solo l'anno dopo) lo firma il milanista Giuseppe ‘Pin’ Santagostino. Ma vince l'Inter 6-3.

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1935; 55MILA POSTI. NEL 1947 ARRIVA L'INTER

  • Nel 1935 il Comune di Milano acquista lo stadio. Iniziano i primi lavori. Più posti, più spazio, perché 'Milan l'è un gran Milan, Milano è una grande Milano'. Nascono quattro curve di raccordo tra le tribune. La capienza aumenta a 55mila. Nel 1947-48 arriva anche l'Inter, che un tempo giocava all'Arena, attaccata al centro città e comodissima per il tifo benestante nerazzurro. C'erano ancora i 'bauscia' e i 'casciavit'. 

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  • Nel 1955 nasce il secondo anello. I posti diventano quelli attuali (o quasi): 85mila, ma al tempo solo 60mila a sedere. Nascono anche le rampe elicoidali (ma non ancora le torri) che ne fanno già un'icona. 

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  • Tra Cinquanta e Sessanta lo stadio si veste di luce come le sue due squadre, che di lì a poco saliranno sul tetto d'Europa (l'Inter in una finale giocata proprio lì): prima l'impianto di illuminazione (1957), dieci anni dopo il tabellone luminoso. Il maxi-schermo oracolo che — smartphone ante litteram — annuncerà i gol delle altre partite d'Italia. Pochi anni dopo lo canta anche Vecchioni, 'Luci a San Siro di quella sera, che c'è di strano siamo stati tutti là'. 

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"IL MEAZZA"

  • Gli anni Ottanta a Milano sono un'altra cosa. Milano è 'da bere', la moda e la finanza, il fenomeno yuppies e i paninari, il fitness. Si fa un passo nella direzione opposta delle lotte del decennio precedente. Si corre e si guarda a una nuova era, mentre lo stadio della città, al contrario, guarda al passato. Muore Giuseppe Meazza e lo stadio, nel 1980, diventa per sempre il suo stadio.

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IL MONDO A SAN SIRO

  • Intanto il pallone all'italiana diventa l'El Dorado del calcio. Nel 1990 si giocano i Mondiali a casa nostra al termine di una stagione dove il Milan di Sacchi ha appena vinto la seconda Coppa Campioni consecutiva, un anno prima l'Inter 'dei record' di Trapattoni ha frantumato qualsiasi primato conosciuto. La Juve ha vinto la Coppa Uefa in finale contro la Fiorentina e la Samp ha vinto la Coppa delle Coppe. In Serie A si gioca un Mondiale ogni weekend. E la Coppa del mondo arriva a San Siro.

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LE TORRI

  • C'è tutto il mondo, quel giorno, a Milano. 8 giugno 1990: è la cerimonia di apertura del Mondiale italiano. Intanto lo stadio è cambiato: terzo anello, nascono le torri che — popolate da tifosi — danno vita a un'illusione ottica psichedelica. Come una canzone dei Pink Floyd. I seggiolini diventano 85.700, tutti a sedere. Gianna Nannini e Edoardo Bennato cantano (in playback) la hit diventata colonna sonora di un'estate, di una generazione: 'Forse non sarà una canzone, a cambiare le regole del gioco'…

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  • Sono gli anni in cui l'alta moda 'made in Italy' veste il mondo, e pure il mondo del pallone. Ogni stilista simbolo del Paese veste un continente in una festa di colori, passioni: l'America in rosso Valentino, l'Europa in verde griffata Ferrè, l'Africa nera di Missoni. Poi la grande sorpresa arriva sul campo: François Omam-Biyik vola nel cielo milanese e batte col suo Camerun l'Argentina di Maradona campione in carica.

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LE FINALI

  • A San Siro si giocano quattro finali di Coppa dei Campioni/Champions League: nel 1965 il secondo successo della 'Grande Inter' di Herrera è a Milano: 1-0 al Benfica, segna Jair. Si giocano anche quelle del 1970, 2001 e 2016, vincono Feyenoord, Bayern e Real. E quattro finali di Coppa Uefa (che si giocava su andata e ritorno), tre dell'Inter nel 1991, 1994 e 1997, ma anche una della Juventus nel 1995.

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LA SEMIFINALE DEL 1934

  • E pure una semifinale Mondiale; non nel 1990, quando l'Italia sfidò l'Argentina di Maradona nello stadio che oggi porta il suo nome. Qui si gioca il 3 giugno 1934 tra Italia e Austria: Pozzo e la sua nazionale arriveranno fino al primo titolo Mondiale della storia azzurra.

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PELÉ A SAN SIRO

  • La prima volta nel 1963, Brasile contro Italia, amichevole. Pochi giorni dopo il Milan festeggia la sua prima Coppa dei Campioni sfidando il Santos. Fu una festa popolare per il marziano atterrato tra i terrestri. Leggendario, fenomeno totale già due volte campione del mondo che arrivava da un calcio molto lontano, di quello che devi correre a vedere coi tuoi occhi per poterci credere. O Rei ci tornerà anche nei Novanta per il suo cinquantesimo compleanno: Brasile contro Resto del mondo. Vince il Resto del mondo.

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E LO STADIO ERA PIENO

  • 'Cinzia cantava le sue canzoni, Piero suonava solo la musica reggae'. E poi altri personaggi storici, come lo è stato Pelé. Perché San Siro è stato (ed è) vita, colori, musica, felicità, concerti. Era il 27 giugno del 1980, in centomila per Bob Marley a cantare un inno di libertà. Nel caldo torrido del pomeriggio aprirono la giornata due giovani esordienti, Roberto Ciotti e Pino Daniele. 'E si che Milano quel giorno era Jamaica' avrebbe cantato Venditti. 

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IL DERBY DI COPPA ITALIA DOPO BRUCE SPRINGSTEEN

  • E poi, in ordine sparso: David Bowie, i Genesis, Madonna, Dylan, Santana, i Rolling Stones, gli U2, Michael Jackson, i Depeche Mode. E Bruce Springsteen. Il primo storico concerto milanese del Boss si intreccia col pallone, visto che soli due giorni dopo Milan e Inter scendono in campo per una semifinale di Coppa Italia. 2-1 per i rossoneri con gol partita di Icardi; non il futuro interista Mauro, ma il milanese Andrea.

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BOXE E RUGBY

  • San Siro è uno stadio che attraversa la storia. Nel 1961 80mila persone assistono alla sfida per il titolo mondiale dei pesi welter junior tra lo sfidante italiano Duilio Loi e il detentore portoricano Carlos Ortiz. Saranno mille in più quelli che nel 2009 fissano un nuovo record nazionale d'affluenza per un incontro di rugby, Italia contro Nuova Zelanda, l'haka risuona al Meazza.

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SAN SIRO SAMBODOROMO

  • Milano, si sa, non riposa. Milano corre. 'Milano vicino all'Europa / Milano, che banche, che cambi' (cantava Dalla). Eppure anche quando la città sembra riposare, San Siro batte un colpo. Presentazione di Ronaldinho al Milan: 40mila persone. A Milano. In pieno luglio. Ad attendere quel campione brasiliano — il cui motto era 'giocare a calcio con allegria' — c'erano anche le ballerine di samba. San Siro colorato di verdeoro, di luce, di divertimento. 

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PIENO ALL'ALBA

  • Oppure quasi tutto esaurito, quando la città si sta ancora risvegliando. Milano punta la sveglia presto, ma non quella notte: nessuno aveva dormito per non svegliarsi da un sogno chiamato triplete. Vero come le lacrime del popolo nerazzurro che riempì lo stadio in attesa di Zanetti e della coppa più attesa. C'erano tutti, anno 2010. Ed erano le sei di mattina.

    Auguri, caro vecchio San Siro.

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Se non sbaglio lei ha visto l'Inter-Milan con me
Ma come fa lei a non ricordar
Noi eravamo in centomila
Allo stadio quel dì

(Eravamo in 100.000, Adriano Celentano)